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lettL’articolo "A comparative assessment of three formulations of Botulinum Toxin Type A for facial rhytides: a systematic review with meta-analyses", redatto da Autori canadesi di fama internazionale, intende soddisfare una reale esigenza del medico estetico, ovvero la chiara e oggettiva comprensione delle differenze esistenti o meno delle tre formulazioni di Tossina Botulinica disponibili oggi sul mercato del Nord America (onabotulinum toxin A, incobotulinum toxin A e abobotulinum toxin A).

La metodologia di revisione della letteratura scientifica internazionale adottata risulta adeguata in termini di popolazione studiata, criteri di valutazione dei risultati ottenuti nei trial sperimentali, tipologia di sperimentazione, risorse bibliografiche, selezione dei Revisori e valutazione dei risultati. L’analisi statistica formalmente adottata offre inoltre sufficiente sicurezza in termini di valutazione dell’errore.

Sebbene le premesse avrebbero potute esprimere significatività ai risultati ottenuti, la ponderosa revisione della letteratura internazionale di lingua inglese che ha incluso lavori scientifici pubblicati tra il 2005 e il 2013, non offre dati sufficientemente validi in quanto caratterizzati da un alto tasso di errore statistico. Risulta comunque senza dubbio comprovata sia attraverso la valutazione da parte dei pazienti, sia mediante l’analisi della sensibilità dei dati, che della valutazione fotografica, una reale efficacia di tutte e tre le molecole rispetto al gruppo placebo. Nessun dato aggiuntivo viene peraltro sottolineato in merito ad effetti avversi come cefalea, ecchimosi e ptosi del sopracciglio nell’impiego delle tre formulazioni.

In conclusione questa estesa revisione della letteratura non fornisce sufficienti dati per poter selezionare in modo oggettivo una molecola rispetto alle altre. Concordo pienamente con il Dr. James Bonaparte sulla necessità di trial sperimentali, indipendenti e comparativi sulla efficacia e sulla durata dei risultati di onabotulinum toxin A, incobotulinum toxin A e abobotulinum toxin A.

 

Autore del contributo di commento:

 NOVIELLO SERGIO COMITATOSergio Noviello - Membro del Comitato Scientifico Agorà

 

 

 

ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO: 

Plastic & Reconstructive Surgery:

April 2016 - Volume 137 - Issue 4 - p 1125–1140

doi: 10.1097/PRS.0000000000002004

Cosmetic: Original Articles

A Comparative Assessment of Three Formulations of Botulinum Toxin Type A for Facial Rhytides: A Systematic Review with Meta-Analyses

Bonaparte, James P. M.D., M.Sc.; Ellis, David M.D.; Quinn, Jason G. B.Sc., M.D.; Rabski, Jessica B.Sc.; Hutton, Brian M.Sc., Ph.D.

BACKGROUND: Three formulations of botulinum toxin are available for facial rhytides. It is unclear which formulation offers the greatest balance of benefits and harms. The objective of this study was to conduct a systematic review with meta-analyses to compare formulations of botulinum toxin for reduction of facial rhytides at the glabella.

METHODS: The authors’ protocol was registered with the International Prospective Register of Systematic Reviews (CRD4201200377). A systematic literature search was performed identifying double-blind studies. The authors assessed 1-, 3-, and 4-month follow-up. The authors performed pairwise meta-analyses using random effects models to compare response rates among the three botulinum formulations and a network meta-analysis.

RESULTS: A total of 18 studies (3082 patients) were included. At 30-, 90-, and 120-day follow-up, all medications with available data showed statistically significantly increased treatment response versus placebo. Only high-dose onabotulinum toxin (compared to standard-dose onabotulinum toxin) offered additional benefit at 30 days. Exploratory analysis using network meta-analysis mostly suggested insufficient evidence of incremental benefits when comparing specific formulations.

CONCLUSIONS: Evidence supporting benefits versus placebo of the different formulations was clear over time. Comparisons between active formulations were rare and typically based on single trials of small to moderate sample size. The data suggest some gains with high-dose onabotulinum toxin (relative to standard dose), whereas exploratory indirect comparisons between active formulations were largely associated with inconclusive findings. Future studies should undertake head-to-head comparisons of the different formulations and ensure longer follow-up to best inform the accumulating evidence base.

CLINICAL QUESTION/LEVEL OF EVIDENCE: Therapeutic, II.

 A seguito riportiamo l'approfondimento della revisione con l'articolo originale (accessibile solo agli Associati Agorà)
area riservata

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lettL’articolo “A quantitative analysis of OnabotulinumtoxinA, AbobotulinumtoxinA, and IncobotulinumtoxinA: a randomized, double-blind, prospective clinical trial of comparative dynamic strain reduction", risponde alla necessità riscontrata nell’articolo “A comparative assessment of three formulations of Botulinum Toxin Type A for facial rhytides: a systematic review with meta-analyses”, di trial sperimentali, indipendenti e comparativi sulla efficacia e sulla durata dei risultati di onabotulinum toxin A, incobotulinum toxin A e abobotulinum toxin A, ovvero le tre formulazioni di Tossina Botulinica disponibili oggi sul mercato del Nord America.

L’articolo intende valutare l’esistenza o meno di differenze tra le molecole in questione, in modo da permettere al medico estetico di orientarsi consapevolmente nella scelta del prodotto più idoneo alle sue esigenze, nell’ottica di risultati sempre più soddisfacenti. A tal fine gli Autori hanno direttamente comparato gli effetti di onabotulinumtoxin A, incobotulinumtoxin A e abobotulinumtoxin A sulla riduzione dinamica delle rughe glabellari mediante una tecnologia di correlazione delle immagini digitali (software ARAMIS), analisi quest’ultima più sofisticata, precisa e riproducibile rispetto alle valutazioni su immagini fotografiche statiche di precedenti lavori scientifici comparativi.

La metodologia sperimentale adottata, sebbene sia stata impiegata su di un campione relativamente modesto di pazienti (75), risulta adeguata in termini di popolazione, criteri di inclusione ed esclusione, valutazione dei risultati ottenuti a 4-14-90 giorni (tecnologia di correlazione delle immagini digitali), tipologia di sperimentazione randomizzata in doppio cieco e risorse bibliografiche analizzate. L’analisi statistica formalmente adottata offre inoltre sufficiente sicurezza in termini di valutazione dell’errore.

