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lettNello studio in oggetto si dimostra che l’obesità, incrementando i livelli circolanti di citochine infiammatorie, porta a cambiamenti del microcircolo conseguenti ad alterazione  della tunica avventizia per proliferazione intimale e, successiva, occlusione dei vasi. A questo consegue una vasculopatia che potrebbe spiegare la ritardata guarigione delle ferite per insufficiente apporto ematico.

Questo si riscontra anche nelle pazienti che sono state sottoposte a normalizzazione del grasso superficiale con massiccia lipectomia e/o addominoplastica.

Considerazioni: Tutto questo dimostra che i trattamenti chirurgici di riduzione della massa adiposa per migliorare l’estetica del corpo non variano i problemi clinici dell’eccesso adiposo. Infatti permane il grasso viscerale ed i problemi clinici che conseguono a questo eccesso. Nel particolare, l’eccesso di produzione di citochine infiammatorie con vascolopatia conseguente.

Il corretto approccio deve essere quello di una diminuzione sistemica dell’eccesso adiposo effettuata con trattamento medico dietetico e, solo successivamente, ottimizzazione estetica del contorno corporeo con mezzi medici e/o chirurgici.

 

 

Autore del contributo di commento:

 CECCARELLI MAURIZIO COMITATOMaurizio Ceccarelli Membro del Comitato Scientifico Agorà

 

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO

 

Plastic & Reconstructive Surgery:

October 2015 - Volume 136 - Issue 4S - p 66

doi: 10.1097/01.prs.0000472363.64715.5c

Saturday, October 17

Abnormal Vessel Architecture Persists in the Microvasculature of the Massive Weight-Loss Patient

Katzel, Evan B. MD; Shakir, Sameer MD; Kostereva, Nataliya PhD; Lannau, Bernd BA; Gimbel, Michael MD; Nguyen, Vu T. MD; De La Cruz, Carolyn MD; Marra, Kacey PhD; Gusenoff, Jeffrey A. MD

BACKGROUND: Research demonstrates a link between obesity and increased circulating

inflammatory cytokines, which lead to changes in the microvasculature.

Massive weight loss patients often experience delayed wound healing after body-contouring procedures; however, no studies exist to explore the inflammatory response of massive weight loss on microvasculature. This study hypothesized that massive weight loss patients who undergo body-contouring procedures maintain persistently elevated inflammatory markers in the microvasculature that delay wound healing.

METHODS: Superficial inferior epigastric artery vessels were harvested during abdominally based free flap surgery and abdominal contouring surgery for normal weight and massive weight loss patients, respectively. Vessels were histologically assessed using immunohistochemistry and trichome staining to assess and compare vessel architecture. Analysis was performed for intimal proliferation and luminal occlusion ratio.

RESULTS: All patients (n = 23) were female. Quantitative analysis of immunohistochemistry stains revealed no difference between normal weight and massive weight loss patients. Trichrome staining demonstrated abnormal vessel architecture in the massive weight loss group. Intimal proliferation was 11.4 ± 4.8 percent for normal weight patients compared with 29.5 ± 4.9 percent for massive weight loss patients (p < 0.0001). Occlusion ratio for normal weight patients was 29.9 ± 3.9 percent compared with 46.2 ± 8.1 percent for massive weight loss patients (p < 0.0001)

CONCLUSIONS: Despite the return to normal levels of inflammatory markers after massive weight loss, trichrome staining demonstrated irregular composition in the tunica adventitia and tunica media and increased intimal proliferation and occlusion ratio. This suggests vasculopathy that could explain delayed wound healing in the massive weight loss population.

 

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lettL’articolo How Should Results of Nonsurgical subcutaneous fat removal be assessed? Accuracy of B-Mode Ultrasound, redatto da Autori americani ben noti nel panorama  internazionale, intende soddisfare una reale esigenza del medico estetico e del chirurgo estetico, ossia l’affidabile quantificazione dei risultati ottenuti da pazienti sottoposti a trattamenti non chirurgici per la riduzione delle adiposità localizzate.

Le metodiche oggi impiegate per tale valutazione oggettiva come la misurazione delle circonferenze con il metro, la valutazione mediante plicometro, la documentazione fotografica e la diagnostica ecografica presentano considerevole variabilità di risultato. Quest’ultima, oggetto del presente studio, presenta spesso errori di attendibilità dovuti alla compressione esercitata dall’operatore e alla difficoltà di reperimento di un punto costante e riproducibile sulla fascia muscolare.

La metodologia sperimentale adottata risulta adeguata in termini di qualità delle apparecchiature utilizzate, numero di soggetti arruolati e studiati, criteri di valutazione dei risultati ottenuti nel trial sperimentale, tipologia di sperimentazione, risorse bibliografiche, e valutazione dei risultati. L’analisi statistica formalmente adottata offre inoltre sufficiente sicurezza in termini di valutazione dell’errore.

Il risultato ottenuto, ovvero una variazione media tra le misurazioni ecografiche di  +/- 0.558 mm offre un dato sufficientemente valido per poter esprimere significatività. Inoltre lo studio è caratterizzato da un basso tasso di errore statistico. Risulta quindi senza alcun dubbio comprovata sia attraverso la misurazione strumentale delle rilevazioni, sia mediante l’analisi della sensibilità dei dati, una reale efficacia della metodica ecografica B-mode rispetto alle altre metodiche oggi impiegate.

In conclusione questa pubblicazione scientifica fornisce sufficienti dati per poter selezionare la valutazione ecografica B-mode in modo oggettivo, quale metodica di analisi quantitativa delle adiposità localizzate rispetto alle altre impiegate. Da sottolineare comunque la necessità di un adeguato training del personale impiegato nelle rilevazioni, in termini di pressione applicata sul trasduttore ecografico e di identificazione corretta del medesimo punto di applicazione del manipolo sulla superficie studiata.

Autore del contributo di commento:

 NOVIELLO SERGIO COMITATOSergio Noviello Membro del Comitato Scientifico Agorà

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO

 

Plast Reconstr Surg.

2016 Oct;138(4):624e-9e.

doi: 10.1097/PRS.0000000000002540.

How should results of nonsurgical subcutaneous fat removal be assessed? Accuracy of b modeultrasound.

Barton FE Jr1, Dauwe PB, Stone T, Newman E.

BACKGROUND: Nonsurgical fat reduction has become extremely popular among patients; however, a reliable method of measuring its efficacy has not been established.

METHODS:Ultrasound measurement of human female abdominal subcutaneous fat thickness was carried out on five volunteers. Forty-seven measurements were performed using a GE Venue 40 diagnostic ultrasound device with a 12-MHz transducer. Transducer pressure measurements were recorded simultaneously according to the protocol described by Toomey et al..

RESULTS: Reproducible measurements of abdomen subcutaneous fat could be consistently achieved with a margin of error (95 percent CI) of ±0.558 mm.

CONCLUSIONS: Using a protocol with a transducer pressure less than 1 N (Toomey protocol) allows accurate and reliable measurement of subcutaneous fat. The authors further conclude that such a protocol is practically reproducible in the clinical setting and should be the standard for evaluating the results of nonsurgical fat removal, particularly in the abdomen.

CLINICAL QUESTION/LEVEL OF EVIDENCE: Diagnostic, IV.

 

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lett

 L’innesto di grasso oltre all’effetto riempitivo, possiede un alto potenziale rigenerativo legato alla capacità di trasformare i tessuti patologici, da fibrotici, cicatriziali, e con scarsa attività staminale, in tessuti ben vascolarizzati e dotati di alta capacità riparativa. Tutto questo sembra dovuto alla presenza di cellule staminali all’interno del grasso.

La centrifugazione è il metodo più comune per purificare il lipoaspirato prima del suo trasferimento. Non solo viene separata la componente acquosa da quella oleosa, ma si ottiene la rottura degli adipociti superficiali. Esistono altri metodi meccanici che provocano la rottura degli adipociti, senza per altro danneggiare le cellule stromali adiposo-derivate. Lo studio condotto dal gruppo giapponese che fa capo a Kotaro Yoshimura, uno dei massimi esperti in materia, prende appunto in considerazione altre tecniche meccaniche per ottenere la condensazione e la micronizzazione del lipoaspirato, quali la frammentazione, ottenuta sminuzzando gli adipociti in piccolissime particelle con apposita lama e centrifugando il tutto a 3.000 giri, e la emulsificazione, ottenuta trasferendo il grasso tra due siringhe per 30 volte.