Risulta senza dubbio comprovata una reale efficacia di tutte e tre le molecole di tossina botulinica nella riduzione della forza di contrazione dei muscoli corrugatori, nonostante le persistenti opinioni contrastanti, da parte di medici esperti, sulla variabilità di efficacia delle tre differenti molecole.

La valutazione dell’efficacia delle molecole in oggetto sulla riduzione della forza di contrazione dei muscoli corruttori a 4, 14 e 90 giorni dopo l’iniezione apporta alcuni dati utili nell’impiego clinico della tossina botulinica.

Vanno sottolineati soprattutto il ritardo di comparsa degli effetti a 4 giorni e la minore azione di riduzione sulla forza di contrazione a 14 giorni da parte di incobotulinumtoxin A, a parità di unità somministrate e impiegando la medesima tecnica, rispetto a onabotulinumtoxin A. Dati intermedi sono stati riportati per abobotulinumtoxin A. A 90 giorni dall’iniezione di tossina botulinica i dati comparativi sulla persistenza degli effetti delle tre sostanze sono sovrapponibili. 

Interpretando i risultati ottenuti vanno quindi suggeriti ulteriori trial sperimentali sui singoli dosaggi corretti, le specifiche diluizioni e le tecniche iniettive, per offrire oggettive differenze sull’efficacia delle molecole, al momento inconsistenti.

 

 

Autore del contributo di commento:

 NOVIELLO SERGIO COMITATOSergio Noviello Membro del Comitato Scientifico Agorà

 

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO:

 

Plastic & Reconstructive Surgery:

May 2016 - Volume 137 - Issue 5 - p 1424–1433

doi: 10.1097/PRS.0000000000002076

Cosmetic: Original Articles

A Quantitative Analysis of OnabotulinumtoxinA, AbobotulinumtoxinA, and IncobotulinumtoxinA: A Randomized, Double-Blind, Prospective Clinical Trial of Comparative Dynamic Strain Reduction

Wilson, Anthony J. M.D.; Chang, Brian B.S.; Taglienti, Anthony J. M.D.; Chin, Bianca C. M.D.; Chang, Catherine S. M.D.; Folsom, Nancy R.N.; Percec, Ivona M.D., Ph.D.

BACKGROUND: U.S. Food and Drug Administration–approved formulations of botulinum toxin include onabotulinumtoxinA (Botox; Allergan, Inc., Irvine, Calif.), abobotulinumtoxinA (Dysport; Galderma Pharma S.A., Lausanne, Switzerland), and incobotulinumtoxinA (Xeomin; Merz Pharmaceuticals GmbH, Frankfurt am Main, Germany). This study uses digital image correlation to compare dynamic strain reduction between available neurotoxins.

METHODS: Seventy-three treatment-naive female patients aged were randomized to injection with onabotulinumtoxinA (20 units), abobotulinumtoxinA (60 units), or incobotulinumtoxinA (20 units) in the glabella. Imaging was conducted at 4, 14, and 90 days after injection. Change in average dynamic strain of the glabella was compared using ANOVA.

RESULTS: At day 4, there was a 42.1 percent strain reduction in the onabotulinumtoxinA group, a 39.4 percent strain reduction in the abobotulinumtoxinA group, and a 19.8 percent strain reduction in the incobotulinumtoxinA group (onabotulinumtoxinA versus abobotulinumtoxinA, p = 0.77; onabotulinumtoxinA versus incobotulinumtoxinA, p = 0.02; and abobotulinumtoxinA versus incobotulinumtoxinA, p = 0.04). At day 14, there was a 66.1 percent strain reduction in the onabotulinumtoxinA group, a 51.4 percent strain reduction in the abobotulinumtoxinA group, and a 42.8 percent strain reduction in the incobotulinumtoxinA group (onabotulinumtoxinA versus abobotulinumtoxinA, p = 0.14; onabotulinumtoxinA versus incobotulinumtoxinA, p = 0.02; and abobotulinumtoxinA versus incobotulinumtoxinA, p = 0.36). At day 90, there was a 43.5 percent strain reduction in the onabotulinumtoxinA group, a 38.4 percent strain reduction in the abobotulinumtoxinA group, and a 25.3 percent strain reduction in the incobotulinumtoxinA group (onabotulinumtoxinA versus abobotulinumtoxinA, p = 0.66; onabotulinumtoxinA versus incobotulinumtoxinA, p = 0.12; and abobotulinumtoxinA versus incobotulinumtoxinA, p = 0.24).

CONCLUSIONS: Using digital image correlation, the tested neuromodulators do not have equivalent strain reduction in the glabella at the doses used. These results confirm assertions of noninterchangeability.

CLINICAL QUESTION/LEVEL OF EVIDENCE: Therapeutic, II.

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lettNel lavoro in oggetto i coniugi Carruthers sostengono che in pazienti soggetti ad iniezioni ripetute nel tempo di Onabotulinum A, si verificherebbe una maggior durata dell’effetto clinico. All’uopo hanno preso in esame un campione di 405 pazienti in un intervallo di età dai 18 ai 75 anni, che rispondevano allo score della Facial Wrinkle Scale.

Si osservi che lo studio in esame è uno studio multicentrico.

L’area di trattamento presa in esame è stata esclusivamente la glabella trattata con 20 unità.

Nella valutazione sono state considerate le rughe a riposo.

In un secondo gruppo sono stati esaminati solo i pazienti che avevano  dopo il primo trattamento uno score di FWS superiore o uguale ad 1 a riposo.

Nel terzo gruppo sono stati considerati solo i pazienti che dopo il secondo trattamento presentavano uno score ancora superiore od uguale ad 1. In questo terzo gruppo i pazienti selezionati erano 258.

Tra tutti i partecipanti sono stati selezionati 225 pazienti che dopo il terzo trattamento presentavano uno score superiore od uguale ad 1.

Sono giunti quindi alla conclusione che i trattamenti ripetuti di Onabotulinum toxin A, presentano un progressivo miglioramento delle rughe glabellari a riposo.

Il lavoro, condotto su di un numero considerevole di pazienti, e da Autori ben noti nel campo, non offre particolari criticismi.

Gli unici due punti deboli, a giudizio di chi scrive, sono rappresentati dalla particolare meticolosità di studio, non ben comprensibile da un punto di vista pratico e dall’assenza di un qualsivoglia dato strumentale ma solo dall’osservazione di una scala soggettiva dipendente dall’analisi visiva dell’operatore.

Gli stessi Autori citano poi in bibliografia, uno studio del 2008 di Dessy ove un lavoro analogo viene condotto con l’aiuto della microscopia elettronica. Ma senza arrivare a tanto, ci si sarebe atteso da Autori di tal calibro, uno studio condotto almeno con l’ausilio di sistemi fotografici in 3D oggi davvero alla portata di tutti.

 

Autore del contributo di commento:

 SITO REVIEWGiuseppe Sito Membro Comitato Scientifico Agorà

 

ARTICOLO ORGINALE OGGETTO DEL COMMENTO

 

Dermatologic Surgery:

September 2016 - Volume 42 - Issue 9 - p 1094–1101

doi: 10.1097/DSS.0000000000000704

Original Article

Repeated OnabotulinumtoxinA Treatment of Glabellar Lines at Rest Ov er Three Treatment Cycles

Carruthers, Alastair MD; Carruthers, Jean MD; Fagien, Steven MD; Lei, Xiaofang PhD; Kolodziejczyk, Julia PhD; Brin, Mitchell F. MD

BACKGROUND: OnabotulinumtoxinA has demonstrated the ability to eliminate mild glabellarlines at rest; however, less is known regarding the effect of repeat treatment on more severe lines at rest.

OBJECTIVE: To assess the effect of repeated onabotulinumtoxinA treatment for reduction of glabellar lines at rest.

METHODS: Subjects 18 to 75 years old with at least mild glabellar lines at rest, as assessed by the validated Facial Wrinkle Scale (FWS) with photonumeric guide (score ≥ 1), received 3 treatments of 20 U onabotulinumtoxinA 4 months apart (N = 225). “Response” was defined as elimination of glabellar lines at rest (FWS score = 0) at any time point (Days 7, 30, 60, 90, and 120). Effect of treatment cycle on response was analyzed using repeatedmeasures logistic regressions (p < .05).

RESULTS: Most subjects were female (85%) and white (88%) (age range: 35–54 years). The likelihood of significant response was as follows: for all subjects combined (odds ratio [OR]: 1.31), for subjects with mild resting lines at baseline (OR: 1.49), and for older women (≥55 years) with mild resting lines at baseline (OR: 2.22). Of all subjects, 76% responded after 1 treatment, and 45% responded in all 3 cycles.

CONCLUSION: Subjects repeatedly treated with onabotulinumtoxinA showed progressive improvement in glabellar lines at rest.

 

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lett

L’efficacia del trattamento dell’iperidrosi palmare con utilizzo di onabotulinum toxin A è ormai nota e certificata ma dolorosa. Per questo motivo generalmente si effetua una anestesia con topici (creme anestetiche, ghiaccio spray) o effettuando il blocco nervoso con lidocaina.

Questo studio si prefigge di valutare l’efficacia di un dispositivo needle -free vs la tecnica ad ago tradizionale nel controllo del dolore nel trattamento dell’iperidrosi palmare.

Ai 20 pazienti arruolati in questo studio prospettico, la mano dx è stata inizialmente anestetizzata con lidocaina all’1% in 50 punti e successivamente trattata con onabotulinum con tecnica classica a microponfi con ago 33 G negli stessi siti anestetizzati in precedenza, la mano sinistra è stata sottoposta direttamente al trattamento con il dispositivo a bassa pressione senza ago senza effettuare anestetizzazione. Il criterio di inclusione è rappresentato da uno score della HDSS (Hyperhidrosis Disease Severity Scale) maggiore o uguale a 2, quindi una iperidrosi severa.

L’efficacia del trattamento è stata valutata con la somministrazione della HDSS a tempo 0 e a 1, 3, 6 mesi dal trattamento. La sensazione dolorifica è stata valutata con scala VAS utilizzando un punteggio da 0 a 10.

I risultati dello studio hanno dimostrato che non sussistono differenze statisticamente significative per quanto riguarda l’efficacia del trattamento tra le due tecniche anche se si segnala una riduzione dello score HDSS a 1 mese per la mano trattata con metodica tradizionale vs iniettore needle -free. Per quanto riguarda il dolore non si segnala una differenza statisticamente significativa della VAS nell’utilizzo delle due metodiche messe a confronto.

In conclusione il trattamento con dispositivo senza aghi sembra essere meno efficace del trattamento classico nel controllo dell’iperidrosi palmare anche se gli autori considerano questa tecnica come un’alternativa promettente nel trattamento dell’iperidrosi in pazienti agofobici.

Occorre poi aggiungere che non sono riportate valutazioni effettuate con Starch Test, che appare ancora oggi un test predittivo di valutazione dell’iperidrosi.

Autore del contributo di commento:

 SITO REVIEWGiuseppe Sito Membro del Comitato Scientifico Agorà

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO:

Dermatologic Surgery: February 2017 - Volume 43 - Issue 2 - p 264–269

doi: 10.1097/DSS.0000000000000970

 

Treatment of Palmar Hyperhidrosis With NeedleInjection Versus Low-Pressure Needle-Free Jet Injectionof OnabotulinumtoxinA:an Open-Laber Prospective Study

Vadeboncoeur, Sophie MD; Richer, Vincent MD; Nantel-Battista, Mélissa MD; Benohanian, Antranik MD

BACKGROUND: OnabotulinumtoxinA (OnabotA) injections are effective to treat palmar hyperhidrosis (HH) but are quite painful.

OBJECTIVE: To evaluate efficacy and pain of OnabotA injection using a needle-free jet apparatus compared with the traditional needle injection to treat palmar HH.

METHODS: Twenty patients were recruited for a prospective open-label study. Their right hand was injected with 1% lidocaine with a jet injector, after which OnabotA was injected with a needle. The left hand was injected with OnabotA directly using the jet injector. Pain scores were recorded for both techniques. At 0, 1, 3, and 6 months, severity of palmar HH was evaluated with the Hyperhidrosis Disease Severity Scale (HDSS).

RESULTS: One point reduction in the HDSS score at 1 month showed no statistical difference between both hands (p = .451). However, the HDSS score at 1 month from baseline dropped by 1.6 for the hand treated with traditional needle injection of OnabotA compared with 1.25 for the hand treated with jet injections (p = .031). There was no statistical difference in the pain on injection with both techniques (p = .1925).

CONCLUSION: This study demonstrates effective and relatively painless use of a low-pressure jet injector for OnabotA in palmar HH.