Il lavoro si propone di esaminare il prodotto ultimo dopo l’applicazione di queste tecniche ai fini di una corretta applicazione clinica.

I risultati istologici e della microscopia elettronica hanno mostrato che sia il grasso derivante dalla frammentazione meccanica che quello emulsificato contengo adipociti e capillari frammentati. Ma mentre il grasso frammentato ha un numero di cellule stromali adiposo-derivate ed endoteliali maggiore di quelle emulsificate, la frazione vascolo-stromale risulta molto più danneggiata nel grasso emulsificato, rispetto a quello frammentato. È probabile che la frammentazione dei tessuti è effettuata con la lama tagliente sia più conservativa rispetto alla tecnica della emulsificazione.

Il trapianto di grasso è utile non solo per il ripristino del volume, ma anche e soprattutto per la rigenerazione tissutale. È noto che la frazione vascolo-stromale è considerata di fondamentale importanza per la rigenerazione.

In questo studio si sono volute mettere a confronto le tecniche di frammentazione e di emulsificazione che distruggono deliberatamente gli adipociti. Si è visto che la frazione vascolo-stromale risultava maggiormente danneggiata nel grasso emulsificato, meno in quello frammentato.

In conclusione, i risultati dello studio dimostrano che la frammentazione dei tessuti è meno traumatica per le cellule stromali adiposo-derivate rispetto alla emulsificazione. Inoltre il prodotto finale può essere utilizzato per il ripristino volumetrico oltre che per la rigenerazione in alcune situazioni patologiche quali gli esiti di trattamento radiante, fibrosi od ischemia.

Autore del contributo di commento:

 MAZZOLA RICCARDO COMITATO Riccardo Mazzola Membro del Comitato Scientifico Agorà

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO:

Plastic & Reconstructive Surgery:
January 2017 - Volume 139 - Issue 1 - p 79–90
doi: 10.1097/PRS.0000000000002920
Experimental: Original Articles

 

Mechanical Micronization of Lipospirates: Squeeze and Emulsification Techniques 

Mashiko, Takanobu M.D.; Wu, Szu-Hsien M.D.; Feng, Jingwei M.D.; Kanayama, Koji M.D.; Kinoshita, Kaori M.D.; Sunaga, Ataru M.D.; Narushima, Mitsunaga M.D.; Yoshimura, Kotaro M.D.

 

BACKGROUND: Condensation of grafted fat has been considered a key for achieving better outcomes after fat grafting. The authors investigated the therapeutic potential of two mechanical tissue micronizing procedures: squeeze and emulsification.

METHODS: Human aspirated fat was centrifuged (centrifuged fat) and fragmented with an automated slicer (squeezed fat). Alternatively, centrifuged fat was emulsified by repeated transfer between two syringes through a small-hole connecter and then separated by mesh filtration into two portions: residual tissue of emulsified fat and filtrated fluid of emulsified fat. The four products were examined for cellular components.

RESULTS: Histologic and electron microscopic analyses revealed that squeezed fat and residual tissue of emulsified fat contained broken adipocytes and fragmented capillaries. Compared with centrifuged fat, the squeezed fat and residual fat products exhibited increased specific gravity and increased numbers of adipose-derived stem/stromal cells and endothelial cells per volume, suggesting successful cell/tissue condensation in both squeezed fat and residual tissue of emulsified fat. Although cell number and viability in the stromal vascular fraction were well maintained in both squeezed fat and residual fat, stromal vascular fraction culture assay showed that adipose-derived stromal cells were relatively damaged in residual tissue of emulsified fat but not in squeezed fat. By contrast, no adipose-derived stromal cells were cultured from filtrated fluid of emulsified fat.

CONCLUSIONS: The authors' results demonstrated that mechanical micronization is easily conducted as a minimal manipulation procedure, which can condense the tissue by selectively removing adipocytes without damaging key components, such as adipose-derived stromal cells and endothelial cells. Depending on the extent of adipocyte removal, the product may be a useful therapeutic tool for efficient tissue volumization or therapeutic revitalization/fertilization.

CLINICAL QUESTION/LEVEL OF EVIDENCE: Therapeutic, V.

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lett

L’articolo Anatomy of the Cervicomental Region/ Insights From an Anatomy Laboratory and Roundtable Discussion, redatto da Autori americani di fama internazionale, intende soddisfare l’esigenza del medico estetico, nel trattamento delle adiposità localizzate della regione cervicale, ovvero una chiara e oggettiva comprensione dell’anatomia del distretto oggetto di trattazione al fine di massimizzare l’efficacia e ridurre i rischi di complicazioni potenziali.

La metodologia adottata, ossia la dissezione di tre cadaveri risulta adeguata in termini di  tipologia di studio, popolazione analizzata, criteri di valutazione dei reperti riscontrati.

L’osservazione delle caratteristiche anatomiche analizzate, offre inoltre sufficiente sicurezza in termini di valutazione della variabilità individuale riscontrabile.

Sebbene il limitato numero dei campioni analizzati non permette di esprimere significatività  in merito alle possibili varianti anatomiche, i risultati ottenuti offrono dati sufficientemente validi al fine di definire punti chiave di repere sulla superficie esterna e chiarire le strutture  anatomiche più importanti della regione cervicale e del terzo inferiore della faccia coinvolte nel trattamento iniettivo con acido desossicolico.

In conclusione questa approfondita analisi anatomica dissettiva fornisce sufficienti dati per poter identificare con ampio margine di sicurezza l’area da sottoporre a infiltrazione rappresentata dal bordo mandibolare inferiore, dal bordo anteriore del muscolo sternocleidomastoideo, dall’incisura antegoniale, dalla piega sottomentoniera, dall’incavo tiroideo e dall’osso ioide. Adeguata enfasi sottolinea inoltre le strutture anatomiche interne più rilevanti come il tessuto adiposo preplatismatico (target del trattamento iniettivo con acido desossicolico), il muscolo platisma e soprattutto le strutture ghiandolari e nervose come il ramo mandibolare marginale del nervo facciale il cui decorso tipicamente risulta in prossimità dell’area interessata dall’infiltrazione.

Autore del contributo di commento:

 NOVIELLO SERGIO COMITATO Sergio Noviello Membro del Comitato Scientifico Agorà

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO:

Dermatol Surg.
2016 Nov;42 Suppl 1:S282-S287.

 

Anatomy of the Cervicomental Region: Insights from an Anatomy Laboratory and Roundtable Discussion 

Kenkel JM1Jones DHFagien SGlaser DAMonheit GDStauffer KSykes JM.

 

In 2015, ATX-101 (deoxycholic acid injection; Kybella in the United States and Belkyra in Canada; Kythera Biopharmaceuticals, Inc., Westlake Village, CA [an affiliate of Allergan plc, Dublin, Ireland]) was approved as a first-in-class injectable drug for reduction of submental fat. Use of a pharmacologic/injectable therapy within the submental region requires a thorough understanding of cervicomental anatomy to ensure proper injection technique and safe administration. To this end, an anatomy laboratory was conducted to review key external landmarks and important internal anatomic structures that characterize the lower face and anterior neck. External landmarks that define the boundaries of the cervicomental and submental regions were identified including the inferior mandibular border, the anterior border of the sternocleidomastoid muscle, the antegonial notch, the submental crease, the thyroid notch, and the hyoid bone. Relevant internal anatomic structures, including preplatysmal submental fat (the target tissue for ATX-101) and the platysma muscle as well as critical neurovascular and glandular tissues were revealed by dissection. Of particular interest was the marginal mandibular branch of the facial nerve because it typically courses along the inferior mandibular border near the proposed treatment area for ATX-101.

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lett

L’articolo “Beauty From the Neck Up: Introduction to the Special Issue” intende presentare le motivazioni che hanno spinto gli Autori a realizzare una monografia sull’innovativo trattamento iniettivo mediante acido desossicolico per la riduzione del grasso cervicale.

L’analisi del concetto di bellezza ideale, l’individuazione delle caratteristiche anatomiche sia femminili che maschili connesse con la giovane età e l’invecchiamento, le possibili modificazioni in termini di armonia ed equilibrio, rispecchiano in modo adeguato i criteri universali e le variabili legate all’etnia e alle influenze culturali.

Si sottolinea un’accurata e chiara identificazione delle caratteristiche che accompagnano l’area cervicale ideale e le sue misure.

La presentazione delle soluzioni terapeutiche mediche e chirurgiche per il miglioramento dell’area cervicale risulta corretta e in linea con la letteratura scientifica internazionale.

I riferimenti bibliografici riportati seppure non numerosi e legati direttamente agli Autori del manoscritto, sostengono la validità dell’articolo.

Autore del contributo di commento:

 NOVIELLO SERGIO COMITATO Sergio Noviello Membro del Comitato Scientifico Agorà

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO:

Dermatol Surg.
2016 Nov;
42 Suppl 1:S260-S262.

 

Beauty from the Neck up: introduction to the Special issue 

Goodman GJ1, Subramanian M, Sutch S, Dayan SH.

Author information

Monash University, Clayton, Victoria, Australia and Skin and Cancer Foundation, Carlton, Victoria, Australia; †Evidence Scientific Solutions, Philadelphia, Pennsylvania; ‡Departments of Otolaryngology and Dermatology, University of Illinois and Private Practice (SDMD), Chicago, Illinois.

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lett

L’articolo “Overview of ATX-101 (Deoxycholic Acid Injection): A Nonsurgical Approach for Reduction of Submental Fat", ripercorre tutte le fasi sperimentali che hanno caratterizzato l’autorizzazione nel 2015 da parte della Food and Drug Administration (organo di controllo americano sui farmaci e i dispostivi medici) dell’Acido Desossicolico quale farmaco di classe 1 per il trattamento delle adiposità cervicali di moderata o severa entità per via iniettiva.

Di particolare interesse le modalità di studio del principio attivo ATX-101 caratterizzato da un programma di sviluppo clinico costituito da ben 18 studi sperimentali di Fase da 1 a 3.

Dal 2007 il profilo di tossicità e sicurezza del farmaco iniettivo sono stati dimostrati in numerosi studi preclinici. Inoltre la farmacocinetica, la farmacodinamica e i protocolli di trattamento sono stati chiariti e identificati in molteplici studi di Fase 1 e 2.

Di non minore importanza l’efficacia e la sicurezza clinica, confermate in 4 trial di Fase 3 di cui due condotti in Europa, uno negli Stati Uniti e uno in Canada.

La riduzione delle adiposità localizzate cervicali è da ritenersi definitiva, o quantomeno di lunga durata, essendo stato dimostrato che l’iniezione sottocutanea di acido desossicolico determina adipocitolisi. Ulteriori conferme all’evidenza sono desumibili dal follow-up a quattro anni dall’ultimo trattamento iniettivo, che ha riportato permanenza dei risultati nella maggior parte dei soggetti.

Concludiamo questa discussione rimarcando la novità del trattamento quale soluzione  a bassa invasività, alternativa alle terapie chirurgiche, come la liposuzione.

Autore del contributo di commento:

 NOVIELLO SERGIO COMITATO Sergio Noviello Membro del Comitato Scientifico Agorà

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO:

Dermatol Surg.
2016 Nov;42 Suppl 1:S282-S287.

 

Overview of ATX-101(Desoxycholic Acid Injection): A Nonsurgical Approach for Reduction of Submental Fat 

Dayan SH1Humphrey SJones DHLizzul PFGross TMStauffer KBeddingfield FC 3rd.

In 2015, ATX-101 (deoxycholic acid injection; Kybella in the United States and Belkyra in Canada; Kythera Biopharmaceuticals, Inc., Westlake Village, CA [an affiliate of Allergan plc, Dublin, Ireland]) was approved as a first-in-class injectable drug for improvement in the appearance of moderate to severe convexity or fullness associated with submental fat. ATX-101 has been evaluated in a clinical development program that included 18 Phase 1 to 3 studies supporting the current indication. Since 2007, the toxicity and safety profiles of ATX-101 have been characterized in numerous preclinical studies, its pharmacokinetics, pharmacodynamics, and optimal treatment paradigm have been defined in multiple Phase 1 and 2 studies, and its efficacy and clinical safety have been confirmed in 4 large Phase 3 trials (2 conducted in Europe and 2 in the United States and Canada [REFINE-1 and REFINE-2]). As subcutaneous injection of deoxycholic acid has been shown to cause adipocytolysis, the reduction in submental fat achieved after ATX-101 treatment is expected to be long lasting. This prediction is confirmed by data from long-term follow-up studies of up to 4 years after last treatment with ATX-101, which demonstrate that the treatment response is maintained over time in most subjects. ATX-101 offers a durable, minimally invasive alternative to liposuction and surgery for addressing submental fullness.

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L’articolo “Commentary on Overview of ATX-101 (Deoxycholic Acid Injection", redatto da Adam Rotunda, illustra i momenti salienti della storia del trattamento delle adiposità localizzate per via iniettiva, che sono culminate con l’approvazione nel 2015 dell’ATX-101 quale farmaco di classe 1 da parte della Food and Drug Administration Americana.

In modo corretto sono riportati i momenti più importanti della tortuosa storia del principio attivo, che sono cominciati nel lontano 1988, quando un italiano il Prof. Sergio Maggiori, per la prima volta riportava l’impiego di un farmaco a base di fosfatidilcolina e acido desossicolico nel trattamento degli xantelasmi.

Ispirata dai suoi lavori la Dr.ssa Patricia Gudes Rittes, nel 2001, presentava l’impiego dei medesimi principi attivi nella riduzione delle borse palpebrali inferiori. E così faceva di lì a poco la dermatologa americana Glynis Ablon.

Successivamente molti Autori del calibro di Jean Carruthers, Leroy Young, Doris Hexel, pubblicarono manoscritti di allerta nei confronti del prodotto iniettivo in questione.

Ma furono Michael Kolodney e Adam Rotunda a chiarire definitivamente ogni dubbio sul vero protagonista dell’azione adipocitoclasica ovvero l’acido desossicolico.

Plauso agli Autori dell’articolo avere descritto in maniera passionale, articolata ma oggettiva la vera storia delle soluzioni iniettive per il trattamento delle adiposità localizzate.

Autore del contributo di commento:

 NOVIELLO SERGIO COMITATO Sergio Noviello Membro del Comitato Scientifico Agorà

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO:

Dermatol Surg. 2016 Nov;
42 Suppl 1:S271-S274.

 

Commentary on Overview of ATX-101(Desoxycholic Acid Injection)

Rotunda AM

 

Author information

American Board of Dermatology American College of Mohs Surgery David Geffen School of Medicine, UCLA, Los Angeles, California University of California, Irvine, Irvine, California.

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L’articolo Management of Patient Experience With ATX-101 (Deoxycholic Acid Injection) for Reduction of Submental Fat, redatto da Autori americani di fama internazionale, intende soddisfare l’esigenza del medico estetico, nel trattamento delle adiposità localizzate della regione cervicale, ovvero una chiara e oggettiva comprensione dei fenomeni post trattamento iniettivo al fine di massimizzare l’efficacia, migliorare l’esperienza del paziente e ridurre i rischi di complicazioni potenziali.

La metodologia adottata, ossia il trattamento iniettivo su 83 soggetti, risulta adeguata in termini di  tipologia di studio, popolazione analizzata, criteri di valutazione dei reperti riscontrati.

L’osservazione dei fenomeni analizzati, ovvero dolore, gonfiore/edema, e presenza di  ecchimosi offre inoltre sufficiente sicurezza in termini di valutazione della variabilità individuale riscontrabile.

Il numero dei pazienti analizzati permette di esprimere significatività in merito ai possibili fenomeni post-iniettivi, i risultati ottenuti offrono dati sufficientemente validi al fine di definire strategie di miglioramento dell’esperienza del paziente come l’impiego di antiinfiammatori, anestetici locali iniettivi o topici.

In conclusione questa approfondita analisi sperimentale fornisce sufficienti dati per poter identificare con ampio margine di sicurezza l’andamento post-trattamento dell’iniezione con acido desossicolico nel trattamento delle adiposità localizzate dell’area cervicale, sottolineandone inolttre la sua sicurezza.

Autore del contributo di commento:

 NOVIELLO SERGIO COMITATO Sergio Noviello Membro del Comitato Scientifico Agorà

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO:

Dermatol Surg.
 2016 Nov;
42 Suppl 1:S288-S299

 

Management of Patient Experience with ATX-101(Desoxycholic Acid Injection) for Reduction of Submental Fat

Dover JSKenkel JMCarruthers ALizzul PFGross TMSubramanian MBeddingfield FC 3rd.

 

BACKGROUND:

ATX-101 (deoxycholic acid injection; Kythera Biopharmaceuticals, Inc., Westlake Village, CA [an affiliate of Allergan plc, Dublin, Ireland]) was recently approved for submental fat (SMF) reduction in the United States (Kybella) and Canada (Belkyra). The pivotal trials supporting these approvals revealed that ATX-101 is associated with common injection-site treatment reactions consistent with its mechanism of action and administration procedure.