 

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lettIl ringiovanimento del collo ha sempre rappresentato una sfida per la medicina Estetica.

I trattamenti medici offrono infatti risultati non sempre soddisfacenti e spesso poco prevedibili.

Questo interessante studio dimostra l’efficacia della tossina botulinica nel ringiovanimento  del collo utilizzando un metodo di valutazione oggettivo che permette di quantificarne l’efficacia e i risultati.

Nello studio vengono standardizzati sia la selezione dei pazienti che la tecnica di iniezione.

La metodica di rilevazione e misurazione dei risultati consente infine di trarre conclusioni oggettive e riproducibili dimostrando come il “Nefertiti lift”, se eseguito rispettando le stesse indicazioni, possa essere efficace e garantire le aspettative delle pazienti e degli operatori.

 

Autore del contributo di commento:

 CORDOVANA ANDREA COMITATOAndrea Cordovana Membro Comitato Scientifico Agorà

 

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO:

 

Plastic & Reconstructive Surgery:

2017 Jul;140(1):9e-17e.

doi: 10.1097/PRS.0000000000003429..

Botulinum Toxin for Neck Rejuvenation: Assessing Efficacy and Redefining Patient Selection

Jabbour SF1, Kechichian EG, Awaida CJ, Tomb RR, Nasr MW.

BACKGROUND:
The "Nefertiti lift" consists of injecting the platysmal bands and the inferior border of the mandible with botulinum toxin. No clinical trial has evaluated its effect on the different lower face and neck aging components, and little is known about the clinical characteristics that predict treatment success.

METHODS:
Patients were injected with abobotulinumtoxinA along the inferior border of the mandible and into the platysmal bands. Using standardized preinjection and postinjection photographs, the jowls, marionette lines, oral commissures, neck volume, and platysmal bands at maximal contraction and at rest were assessed with validated photonumeric scales. In addition, the overall appearance of the lower face and neck was evaluated by the Investigators and Subjects Global Aesthetic Improvement Score. Pain and patient satisfaction rates were also evaluated.

RESULTS:
Thirty patients were injected with a mean dose of 124.9 U of abobotulinumtoxinA per patient. Platysmal bands at rest and with maximal tension reached a statistically significant improvement. The other components showed a tendency for improvement but did not reach statistical significance; 93.3 percent of investigators and patients rated the overall results as improved, and 96.6 percent of patients were satisfied with their results. When comparing the patients who improved the most to all the other patients, they had lower preinjection region-specific scores.

CONCLUSIONS:
The Nefertiti lift can be used on its own or in conjunction with other rejuvenating procedures. It is particularly helpful in younger patients with platysma muscle hyperactivity and retained skin elasticity.

CLINICAL QUESTION/LEVEL OF EVIDENCE:
Therapeutic, IV.

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lett

L’articolo Different Glabellar Contraction Patterns in Chinese and Efficacy of Botulinum Toxin Type A for Treating Glabellar Lines: A Pilot Study, redatto da Autori cinesi ben noti nel panorama  internazionale, presenta un lavoro sperimentale realizzato al fine di studiare le modalità e la frequenza dei modelli di contrazione glabellare nella popolazione Cinese e la possibile comparazione di dosaggi e modalità iniettive di BoNTA tra occidentali e Cinesi.

De Almeida e Coll. hanno descritto l’esistenza di 5 modelli di contrazione dell’area glabellare. La tossina botulinica ricordiamo essere stata autorizzata nel 2002 come trattamento efficace delle rughe del corrugatore.

La metodologia sperimentale adottata risulta adeguata in termini di qualità dei criteri  utilizzati, numero di soggetti arruolati (456) e studiati, criteri di valutazione dei risultati ottenuti nel trial sperimentale, tipologia di sperimentazione, risorse bibliografiche, e valutazione dei risultati. L’analisi statistica formalmente adottata offre inoltre sufficiente sicurezza in termini di valutazione dell’errore.

I risultati ottenuti consistono nell’evidenza non osservata in precedenza che la frequenza dei differenti modelli glabellari differisce in modo oggettivo tra occidentali e Cinesi, con il modello “Frecce Convergenti” rivelarsi il più frequente e il modello a “V” quello meno comune in comparazione alla popolazione Occidentale. Conseguentemente le rughe  glabellari statiche e dinamiche nei Cinesi possono essere migliorate con dosaggi inferiori di tossina.

Inoltre lo studio è caratterizzato da un basso tasso di errore statistico. Questi dati suggeriscono che la classificazione in 5 modelli proposta da De Almeida è compatibile con la popolazione cinese sebbene differenti distribuzioni. Il dosaggio di BoNTA dovrebbe essere inferiore a 20U durante il trattamento in pazienti Cinesi con concomitante riduzione degli effetti collaterali.

Autore del contributo di commento:

 NOVIELLO SERGIO COMITATO Sergio Noviello Membro del Comitato Scientifico Agorà

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO:

Dermatol Surg. 
2017 May;43(5):692-697.
doi: 10.1097/DSS.0000000000001045.

 

Different Glabellar Contraction Patterns in Chinese and Efficacy of Botulinum Toxin Type A for Treating Glabellar Lines: A Pilot Study

Jiang H1, Zhou J, Chen S.

BACKGROUND: Published research studies have described the existence of 5 glabellar contraction patterns. Botulinum toxin A (BoNTA) has been an approved and effective treatment of glabellar lines.

 

OBJECTIVE: To study the pattern and frequency of glabellar contraction patterns in the Chinese population. To compare injection patterns and doses of BoNTA in Westerners within China.

 

METHODS: Four hundred fifty-six healthy volunteers were randomly recruited. Photographs both in static and in frown state were taken and classified based on the method of 5 glabellar line patterns. The severity of the glabellar lines both at repose and during forced contraction was assessed by the Facial Wrinkle Scale (FWS). Subsequently, 75 of them were treated with BoNTA.

 

RESULTS: The frequency of the various glabellar line patterns differs greatly between Chinese and Westerners with the "Converging arrows" pattern being the most common type and the "V" pattern being the least common when compared with the Westerners. Lower doses of BoNTA significantly improved the static and dynamic glabellar lines in the Chinese.

 

CONCLUSION: The classification of 5 glabellar patterns is compatible for the Chinese population despite different proportions. The dosage of BoNTA should be less than 20 U during treatment in China with lowered incidence of complications.