OBJECTIVE:

The purpose of this study was to evaluate 4 patient experience management paradigms targeting the common injection-site adverse events of pain, swelling/edema, and bruising after a single treatment session with ATX-101.

METHODS:

In this double-blind, parallel-group, exploratory Phase 3b study (ClinicalTrials.gov identifier: NCT02007434), subjects with moderate to severe SMF were randomized 4:1 within each paradigm to receive ATX-101 2 mg/cm or placebo. In Paradigm 1, subjects received a cold pack application to the treatment area. In Paradigm 2, in addition to cold pack application, subjects were treated with topical lidocaine and injectable lidocaine containing epinephrine. In Paradigm 3, in addition to the interventions of Paradigm 2, subjects received loratadine and ibuprofen. Subjects in Paradigm 4 received the same interventions in Paradigm 3, plus application of a chin strap.

RESULTS:

Eighty-three subjects were treated. In ATX-101-treated subjects, peak pain occurred within 1 to 5 minutes of treatment, with median values at these time points ranging from 21.4 to 35.7 mm on a 100-mm pain visual analog scale ("mild"). Pain ratings reduced substantially by 15 minutes; at 4 hours after injection, pain was characterized as mild tenderness or mild achiness. Compared with cold alone, treatment with topical and injectable lidocaine reduced median peak pain by 17%. Addition of ibuprofen and loratadine resulted in a total reduction in pain by 40%. Peak swelling/edema in ATX-101-treated subjects was "modest," with mean values ≤1.7 (on a 0-5 scale) across all paradigms. Swelling/edema was not substantially mitigated by the interventions, including ibuprofen, loratidine, and the use of a chin strap. Bruising associated with ATX-101 treatment was confined to the treatment area, with mean values between 1.0 and 1.4 on a 0-to-5 scale. Bruising was modestly reduced by injectable lidocaine with epinephrine.

CONCLUSION:

Results from this study support the safety of ATX-101 for SMF reduction, and demonstrate that pain and bruising associated with ATX-101 treatment can be mitigated by a series of simple measures.

 

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lett

L’articolo Proper Technique for Administration of ATX-101 (Deoxycholic Acid Injection): Insights From an Injection Practicum and Roundtable Discussion, redatto da Autori americani di fama internazionale, intende soddisfare l’esigenza del medico estetico, nel trattamento delle adiposità localizzate della regione cervicale, ovvero una chiara e oggettiva comprensione delle modalità di infiltrazione in termini di dosaggio, metodologia, intervalli di somministrazione, raccomandazioni, al fine di massimizzare l’efficacia e ridurre i rischi di complicazioni potenziali.

La metodologia adottata, ossia l’esecuzione di ripetute iniezioni con modalità differenti su tre cadaveri da parte di un chirurgo e un dermatologo risulta adeguata in termini di tipologia di studio, popolazione analizzata, criteri di valutazione dei fenomeni riscontrati.

L’osservazione dei risultati ottenuti attraverso le differenti modalità iniettive offre inoltre sufficiente sicurezza in termini di valutazione della variabilità individuale riscontrabile.

Sebbene il limitato numero dei campioni analizzati non permette di esprimere significatività  in merito alle possibili varianti tessutali, i risultati ottenuti offrono dati sufficientemente validi al fine di definire una corretta e adeguata modalità iniettiva, ovvero 0.2 mL per punto di inoculo sotocutaneo con una distanza tra i punti di un centimetro e un intervallo di somministrazione di 30 giorni.

In conclusione questa approfondita analisi sulla metodologia di trattamento fornisce sufficienti dati per poter identificare con ampio margine di sicurezza l’approccio clinico al paziente.

Adeguata enfasi sottolinea inoltre la necessità di una corretta selezione dei pazienti e un adeguato studio dell’area oggetto di trattamento.

Tra i limiti della presente analisi ricordiamo l’impiego di materiale simile ma non identico all’acido desossicolico, l’impiego di cadaveri e non di soggetti vivi, la variabilità soggettiva degli Autori in termini di esperienza iniettiva, pressione esercitata e modalità. 

Autore del contributo di commento:

 NOVIELLO SERGIO COMITATO Sergio Noviello Membro del Comitato Scientifico Agorà

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO:

Dermatol Surg. 2016 Nov;
42 Suppl 1:S275-S281.

 

Proper Technique for Administration of ATX-101(Desoxycholic Acid Injection): Insights from an Injection Practicum and Roundtable Discussion

Jones DH1Kenkel JMFagien SGlaser DAMonheit GDStauffer KSykes JM.

 

ATX-101 (deoxycholic acid injection; Kybella in the United States and Belkyra in Canada; Kythera Biopharmaceuticals, Inc., Westlake Village, CA [an affiliate of Allergan plc, Dublin, Ireland]) is the first aesthetic injectable approved for reduction of submental fat. In February 2014, an injection practicum was conducted in the anatomy laboratory at the University of Texas Southwestern Medical Center to explore the proper injection technique for ATX-101 and the importance of its appropriate, safe anatomical placement within the submental area. Subsequent to the injection practicum, a structured roundtable discussion was conducted in which potential implications of the various injection protocols evaluated during the practicum were reviewed. Furthermore, the faculty had the opportunity to provide additional perspectives based on their clinical experience with facial injectables and ATX-101 specifically. In this article, the findings from the injection practicum and roundtable discussion are reported.

 

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L’articolo Prevention and Management of Injection-Related Adverse Effects in Facial Aesthetics: Considerations for ATX-101 (Deoxycholic Acid Injection) Treatment , redatto da Autori americani di chiara fama internazionale, intende soddisfare una delle esigenze  del medico estetico che intende impiegare l’acido desossicolico nel trattamento delle adiposità localizzate della regione cervicale, ovvero una approfondita conoscenza degli effetti collaterali della innovativa metodica iniettiva, al fine di massimizzare l’esperienza dei pazienti e ridurre i rischi di complicazioni potenziali.

La metodologia adottata, ossia l’esecuzione di due trial sperimentali di Fase 3b risulta adeguata in termini di tipologia di studio, popolazione analizzata, criteri di valutazione dei fenomeni riscontrati.

L’osservazione dei risultati ottenuti nei due trial, impiegando non solo valutazioni soggettive da parte dei medici e dei pazienti, ma anche strumentazioni di diagnostica per immagini, offrono inoltre sufficiente sicurezza in termini di valutazione della variabilità individuale riscontrabile.

Il numero di soggetti sottoposti a trattamento permette di esprimere significatività in merito ai possibili effetti collaterali tra i quali vanno menzionati il dolore (70%), le ecchimosi (72%) e l’edema (87%).

I risultati ottenuti offrono dati sufficientemente validi al fine di definire una corretta e adeguata modalità preventiva, o quantomeno riduttiva, di tali effetti.

In conclusione questa approfondita analisi sulla metodologia fornisce sufficienti dati per poter identificare con ampio margine di sicurezza l’approccio clinico al paziente più idoneo.

Adeguata enfasi sottolinea inoltre la necessità di una corretta selezione dei pazienti e un adeguato studio dell’area oggetto di trattamento.

Tra i limiti della presente analisi ricordiamo l’inesperienza quantomeno iniziale di alcuni dei medici partecipanti allo studio clinico, infatti gli stessi autori sottolineano la loro inesperienza ovviamente con il principio attivo e con la metodica.

Gli effetti collaterali registrati nei primi mesi erano nettamente superiori rispetto a quelli dei mesi successivi. Da questa considerazione il limite sulla reale percentuale statistica degli effetti collaterali registrati.

E di conseguenza il limite alla veridicità degli stessi risultati.

Autore del contributo di commento:

 NOVIELLO SERGIO COMITATO Sergio Noviello Membro del Comitato Scientifico Agorà

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO:

Dermatol Surg. 2016 Nov;
42 Suppl 1:S300-S304

 

Prevention and Management of Injection- Related Adverse Effects in Facial Aesthetics: Considerations for ATX-101(Desoxycholic Acid Injection) Treatment

Fagien SMcChesney PSubramanian MJones DH.

 

ATX-101 (deoxycholic acid injection; Kythera Biopharmaceuticals, Inc. [an affiliate of Allergan plc, Dublin, Ireland]) was approved in 2015 in the United States (Kybella) and Canada (Belkyra) for submental fat reduction. As expected, injection-site reactions such as pain, swelling, and bruising, which were mostly mild or moderate and transient, were common adverse events (AEs) reported in clinical trials. An exploratory Phase 3b study investigating interventions for management of injection-site AEs associated with ATX-101 treatment was recently completed. Based on its results, literature review, and our clinical experiences, we have put forward considerations for management of AEs associated with ATX-101 treatment in clinical practice. Pretreatment with oral ibuprofen and/or acetaminophen an hour before treatment and preinjection with epinephrine-containing buffered lidocaine 15 minutes before treatment can help with management of pain and bruising. Cold application to the treated area before and immediately after the procedure may help to reduce pain (if local anesthetic preinjection is not performed) and swelling. Discontinuing medications/supplements that result in increased anticoagulant or antiplatelet activity 7 to 10 days before ATX-101 treatment, when possible, can reduce the risk of bruising. In summary, injection-site AEs associated with ATX-101 treatment can be effectively managed with commonly used interventions.

 

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Gli Autori propongono uno studio sperimentale che ha evidenziato la funzione immunomodulatoria delle cellule staminali derivate dal tessuto adiposo.

 

Questa attività ulteriore delle cellule staminali adipose, che si somma alla loro già nota funzione immunomodulatoria attraverso la secrezione di transforming growth factor (TGF)-β, interleukina-10, e prostaglandina E2, consente di ridurre la risposta di rigetto verso trapianti solidi attraverso la modulazione delle cellule T, con induzione d’immunotolleranza.

 

 

Autore del contributo di commento:

 CECCARELLI MAURIZIO COMITATO Maurizio Ceccarelli Membro del Comitato Scientifico Agorà

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO:

 

Plast Reconstr Surg. 2016 Nov;138(5):1015-1023..

 

Adipose- Derived Stem Cell Modulationof T-Cell Regulation Correlates with Heme Oxgenase-1 Pathway Changes

Chien CM1Chen YWChen CCWu YCHuang SHLee SSLai CSLin SDWang CJKuo YR.

BACKGROUND: The authors' previous proteome study revealed that haptoglobin was involved in adipose-derived stem cell modulation of allotransplant survival and T-cell regulation to induce immune tolerance. This study investigated whether adipose-derived stem cells could modulate T-cell regulation through haptoglobin and the downstream heme oxgenase-1 pathway in vitro.

 

METHODS: Splenocytes were isolated from Lewis rat spleens and then CD3 T cells were purified using anti-CD3 beads. Adipose-derived stem cells were harvested from Lewis rats and co-cultured with the T cells. After Transwell co-culture at different periods, the authors analyzed cell proliferation with a bromodeoxyuridine assay. Cell extractions and culture supernatants were collected for further analysis. Heme oxgenase-1 and related protein expression levels from the adipose-derived stem cells and T cells were detected using Western blotting. The related cytokine expression levels were analyzed with enzyme-linked immunosorbent assay kits. Flow cytometry was used to detect the regulatory T-cell proportion.

 

RESULTS: The adipose-derived stem cells significantly suppressed T-cell proliferation. The regulatory T-cell percentages were significantly increased in the adipose-derived stem cells that were co-cultured with T cells compared with T cells alone without adipose-derived stem cell co-culture. Heme oxgenase-1 expression in concanavalin A-stimulated T cells that were co-cultured with adipose-derived stem cells revealed a significant increase compared with concanavalin A-stimulated T cells alone. Cytokine assays of the culture supernatants revealed that transforming growth factor-β and interleukin-10 were significantly increased and interferon-γ was statistically decreased in the adipose-derived stem cell-co-cultured T-cell group compared with other groups; however, blockade with a heme oxgenase-1 inhibitor (zinc protoporphyrin IX) protected against these changes.

 

CONCLUSION: Adipose-derived stem cells modulate T-cell proliferation and enhance regulatory T-cell expression, and this correlated with heme oxgenase-1 expression and related cytokine pathway changes.

 

 

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L’articolo Cryolipolysis for Reduction of Arm Fat: Safety and Efficacy of a Prototype CoolCup Applicator With Flat Contour, redatto da Autori americani ben noti nel panorama  internazionale, presenta la valutazione della sicurezza e dell’efficacia di un applicatore per criolipolisi conformato a coppa per la riduzione delle adiposità delle braccia. Questo prototipo è stato disegnato per massimizzare il contatto con la superficie raffreddante al fine di fine migliorare il comfort e allo stesso tempo ridurre il tempo di applicazione a 25 minuti.

Come tutti ben sappiamo la criolipolisi delle adiposità delle braccia è un procedimento efficace ma necessita tempi lunghi di attuazione. Inoltre il trattamento di aree differenti necessita mesi per giungere a compimento.

La metodologia sperimentale adottata risulta adeguata in termini di qualità delle apparecchiature utilizzate, numero di soggetti arruolati e studiati, criteri di valutazione dei risultati ottenuti nel trial sperimentale, tipologia di sperimentazione, risorse bibliografiche, e valutazione dei risultati. L’analisi statistica formalmente adottata offre inoltre sufficiente sicurezza in termini di valutazione dell’errore.

I risultati ottenuti che consistono in una riduzione media del tessuto adiposo di 3.2 mm (ultrasuoni) con una Deviazione Standard di 2.7 mm sono considerato un dato sensibile. La revisione fotografica indipendente in doppio cieco ha inoltre riscontrato un valore di 85.2 % di corrette identificazioni delle immagini pretrattramento ottenute da almeno i 2/3 dei revisori.

Inoltre lo studio è caratterizzato da un basso tasso di errore statistico. Risulta quindi senza alcun dubbio comprovato che il prototipo di applicatore CollCup offre un rapido, sicuro ed efficace trattamento delle adiposità localizzate delle braccia con un basso tasso di effetti collaterali risolti successivamente senza intervento alcuno.

Autore del contributo di commento:

 NOVIELLO SERGIO COMITATO Sergio Noviello Membro del Comitato Scientifico Agorà

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO:

Dermatol Surg. 
2017 Jul;43(7):940-949.
doi: 10.1097/DSS.0000000000001134.

 

Cryolipolysis for Reduction of Arm Fat: Safety and Efficacy of Phototype CoolCup Applicator with Flat Contour

Carruthers JD1, Humphrey S, Rivers JK.

BACKGROUND: Cryolipolysis of the arms has been shown to be an effective but somewhat time-consuming process.

OBJECTIVE: The study evaluated safety and efficacy of a contoured cup cryolipolysis applicator for reduction of arm fat. The prototype was designed to maximize tissue contact with the cooling surface to improve comfort, while reducing treatment time by 25 minutes.

MATERIALS AND METHODS: Both arms were treated using a prototype device that delivered treatment in 35 minutes at -11°C. Photographic and ultrasound documentation was captured at baseline and 12 weeks post-treatment. Efficacy was assessed by photo review and measurement of fat reduction in ultrasound images. Immediately after 1, 4, and 12 weeks post-treatment, clinical assessments were performed to evaluate treatment areas and sensory alterations.

RESULTS: Thirty women were enrolled and completed treatments to both arms. Ultrasound measurements found mean fat layer reduction of 3.2 mm with an SD of 2.7 mm. Blinded independent photo review found 85.2% correct identification of baseline photographs by at least 2/3 of reviewers. There were no unanticipated adverse device effects. Four study subjects experienced numbness in the treatment area beyond the 12-week visit that subsequently resolved without intervention.

CONCLUSIONS: These data suggest that the CoolCup prototype applicator provides rapid, safe, and effective arm treatment.

 

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L’articolo riassume l’esperienza di un gruppo di autori orientali sull’uso del trapianto di grasso nella regione mediofacciale. Sulla base degli studi anatomici degli ultimi dieci anni e dell’individuazione di precisi compartimenti adiposi che si modificano con il passare del tempo, gli autori hanno sviluppato una tecnica di lipofilling basata sulla distribuzione fisiologica e sulla modificazione volumetrica degli stessi al fine di ottenere risultati naturali.

Si sono studiati 40 emivolti di cadavere per identificare compartimenti adiposi e strutture neurovascolari del terzo medio del volto. Sono poi stati trattati 78 pazienti con una tecnica basata sul ripristino anatomico dei volumi. La valutazione è stata fatta con fotografie bidimensionali, con la valutazione della lipoatrofia malare e con un questionario di soddisfazione.