 

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lett

Il lifting del sopracciglio effettuato con tossina botulinica di tipo A richiede un notevole numero di valutazioni riguardo la personale dinamica muscolare di una “macro-area estetica” che comprende la glabella, la fronte e la regione perioculare laterale. Vanno correttamente individuati e analizzati i muscoli coinvolti in quella “bilancia” muscolare la cui risultante delle forze di contrazione determina la posizione del sopracciglio. Il muscolo frontale si comporta da principale elevatore delle tre sezioni del sopracciglio: testa, corpo e coda. Il muscolo corrugatore, il muscolo procero e le fibre mediali del muscolo orbicolare oculi si comportano sinergicamente nell’abbassamento della testa del sopracciglio. Le fibre laterali del muscolo orbicolare oculi agicono come depressori della coda del sopracciglio.

I differenti pattern muscolari di tre regioni estetiche distinte, per quanto confinanti e in stretta relazione, vanno considerati in funzione del tipo di risultato che è desiderabile ottenere e, quindi, della giusta individuazione dei punti da trattare.

E’ inoltre necessario valutare correttamente il numero di unità da destinare ai singoli punti in relazione alla personale forza di contrazione muscolare a carico delle singole aree.

Un’imperfezione nella pianificazione del trattamento può determinare, ad esempio, un eccessivo abbassamento della testa del sopracciglio rispetto all’altezza della coda con un effetto poco gradevole.

L’insieme di tutte queste variabili è responsabile del fatto che, nei casi più complessi, non è assicurabile ottenere un effetto ottimale quando si tratta il paziente la prima volta.

In questo articolo sono state valutate le differenze di effetto ottenute sulla posizione e sulla forma del sopracciglio, utilizzando due alternative nella scelta dei punti di trattamento.

30 pazienti sono stati divisi in due gruppi: i pazienti del gruppo 1 sono stati trattati solo nella regione perioculare laterale sulle fibre laterali del muscolo orbicolare oculi; al gruppo 2, oltre a questa zona, è stato abbinato il trattamento dei muscoli depressori della testa del sopracciglio.

L’esito della valutazione è tutt’altro che scontato. I pazienti del gruppo 1 hanno mostrato un’elevazione in toto del sopracciglio dalla testa alla coda; mentre nei pazienti del gruppo 2, testa e corpo non hanno mostrato un cambiamento statisticamente significativo dell’altezza e l’effetto lifting si è espresso a livello della coda, dando origine ad una forma diversa.

Secondo gli autori, il fatto si spiega ipotizzando una diffusione del volume iniettato dai muscoli depressori della testa del sopracciglio al muscolo frontale indebolendo o inibendo la sua azione elevatrice nella regione adiacente la glabella.  

Questo studio evidenzia indirettamente, quanto l’utilizzo della tossina botulinica sia lontano dall’esecuzione standard di “punturine per le rughe”; questa è invece una metodica ormai ampiamente ritenuta sicura in mani esperte, affascinante, che necessita di conoscenze anatomiche, capacità di lettura della dinamica muscolare facciale e di adattamento degli standard alla situazione specifica.

Sarebbe interessante una valutazione su eventuali differenze di risultato in questo trattamento, in relazione alla diffusione del farmaco tra muscoli non target, analizzando il comportamento delle diverse tipologie di tossina disponibili e autorizzate per finalità estetiche.   

 

 

Autore del contributo di commento:

 marco papagni Marco Papagni Collaboratore  Agorà

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO:

Plast Reconstr Surg.

2018 Jan;141(1):75-78.

doi: 10.1097/PRS.0000000000003919.

 

The Impact of Botulinum Toxin on Brow Height and Morphology: A Randomized Controlled Trial

El-Khoury JS1Jabbour SFAwaida CJRayess YAKechichian EGNasr MW.

BACKGROUND:

Previous reports have objectively demonstrated the efficacy of botulinum toxin for brow elevation. No clinical trial has compared the variation of the eyebrow shape and height when the lateral eyebrow depressors are injected alone or in combination with the medial eyebrow depressors.

METHODS:

A prospective, randomized, controlled study was designed to evaluate and compare the effect of two different botulinum toxin injection techniques on brow shape and position. Patients were divided into two groups. AbobotulinumtoxinA was injected in the lateral eyebrow depressors alone (group 1) or in both the lateral and medial eyebrow depressors (group 2). Objective eyebrow measurements were performed using standardized preinjection and postinjection photographs. Patient satisfaction was also evaluated.

RESULTS:

Fifteen patients (30 eyebrows) were included in each group. The brow elevated by 0.6 to 2.1 mm at all positions in group 1. In group 2, the brow elevated from the medial limbus to the lateral edge of the brow (1 to 1.7 mm), with no changes at the level of the medial brow and canthus. When comparing the two injection techniques, the authors found a statistically significant difference in the change of eyebrow height at the level of the medial brow, medial canthus, and lateral brow edge. Ninety-seven percent of patients were satisfied with their results.

CONCLUSION:

Different eyebrow injection techniques yield different elevation patterns.

CLINICAL QUESTION/LEVEL OF EVIDENCE:

Therapeutic, II.

 

 A seguito riportiamo l'approfondimento della revisione con l'articolo originale (accessibile solo agli Associati Agorà)
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AGGIORNAMENTI DI LETTERATURA SCIENTIFICA INTERNAZIONALE

TRATTAMENTO DELLA MALFORMAZIONE CAPILLARE FACCIALE PRECEDENTEMENTE TRATTATA: RISULTATI DELL'ANALISI TRIDIMENSIONALE OBIETTIVO SINGOLO A LIVELLO TRIDIMENSIONALE DELL'EFFICACIA DI LASER A 532 NM A GRANDE SPOT

in LASER
Gli autori dell’articolo hanno analizzato i risultati del trattamento Laser 532 nm , lunghezza d’onda con maggior picco di assorbimento da parte del tessuto ematico, su Malformazioni Capillari Superficiali spesso trattate in fase iniziale con Dye Laser 595 nm. Da molti anni conosciamo i limiti del trattamento vascolare laser su lesioni vascolari superficiali della lunghezza d’onda 595 nm data… Approfondisci