Le parti mediale e laterale del compartimento mediale profondo della guancia sono separate da un setto che parte dal bordo laterale del m. elevatore dell’angolo della bocca. La vena angolare viaggia fra il grasso profondo mediale della guancia e la bolla adiposa di Bichat, a circa 12mm dall’osso mascellare. Nei pazienti trattati in questa regione sono stati trapiantati 29,3ml totali di grasso per emilato. Il follow up a 12 mesi ha dimostrato un aumento volumetrico medio del 27,1%, con una piacevole proiezione anteriore e sollevamento della guancia e il miglioramento del solco nasolabiale. 95,2% dei pazienti trattati sono rimasti soddisfatti del risultato.

Lo studio fornisce quindi una buona base per un ripristino volumetrico compartimentale, che riporta la situazione a quella fisiologica di partenza.

Volendo commentare il lavoro, occorre dire che nei pazienti asiatici abbiamo delle sostanziali differenze anatomiche da tenere in considerazione. Il volto asiatico tende ad avere, rispetto ai tratti caucasici, un diametro bitemporale, bizigomatico e bigoniale più largo, con una maggiore retrusione dell’area centrofacciale. Il trattamento del volto asiatico con gli iniettabili volumizzanti andrebbe pertanto limitato alla volumizzazione del mascellare mediale per evitare l’allargamento del volto stesso. Per gli stessi motivi, anche con l’uso del grasso, alcuni compartimenti dovrebbero essere semplicemente ripristinati, mentre altri possono essere aumentati (aumento della parte mediale del grasso malare profondo e del SOOF mediale, e ripristino cauto della parte laterale del grasso profondo della guancia).

Autore del contributo di commento:

 SALTI GIOVANNI COMITATO Giovanni Salti Membro del Comitato Scientifico Agorà

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO:

Plast Reconstr Surg. 
2017 Mar;139(3):563-572.
doi: 10.1097/PRS.0000000000003160.

 

Facial Contouring by Targeted Restoration of Facial Fat Compartment Volume: The Midface

Wang W1, Xie Y, Huang RL, Zhou J, Tanja H, Zhao P, Cheng C, Zhou S, Pu LL, Li Q.

BACKGROUND:
Recent anatomical findings have suggested that facial fat distribution is complex and changes with age. Here, the authors developed a grafting technique based on the physiologic distribution and volume changes of facial fat compartments to achieve a youthful and natural-appearing face.

METHODS:
Forty cadaveric hemifaces were used for the dissection of fat compartments and neurovascular structures in the midface area. Seventy-eight patients were treated for cheek atrophy using the authors' targeted restoration of midface fat compartment volume. The outcome was evaluated by a two-dimensional assessment, malar lipoatrophy assessment, and a satisfaction survey.

RESULTS:
The medial and lateral parts of the deep medial cheek fat compartment were separated by a septum arising from the lateral border of the levator anguli oris muscle. The angular vein traveled between the deep medial cheek fat compartment and the buccal fat pad, 12 mm from the maxilla. A total volume of 29.3 ml of fat was grafted per cheek for each patient. A 12-month follow-up revealed an average volume augmentation rate of 27.1 percent. Pleasing and elevated anterior projection of the cheek and ameliorated nasolabial groove were still obvious by 12 months after the procedure. In total, 95.2 percent of the patients were satisfied with their results.

CONCLUSIONS:
The present study provides the anatomical and clinical basis for the concept of compartmentally based fat grafting. It allows for the restoration of facial fat volume close to the physiologic state. With this procedure, a natural and youthful facial contour could be rebuilt with a high satisfaction rate.

CLINICAL QUESTION/LEVEL OF EVIDENCE:
Therapeutic, IV.

 

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Questo studio sperimentale nasce dall’idea di poter colmare perdite di sostanza del corpo umano conseguenti a exeresi per neoplasia, usando tessuto adiposo precedentemente espanso per 12 settimane utilizzando un espansore esterno, tipo BRAVA. La costruzione di un lembo di tessuto adiposo è un processo di ingegneria tissutale, dinamico e molto complesso. Nella fase iniziale della rigenerazione del tessuto adiposo le forze meccaniche promuovono sia la proliferazione tissutale e che l’angiogenesi, mentre nella fase più tardiva della rigenerazione provocano una differenziazione del tessuto adiposo.

Il volume dei lembi adiposi espansi è aumentato in maniera significativa nel periodo tra 4 e 12 settimane. La proliferazione cellulare e l’angiogenesi sono stati analizzati con l’immunofluorescenza.

Il lembo adiposo espanso prefabbricato è stato allestito utilizzando metodiche non invasive. Il metodo proposto per la riparazione ampie perdite di sostanza utilizzando lembi espansi prefabbricati ha molte possibili future applicazioni cliniche.

Autore del contributo di commento:

 MAZZOLA RICCARDO COMITATO Riccardo Mazzola Membro del Comitato Scientifico Agorà

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO:

Plast Reconstr Surg.
2017 May;139(5):1129-1137.
doi: 10.1097/PRS.0000000000003277.

 

Construction of Expanded PrefabricatedConstruction of Expanded Prefabricated Adipose Tissue Using an External Volume Expansion Device

Yuan Y1Yang SYi YGao JLu F.

 

BACKGROUND: Multiple studies have demonstrated that mechanical forces promote the growth of adipose tissue. However, the mechanism of adipose tissue regeneration induced by mechanical forces remains unclear.

METHODS: In an experiment using rats, prefabricated adipose tissue with a vessel pedicle was expanded using an external volumeexpansion device. The volume of fat flaps was tested at different time points. Cell proliferation and angiogenesis were analyzed using immunofluorescence. The expression of adipogenic genes and inflammatory cytokines was evaluated using real-time polymerase chain reaction analysis and enzyme-linked immunosorbent assay, respectively.

RESULTS: There were more CD31 cells and Ki67/CD34 cells in the experimental group than in the control group. The number of Ki67/CD34 cells peaked at 1 to 4 weeks. However, the expression levels of peroxisome proliferator-activated receptor-γ and CCAAT/enhancer-binding protein-β were highest from 4 to 12 weeks in the experimental group. Compared with the control group, the experimental group showed more proinflammatory cytokines: interleukin-1β, interleukin-6, tumor necrosis factor-α, and macrophage migration inhibitory factor.

CONCLUSION: The construction of expanded prefabricated adipose tissue by mechanical forces is a dynamic and complex process. Mechanical forces promoted cell proliferation and angiogenesis in the early stage of adipose tissue regeneration (before 4 weeks) and induced adipogenic differentiation at a later stage (after 4 weeks) through up-regulation of macrophage migration inhibitory factor, which provided an adipogenic inductive microenvironment.

 

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AGGIORNAMENTI DI LETTERATURA SCIENTIFICA INTERNAZIONALE

TRATTAMENTO DELLA MALFORMAZIONE CAPILLARE FACCIALE PRECEDENTEMENTE TRATTATA: RISULTATI DELL'ANALISI TRIDIMENSIONALE OBIETTIVO SINGOLO A LIVELLO TRIDIMENSIONALE DELL'EFFICACIA DI LASER A 532 NM A GRANDE SPOT

in LASER
Gli autori dell’articolo hanno analizzato i risultati del trattamento Laser 532 nm , lunghezza d’onda con maggior picco di assorbimento da parte del tessuto ematico, su Malformazioni Capillari Superficiali spesso trattate in fase iniziale con Dye Laser 595 nm. Da molti anni conosciamo i limiti del trattamento vascolare laser su lesioni vascolari superficiali della lunghezza d’onda 595 nm data… Approfondisci

LASER ABLATIVO CO2 A IMPULSI DI CELLULE BASALI SUPERFICIALI DI ARTI E TRONCO: UNO STUDIO CLINICO RANDOMIZZATO COMPARATIVO CON CRIOTERAPIA E ABLAZIONE CHIRURGICA

in LASER
Obiettivo dello studio è stato di mettere a confronto per la terapia del carcinoma basocellulare superficiale (sBCC) tre metodiche terapeutiche, laser CO2 pulsato, crioterapia, e chirurgia a lama fredda, per verificarne efficacia, sicurezza, tempi di guarigione, estetica susseguente, soddisfazione dei pazienti e rapporto costi/benefici. Sono stati trattati 240 pz con lesioni sia sul tronco sia… Approfondisci

ANATOMIA TOPOGRAFICA DELL’ARTERIA INFRAORBITARIA E SUE IMPLICAZIONI CLINICHE PER IL TRATTAMENTO CON FILLER DEL SOLCO NASOLABIALE