LASER ABLATIVO CO2 A IMPULSI DI CELLULE BASALI SUPERFICIALI DI ARTI E TRONCO: UNO STUDIO CLINICO RANDOMIZZATO COMPARATIVO CON CRIOTERAPIA E ABLAZIONE CHIRURGICA

in LASER
Obiettivo dello studio è stato di mettere a confronto per la terapia del carcinoma basocellulare superficiale (sBCC) tre metodiche terapeutiche, laser CO2 pulsato, crioterapia, e chirurgia a lama fredda, per verificarne efficacia, sicurezza, tempi di guarigione, estetica susseguente, soddisfazione dei pazienti e rapporto costi/benefici. Sono stati trattati 240 pz con lesioni sia sul tronco sia… Approfondisci

ANATOMIA TOPOGRAFICA DELL’ARTERIA INFRAORBITARIA E SUE IMPLICAZIONI CLINICHE PER IL TRATTAMENTO CON FILLER DEL SOLCO NASOLABIALE

L’obiettivo dello studio è stato quello di individuare (in preparati anatomici di 72 pazienti asiatici) la distribuzione topografica e la profondità del decorso dell’ arteria infraorbitaria e dei suoi rami in prossimità del solco nasolabiale in modo da poter iniettare filler nel solco, diminuendo il rischio di complicanze vascolari. L’arteria infraorbitaria, emersa dal forame infraorbitale, si è… Approfondisci

IL RUOLO DEI VASI ANASTOMOTICI NEL CONTROLLO VIABILITÀ DEL TESSUTO E DEFINIZIONE DELLA NECROSI TISSUTALE CON PARTICOLAR RIFERIMENTO ALLE COMPLICAZIONI DOPO L'INIEZIONE DI FILLER DI ACIDO IALURONICO

I filler a base di acido jaluronico hanno un background molto interessante e sono considerati prodotti sicuri in virtù del loro basso potere antigenico, della riassorbibilità e della jaluronidasi in grado di sciogliere gli impianti qualora sia necessario. Come però spesso capita, anche in altri ambiti, con la crescita dell’utilizzo e degli utilizzatori crescono statisticamente in maniera… Approfondisci

STUDIO COMPARATIVO,RANDOMIZZATO CON VALUTAZIONE IN CIECO SULLA SICUREZZA E SULL'EFFETTO DI DUE GEL DI ACIDO IALURONICO PER IL MIGLIORAMENTO DELLE LABBRA

L’obiettivo dello studio è stato quello di comparare la sicurezza e la durata dell’effetto di due filler per le labbra, entrambi riassorbibili, a base di acido ialuronico di origine non animale, con lidocaina, crosslinkati con BDDE, ma prodotti da due tecnologie differenti. Per lo studio, sono stati reclutati 60 soggetti con labbra da molto sottili a moderate (gradi da 0 a 2 secondo la LFGS- LIP… Approfondisci

UNO STUDIO MONOCENTRICO, PROSPETTICO, RANDOMIZZATO IN DOPPIO CIECO E SPLIT-FACE CON MICROINIEZIONI DI GEL DI ACIDO IALURONICO TRASPARENTE PER RINGIOVANIMENTO DELLE GUANCE

L’articolo in oggetto presenta i risultati di uno studio multicentrico effettuato negli Stati Uniti, che analizza gli effetti di un acido ialuronico ad azione “skinbooster” per il trattamento delle rughe delle guance. I 20 pazienti arruolati presentavano un grado lieve-moderato di elastosi cutanea e molti sono stati i criteri di esclusione: precedenti trattamenti, presenza di cicatrici, uso di… Approfondisci

UTILITÀ DI UN SISTEMA DI DIAGNOSTICA SUPERFICIALE AD ULTRASUONI AD ALTA RISOLUZIONE PER VALUTARE LO SPESSORE CUTANEO: UNO STUDIO TRASVERSALE

La diagnostica per immagini non invasiva a livello cutaneo sta assistendo ad un momento di forte espansione. Sono presenti ad oggi diversi sistemi di imaging tra cui la dermatoscopia, la microscopia confocale, la tomografia ottica e adesso anche gli ultrasuoni ad alta frequenza. Ogni sistema è gravato da limiti di penetrazione attraverso gli strati della cute; alcuni si limitano alla diagnostica… Approfondisci

NUOVO SISTEMA OTTICO STEREOSCOPICO PER LA MISURAZIONE OGGETTIVA DEL VOLUME DELLA CICATRICE ATTRAVERSO LA SUPERFICIE. QUANTIFICAZIONE - PER LA PRIMA VOLTA - DELLA RISPOSTA A DIFFERENTI MODALITÀ DI TRATTAMENTO.

Questo interessante lavoro del 2017 svolto da una ristretta equipe dell’Università di Medicina di Tel Aviv in collaborazione con il Dipartimento di Dermatologia ospedaliera pone l’attenzione sul problema della cicatrizzazione anomala che affligge, secondo stime internazionali, circa 15 milioni di pazienti ogni anno con risvolti non solo estetici ma anche e soprattutto fisici e psicologici. Si… Approfondisci

GLI EFFETTI DEI CORTICOSTEROIDI INTRALESIONALI POSTOPERATORI NELLA PREVENZIONE DEI CHELOIDI RICORRENTI NEL LOBO DELL'ORECCHIO: UNA REVISIONE RETROSPETTIVA MULTI-SPECIALE

L’articolo riporta la difficoltà di effettuare un trattamento efficace dei cheloidi perché il tasso di recidiva dopo l'escissione chirurgica è alto. L'iniezione di corticosteroidi intralesionali dopo l'escissione chirurgica di cheloidi dell'orecchio riduce statisticamente il rischio di recidiva. Commento: In effetti, recenti studi dimostrano che il tessuto cicatriziale dei cheloidi presenta un… Approfondisci

APPROCCIO MULTIMODALE PER IL TRATTAMENTO DELLE RUGHE ORIZZONTALI DEL COLLO CON IMPIEGO DI ULTRASUONI CON INTENSITA' CONCENTRATA. ACIDO IALURONICO A MATRICE POLIDENSIFICATA COESIA E INCOBOTULINUMTOXINA

L’articolo Multimodal Approach for Treating Horizontal Neck Wrinkles Using Intensity Focused Ultrasound, Cohesive Polydensified Matrix Hyaluronic Acid, and IncobotulinumtoxinA presentato da Autori Koreani riporta un trial sperimentale con lo scopo di valutare l’efficacia e la sicurezza di un approccio multimodale in singolo trattamento per il miglioramento delle rughe del collo. Svariati fattori… Approfondisci