L’obiettivo dello studio è stato quello di individuare (in preparati anatomici di 72 pazienti asiatici) la distribuzione topografica e la profondità del decorso dell’ arteria infraorbitaria e dei suoi rami in prossimità del solco nasolabiale in modo da poter iniettare filler nel solco, diminuendo il rischio di complicanze vascolari. L’arteria infraorbitaria, emersa dal forame infraorbitale, si è… Approfondisci

IL RUOLO DEI VASI ANASTOMOTICI NEL CONTROLLO VIABILITÀ DEL TESSUTO E DEFINIZIONE DELLA NECROSI TISSUTALE CON PARTICOLAR RIFERIMENTO ALLE COMPLICAZIONI DOPO L'INIEZIONE DI FILLER DI ACIDO IALURONICO

I filler a base di acido jaluronico hanno un background molto interessante e sono considerati prodotti sicuri in virtù del loro basso potere antigenico, della riassorbibilità e della jaluronidasi in grado di sciogliere gli impianti qualora sia necessario. Come però spesso capita, anche in altri ambiti, con la crescita dell’utilizzo e degli utilizzatori crescono statisticamente in maniera… Approfondisci

STUDIO COMPARATIVO,RANDOMIZZATO CON VALUTAZIONE IN CIECO SULLA SICUREZZA E SULL'EFFETTO DI DUE GEL DI ACIDO IALURONICO PER IL MIGLIORAMENTO DELLE LABBRA

L’obiettivo dello studio è stato quello di comparare la sicurezza e la durata dell’effetto di due filler per le labbra, entrambi riassorbibili, a base di acido ialuronico di origine non animale, con lidocaina, crosslinkati con BDDE, ma prodotti da due tecnologie differenti. Per lo studio, sono stati reclutati 60 soggetti con labbra da molto sottili a moderate (gradi da 0 a 2 secondo la LFGS- LIP… Approfondisci

UNO STUDIO MONOCENTRICO, PROSPETTICO, RANDOMIZZATO IN DOPPIO CIECO E SPLIT-FACE CON MICROINIEZIONI DI GEL DI ACIDO IALURONICO TRASPARENTE PER RINGIOVANIMENTO DELLE GUANCE

L’articolo in oggetto presenta i risultati di uno studio multicentrico effettuato negli Stati Uniti, che analizza gli effetti di un acido ialuronico ad azione “skinbooster” per il trattamento delle rughe delle guance. I 20 pazienti arruolati presentavano un grado lieve-moderato di elastosi cutanea e molti sono stati i criteri di esclusione: precedenti trattamenti, presenza di cicatrici, uso di… Approfondisci

UTILITÀ DI UN SISTEMA DI DIAGNOSTICA SUPERFICIALE AD ULTRASUONI AD ALTA RISOLUZIONE PER VALUTARE LO SPESSORE CUTANEO: UNO STUDIO TRASVERSALE

La diagnostica per immagini non invasiva a livello cutaneo sta assistendo ad un momento di forte espansione. Sono presenti ad oggi diversi sistemi di imaging tra cui la dermatoscopia, la microscopia confocale, la tomografia ottica e adesso anche gli ultrasuoni ad alta frequenza. Ogni sistema è gravato da limiti di penetrazione attraverso gli strati della cute; alcuni si limitano alla diagnostica… Approfondisci

NUOVO SISTEMA OTTICO STEREOSCOPICO PER LA MISURAZIONE OGGETTIVA DEL VOLUME DELLA CICATRICE ATTRAVERSO LA SUPERFICIE. QUANTIFICAZIONE - PER LA PRIMA VOLTA - DELLA RISPOSTA A DIFFERENTI MODALITÀ DI TRATTAMENTO.

Questo interessante lavoro del 2017 svolto da una ristretta equipe dell’Università di Medicina di Tel Aviv in collaborazione con il Dipartimento di Dermatologia ospedaliera pone l’attenzione sul problema della cicatrizzazione anomala che affligge, secondo stime internazionali, circa 15 milioni di pazienti ogni anno con risvolti non solo estetici ma anche e soprattutto fisici e psicologici. Si… Approfondisci

GLI EFFETTI DEI CORTICOSTEROIDI INTRALESIONALI POSTOPERATORI NELLA PREVENZIONE DEI CHELOIDI RICORRENTI NEL LOBO DELL'ORECCHIO: UNA REVISIONE RETROSPETTIVA MULTI-SPECIALE

L’articolo riporta la difficoltà di effettuare un trattamento efficace dei cheloidi perché il tasso di recidiva dopo l'escissione chirurgica è alto. L'iniezione di corticosteroidi intralesionali dopo l'escissione chirurgica di cheloidi dell'orecchio riduce statisticamente il rischio di recidiva. Commento: In effetti, recenti studi dimostrano che il tessuto cicatriziale dei cheloidi presenta un… Approfondisci

APPROCCIO MULTIMODALE PER IL TRATTAMENTO DELLE RUGHE ORIZZONTALI DEL COLLO CON IMPIEGO DI ULTRASUONI CON INTENSITA' CONCENTRATA. ACIDO IALURONICO A MATRICE POLIDENSIFICATA COESIA E INCOBOTULINUMTOXINA

L’articolo Multimodal Approach for Treating Horizontal Neck Wrinkles Using Intensity Focused Ultrasound, Cohesive Polydensified Matrix Hyaluronic Acid, and IncobotulinumtoxinA presentato da Autori Koreani riporta un trial sperimentale con lo scopo di valutare l’efficacia e la sicurezza di un approccio multimodale in singolo trattamento per il miglioramento delle rughe del collo. Svariati fattori… Approfondisci

EFFICACIA DELL'AVANZAMENTO DELL'ELEVATORE PER VIA ESTERMA VS LA RESEZIONE DELLA CONGIUNTIVA E DEL MUSCOLO DI MULLER NELLA RIPARAZIONE DELLA BLEFAROPTOSI LEGATA ALL'APONEUROSI: UNA SPERIMENTAZIONE CLINICA RANDOMIZZATA

L’articolo External Levator Advancement versus Müller Muscle–Conjunctival Resection for Aponeurotic Blepharoptosis: A Randomized Clinical Trial presentato da Autori Tailandesi, sottopone alla nostra attenzione un lavoro sperimentale realizzato al fine di comparare l’efficacia dell’avanzamento dell’elevatore per via esterna e la resezione della congiuntiva e del muscolo di Müller nella… Approfondisci

GLI AGHI DI CALIBRO RIDOTTO DIMINUISCONO IL DOLORE ASSOCIATO ALL'INIEZIONE DI ANESTETICI LOCALI USANDO UNA TECNICA DI INSERIMENTO MINIMO DELL'AGO

Finer Needles Reduce Pain Associated With Injection of Local Anesthetic Using a Minimal Insertion Injection Technique, presentato da Autori Americani affiliati a DermSurgery Associates e alllo Houston Methodist Hospital (Texas) rinomati nella comunità scientifica internazionale presenta un lavoro sperimentale finalizzato alla comparazione del livello di dolore percepito durante l’iniezione di… Approfondisci

VALUTAZIONE DEL PLASMA RICCO DI PIASTRINE PER L'ESTETICA FACCIALE E PER L'ALOPECIA: UNA REVISIONE CRITICA DELLA LETTERATURA

in PRP
Gli autori hanno effettuato una ricerca bibliografica sugli articoli indicizzati relativi all’uso del PRP (Plasma Ricco in Piastrine) nel trattamento dell’invecchiamento cutaneo, delle cicatrici da acne e dell’alopecia androgenetica. Si è rilevato che, nonostante tutti confermino dei risultati clinici, non esiste una codificazione nella preparazione e nell’uso del PRP. Questo conferma la… Approfondisci

STUDIO COMPARATO NEL TRATTAMENTO DEL SOLCO NASO GENIENO DA MODERATO A SEVERO CON GEL DI ACIDO IALURONICO CON (HA RDL) E SENZA LIDOCAINA (HA JUP). STUDIO RANDOMIZATO IN CIECO

Lo studio valuta il trattamento del solco naso genieno di grado da moderato a severo comparando due formulazioni di filler con acido ialuronico, una tecnologia OBT con lidocaina, l’altra tecnologia Wycross senza lidocaina. Sono stati trattati 162 pazienti da un lato con un tipo di gel HA RDL e dall’altro con gel HA JUP. La valutazione effettuata a 24 settimane ha mostrato un miglioramento di 1.1… Approfondisci