EFFICACIA DELL'AVANZAMENTO DELL'ELEVATORE PER VIA ESTERMA VS LA RESEZIONE DELLA CONGIUNTIVA E DEL MUSCOLO DI MULLER NELLA RIPARAZIONE DELLA BLEFAROPTOSI LEGATA ALL'APONEUROSI: UNA SPERIMENTAZIONE CLINICA RANDOMIZZATA

L’articolo External Levator Advancement versus Müller Muscle–Conjunctival Resection for Aponeurotic Blepharoptosis: A Randomized Clinical Trial presentato da Autori Tailandesi, sottopone alla nostra attenzione un lavoro sperimentale realizzato al fine di comparare l’efficacia dell’avanzamento dell’elevatore per via esterna e la resezione della congiuntiva e del muscolo di Müller nella… Approfondisci

GLI AGHI DI CALIBRO RIDOTTO DIMINUISCONO IL DOLORE ASSOCIATO ALL'INIEZIONE DI ANESTETICI LOCALI USANDO UNA TECNICA DI INSERIMENTO MINIMO DELL'AGO

Finer Needles Reduce Pain Associated With Injection of Local Anesthetic Using a Minimal Insertion Injection Technique, presentato da Autori Americani affiliati a DermSurgery Associates e alllo Houston Methodist Hospital (Texas) rinomati nella comunità scientifica internazionale presenta un lavoro sperimentale finalizzato alla comparazione del livello di dolore percepito durante l’iniezione di… Approfondisci

VALUTAZIONE DEL PLASMA RICCO DI PIASTRINE PER L'ESTETICA FACCIALE E PER L'ALOPECIA: UNA REVISIONE CRITICA DELLA LETTERATURA

in PRP
Gli autori hanno effettuato una ricerca bibliografica sugli articoli indicizzati relativi all’uso del PRP (Plasma Ricco in Piastrine) nel trattamento dell’invecchiamento cutaneo, delle cicatrici da acne e dell’alopecia androgenetica. Si è rilevato che, nonostante tutti confermino dei risultati clinici, non esiste una codificazione nella preparazione e nell’uso del PRP. Questo conferma la… Approfondisci

STUDIO COMPARATO NEL TRATTAMENTO DEL SOLCO NASO GENIENO DA MODERATO A SEVERO CON GEL DI ACIDO IALURONICO CON (HA RDL) E SENZA LIDOCAINA (HA JUP). STUDIO RANDOMIZATO IN CIECO

Lo studio valuta il trattamento del solco naso genieno di grado da moderato a severo comparando due formulazioni di filler con acido ialuronico, una tecnologia OBT con lidocaina, l’altra tecnologia Wycross senza lidocaina. Sono stati trattati 162 pazienti da un lato con un tipo di gel HA RDL e dall’altro con gel HA JUP. La valutazione effettuata a 24 settimane ha mostrato un miglioramento di 1.1… Approfondisci

TRATTAMENTO ORALE CON ACIDO TRANEXAMICO. REVISIONE DI LETTERATURA

Lo studio riporta una revisione della letteratura scientifica sull’utilizzo dell’acido Tranexamico (TXA) per via sistemica nel trattamento del melasma in pazienti asiatici. Il melasma risulta infatti una patologia di difficile trattamento e risoluzione con una incidenza marcata sulla popolazione mondiale e con eziopatogenesi multifattoriale ed in parte non del tutto nota. La pubblicazione riporta… Approfondisci

LA CREAZIONE DI UN LEMBO ADIPOSO ESPANSO PREFABBRICATO, UTILIZZANDO UN ESPANSORE DI UNA VOLUME ESTERNO

Questo studio sperimentale nasce dall’idea di poter colmare perdite di sostanza del corpo umano conseguenti a exeresi per neoplasia, usando tessuto adiposo precedentemente espanso per 12 settimane utilizzando un espansore esterno, tipo BRAVA. La costruzione di un lembo di tessuto adiposo è un processo di ingegneria tissutale, dinamico e molto complesso. Nella fase iniziale della rigenerazione del… Approfondisci

L'AUMENTO DELLA BOLLA DI BICHAT PER IL RINGIOVANIMENTO FACCIALE

Alcuni pazienti presentano una buona prominenza dell’osso zigomatico accompagnata da atrofia della bolla adiposa di Bichat. Ne risulta un volto scavato con evidenti stigmate di senescenza. Aumentando la bolla adiposa di Bichat, otteniamo una più equilibrata distribuzione dei volumi facciali. La tecnica chirurgica consiste nell’aspirare con una siringa dall’addome o dalla faccia interna delle… Approfondisci

A-101, SOLUZIONE DI PEROSSIDO DI IDROGENO AD ALTA CONCENTRAZIONE IN UNA FORMULAZIONE “DI PROPRIETÀ”: STUDIO RANDOMIZZATO, DOPPIO CIECO, VEICOLO-CONTROLLO IN GRUPPI PARALLELI PER VALUTARE IL PROFILO DOSE-RISPOSTA IN UN GRUPPO DI STUDIO CON CHERATOSI SEBORR

Lo studio, sviluppato da un gruppo di ricerca statunitense sotto l’egida della società proprietaria del marchio, è stato condotto al fine di dimostrare l’efficacia e il profilo di tollerabilità di una formulazione topica ad alta concentrazione di perossido di idrogeno per il trattamento delle cheratosi seborroiche del volto. Si tratta di uno studio di Fase 2 che eredita la linea di condotta già… Approfondisci

RISULTATI CLINICI SULLA RADIOFREQUENZA ABLATIVA PER VENE VARICOSE UNILATERALI E BILATERALI

La radiofrequenza ( RF) è una tecnica di occlusione della VGS ( Grande Safena ) ; l’ ultima versione è la cosiddetta VNUS-FAST ( 120 gradi; catetere 7F; retrazione “ step by step” ). La RF si utilizza allo scopo di sopprimere un reflusso di una VGS non più recuperabile, ed è una alternativa allo stripping corto ed al laser ( EVLT). Vanno analizzati per effettuare la RF i seguenti punti: Studio… Approfondisci

TRATTAMENTO DEL FOTOINVECCHIAMENTO DELLE MANI CON GEL DI ACIDO IALURONICO A PICCOLE PARTICELLE

Con il trascorrere degli anni l’assottigliamento della cute e del grasso sottocutaneo della mano porta in evidenza le vene e i tendini estensori, rendendo l’aspetto del dorso della mano scarno e scheletrico. Inizialmente per la correzione di questo inestetismo è stata utilizzata la tecnica di lipofilling, o reimpianto di grasso autologo, e successivamente si sono utilizzati il Collagene, l’Acido… Approfondisci

L'IMPATTO DELLA TOSSINA BOTULINICA SULL'ALTEZZA E SULLA MORFOLOGIA DEL SOPRACCIGLIO: UNA VALUTAZIONE CONTROLLATA RANDOMIZZATA

Il lifting del sopracciglio effettuato con tossina botulinica di tipo A richiede un notevole numero di valutazioni riguardo la personale dinamica muscolare di una “macro-area estetica” che comprende la glabella, la fronte e la regione perioculare laterale. Vanno correttamente individuati e analizzati i muscoli coinvolti in quella “bilancia” muscolare la cui risultante delle forze di contrazione… Approfondisci

MICRONEEDLING: UNA REVIEW E UNA GUIDA PRATICA

Il microneedling, è una tecnica relativamente recente che induce una sintesi endogena di collagene e che trova numerose applicazioni in dermatologia e medicina estetica. Questo articolo sottolinea le basi scientifiche di questa promettente procedura e, dopo una dettagliata spiegazione dei meccanismi biologici d’azione, presenta un protocollo illustrato in tutti i passaggi per consentirne una… Approfondisci

LA FOTOGRAFIA IN CHIRURGIA DERMATOLOGICA: INDIVIDUAZIONE DI UNA CORRETTA LUCE PER UNA PARTICOLARE APPLICAZIONE CLINICA

L’articolo in oggetto esamina il tipo di illuminazione che dovrebbe essere utilizzato in chirurgia dermatologica. Vengono prese in considerazione tre categorie principali di sistemi illuminanti: illuminazione ambientale, illuminazione on camera, illuminazione off camera. Nonostante l’American Telemedicine Association abbia suggerito provvisoriamente il tipo di illuminante, l’obiettivo della… Approfondisci

LA MISURAZIONE DELLE LESIONI CUTANEE: LE TENDENZE NELLA PRATICA CLINICA

Il gruppo statunitense, mente alla base di questo articolo e forte dell’assenza pressochè totale di studi simili nello stesso campo, ha voluto porre l’attenzione su quando, e soprattutto quanto, sia giusto introdurre nella pratica clinica corrente, in questo specifico caso in campo dermatologico e dermo-chirurgico, il concetto di “misurazione delle lesioni cutanee”. Conoscere con esattezza le… Approfondisci

STUDIO PILOTA DI ESAMINAZIONE DELLA SICUREZZA E DELL'EFFICACIA DEL FILLER A BASE DI IDROSSIPATITE DI SODIO CON LIDOCAINA INTEGRALE CON UN PERIODO SUPERIORE AI 12 MESI PER CORREGGERE IL VOLUME DELLA FOSSA TEMPORALE

Il Trattamento della fossa temporale per migliorare il profilo del volto sostegno alla coda del sopracciglio è una tecnica oramai praticata da diversi anni. Due sono le tecniche che si utilizzano: -l’iniezione nel sottocute-derma profondo eseguita con cannula (che però se non si esegue una omogenea e corretta distribuzione del prodotto rischia di lasciare degli avvallamenti) -oppure l’iniezione… Approfondisci

CaHA FILLER PER IL TRATTAMENTO DELLA PERDITA DEL VOLUME DEL DORSO DELLE MANI: RISULTATI DA UNO STUDIO MULTICENTRICO,RANDOMIZZATO DOPPIO CIECO A DODICI MESI

Le mani sono spesso “indicatori” dell’età a causa dei processi di invecchiamento a cui vanno incontro, che comportano atrofia tessutale, disidratazione, con conseguente evidenziazione di vasi e tendini. Nell’articolo viene presentato uno studio multicentrico, randomizzato eseguito negli Stati Uniti, che evidenzia come l’impianto di Calcioidrossiapatite (CaHA) nella mani consenta di ottenere… Approfondisci

NODULI DA FILLER: INFIAMMATORI O DI NATURA INFETTIVA? UNA REVISIONE A PROPOSITO DEI BIOFILM E DELLE LORO IMPLICAZIONI NELLA PRATICA CLINICA

Il numero crescente di procedure di carattere iniettivo cosiddette mini-invasive (attorno a 3 milioni di iniezioni di dermal fillers secondo le statistiche USA del 2015) ha portato ad un conseguente incremento di complicanze post-procedurali. Gli autori dell’articolo hanno voluto puntare l’attenzione principalmente sulle complicanze da filler di tipo ritardato revisionando la letteratura più… Approfondisci

PENETRAZIONE INTRACRANIALE DURANTE LE INIEZIONI DI FILLER NEL TESSUTO MOLLE DELLA ZONA TEMPORALE: E' POSSIBILE?

Nelle procedure di ridefinizione dei volumi e della armonizzazione del viso l’area temporale rappresenta una opzione di trattamento ,laddove esiste una depressione e scavatura della zona temporale . Normalmente per colmare tale depressione si utilizzano filler cross linkati volumizzanti che vengono iniettati con precisi punti di repere che sono individuati normalmente a 1 cm superiormente alla… Approfondisci

LA SOPPRESSIONE PHD-2 IN CELLULE STROMALI MESENCHIMALI MIGLIORA LA GUARIGIONE DELLA FERITA

Il ripristino del flusso sanguigno nei tessuti ischemici è un passo fondamentale nella riparazione delle ferite. L'angiogenesi è regolata dal fattore inducibile dall’ipossia (HIF) appartenente ad una superfamiglia costituita da fattori di trascrizione destinati, in assenza d’ipossia, alla degradazione da parte della prolin idrossilasi (PHD)-2. Questo processo si verifica solo in condizioni… Approfondisci

IALURONIDASI TESTICOLARE PER VIA INTRARTERIOSA O SOTTOCUTANEA NELE COMPLICANZE VASCOLARI DA ACIDO IALURONICO

Il gruppo di autori cinesi ha studiato l’efficacia della ialuronidasi in diverse vie di somministrazione (intra-arteriosa vs sottocutanea) sulla degradazione di acido ialuronico in vitro, con la valutazione attraverso esame microscopico e analisi delle particelle. Per la valutazione in vivo è stato invece usato l’orecchio di coniglio: due gruppi di controllo hanno avuto la legatura arteriosa e… Approfondisci

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