TRATTAMENTO ORALE CON ACIDO TRANEXAMICO. REVISIONE DI LETTERATURA

Lo studio riporta una revisione della letteratura scientifica sull’utilizzo dell’acido Tranexamico (TXA) per via sistemica nel trattamento del melasma in pazienti asiatici. Il melasma risulta infatti una patologia di difficile trattamento e risoluzione con una incidenza marcata sulla popolazione mondiale e con eziopatogenesi multifattoriale ed in parte non del tutto nota. La pubblicazione riporta… Approfondisci

LA CREAZIONE DI UN LEMBO ADIPOSO ESPANSO PREFABBRICATO, UTILIZZANDO UN ESPANSORE DI UNA VOLUME ESTERNO

Questo studio sperimentale nasce dall’idea di poter colmare perdite di sostanza del corpo umano conseguenti a exeresi per neoplasia, usando tessuto adiposo precedentemente espanso per 12 settimane utilizzando un espansore esterno, tipo BRAVA. La costruzione di un lembo di tessuto adiposo è un processo di ingegneria tissutale, dinamico e molto complesso. Nella fase iniziale della rigenerazione del… Approfondisci

L'AUMENTO DELLA BOLLA DI BICHAT PER IL RINGIOVANIMENTO FACCIALE

Alcuni pazienti presentano una buona prominenza dell’osso zigomatico accompagnata da atrofia della bolla adiposa di Bichat. Ne risulta un volto scavato con evidenti stigmate di senescenza. Aumentando la bolla adiposa di Bichat, otteniamo una più equilibrata distribuzione dei volumi facciali. La tecnica chirurgica consiste nell’aspirare con una siringa dall’addome o dalla faccia interna delle… Approfondisci

A-101, SOLUZIONE DI PEROSSIDO DI IDROGENO AD ALTA CONCENTRAZIONE IN UNA FORMULAZIONE “DI PROPRIETÀ”: STUDIO RANDOMIZZATO, DOPPIO CIECO, VEICOLO-CONTROLLO IN GRUPPI PARALLELI PER VALUTARE IL PROFILO DOSE-RISPOSTA IN UN GRUPPO DI STUDIO CON CHERATOSI SEBORR

Lo studio, sviluppato da un gruppo di ricerca statunitense sotto l’egida della società proprietaria del marchio, è stato condotto al fine di dimostrare l’efficacia e il profilo di tollerabilità di una formulazione topica ad alta concentrazione di perossido di idrogeno per il trattamento delle cheratosi seborroiche del volto. Si tratta di uno studio di Fase 2 che eredita la linea di condotta già… Approfondisci

RISULTATI CLINICI SULLA RADIOFREQUENZA ABLATIVA PER VENE VARICOSE UNILATERALI E BILATERALI

La radiofrequenza ( RF) è una tecnica di occlusione della VGS ( Grande Safena ) ; l’ ultima versione è la cosiddetta VNUS-FAST ( 120 gradi; catetere 7F; retrazione “ step by step” ). La RF si utilizza allo scopo di sopprimere un reflusso di una VGS non più recuperabile, ed è una alternativa allo stripping corto ed al laser ( EVLT). Vanno analizzati per effettuare la RF i seguenti punti: Studio… Approfondisci

TRATTAMENTO DEL FOTOINVECCHIAMENTO DELLE MANI CON GEL DI ACIDO IALURONICO A PICCOLE PARTICELLE

Con il trascorrere degli anni l’assottigliamento della cute e del grasso sottocutaneo della mano porta in evidenza le vene e i tendini estensori, rendendo l’aspetto del dorso della mano scarno e scheletrico. Inizialmente per la correzione di questo inestetismo è stata utilizzata la tecnica di lipofilling, o reimpianto di grasso autologo, e successivamente si sono utilizzati il Collagene, l’Acido… Approfondisci

L'IMPATTO DELLA TOSSINA BOTULINICA SULL'ALTEZZA E SULLA MORFOLOGIA DEL SOPRACCIGLIO: UNA VALUTAZIONE CONTROLLATA RANDOMIZZATA

Il lifting del sopracciglio effettuato con tossina botulinica di tipo A richiede un notevole numero di valutazioni riguardo la personale dinamica muscolare di una “macro-area estetica” che comprende la glabella, la fronte e la regione perioculare laterale. Vanno correttamente individuati e analizzati i muscoli coinvolti in quella “bilancia” muscolare la cui risultante delle forze di contrazione… Approfondisci

MICRONEEDLING: UNA REVIEW E UNA GUIDA PRATICA

Il microneedling, è una tecnica relativamente recente che induce una sintesi endogena di collagene e che trova numerose applicazioni in dermatologia e medicina estetica. Questo articolo sottolinea le basi scientifiche di questa promettente procedura e, dopo una dettagliata spiegazione dei meccanismi biologici d’azione, presenta un protocollo illustrato in tutti i passaggi per consentirne una… Approfondisci

LA FOTOGRAFIA IN CHIRURGIA DERMATOLOGICA: INDIVIDUAZIONE DI UNA CORRETTA LUCE PER UNA PARTICOLARE APPLICAZIONE CLINICA

L’articolo in oggetto esamina il tipo di illuminazione che dovrebbe essere utilizzato in chirurgia dermatologica. Vengono prese in considerazione tre categorie principali di sistemi illuminanti: illuminazione ambientale, illuminazione on camera, illuminazione off camera. Nonostante l’American Telemedicine Association abbia suggerito provvisoriamente il tipo di illuminante, l’obiettivo della… Approfondisci

LA MISURAZIONE DELLE LESIONI CUTANEE: LE TENDENZE NELLA PRATICA CLINICA

Il gruppo statunitense, mente alla base di questo articolo e forte dell’assenza pressochè totale di studi simili nello stesso campo, ha voluto porre l’attenzione su quando, e soprattutto quanto, sia giusto introdurre nella pratica clinica corrente, in questo specifico caso in campo dermatologico e dermo-chirurgico, il concetto di “misurazione delle lesioni cutanee”. Conoscere con esattezza le… Approfondisci

STUDIO PILOTA DI ESAMINAZIONE DELLA SICUREZZA E DELL'EFFICACIA DEL FILLER A BASE DI IDROSSIPATITE DI SODIO CON LIDOCAINA INTEGRALE CON UN PERIODO SUPERIORE AI 12 MESI PER CORREGGERE IL VOLUME DELLA FOSSA TEMPORALE

Il Trattamento della fossa temporale per migliorare il profilo del volto sostegno alla coda del sopracciglio è una tecnica oramai praticata da diversi anni. Due sono le tecniche che si utilizzano: -l’iniezione nel sottocute-derma profondo eseguita con cannula (che però se non si esegue una omogenea e corretta distribuzione del prodotto rischia di lasciare degli avvallamenti) -oppure l’iniezione… Approfondisci

CaHA FILLER PER IL TRATTAMENTO DELLA PERDITA DEL VOLUME DEL DORSO DELLE MANI: RISULTATI DA UNO STUDIO MULTICENTRICO,RANDOMIZZATO DOPPIO CIECO A DODICI MESI

Le mani sono spesso “indicatori” dell’età a causa dei processi di invecchiamento a cui vanno incontro, che comportano atrofia tessutale, disidratazione, con conseguente evidenziazione di vasi e tendini. Nell’articolo viene presentato uno studio multicentrico, randomizzato eseguito negli Stati Uniti, che evidenzia come l’impianto di Calcioidrossiapatite (CaHA) nella mani consenta di ottenere… Approfondisci

NODULI DA FILLER: INFIAMMATORI O DI NATURA INFETTIVA? UNA REVISIONE A PROPOSITO DEI BIOFILM E DELLE LORO IMPLICAZIONI NELLA PRATICA CLINICA

Il numero crescente di procedure di carattere iniettivo cosiddette mini-invasive (attorno a 3 milioni di iniezioni di dermal fillers secondo le statistiche USA del 2015) ha portato ad un conseguente incremento di complicanze post-procedurali. Gli autori dell’articolo hanno voluto puntare l’attenzione principalmente sulle complicanze da filler di tipo ritardato revisionando la letteratura più… Approfondisci

PENETRAZIONE INTRACRANIALE DURANTE LE INIEZIONI DI FILLER NEL TESSUTO MOLLE DELLA ZONA TEMPORALE: E' POSSIBILE?

Nelle procedure di ridefinizione dei volumi e della armonizzazione del viso l’area temporale rappresenta una opzione di trattamento ,laddove esiste una depressione e scavatura della zona temporale . Normalmente per colmare tale depressione si utilizzano filler cross linkati volumizzanti che vengono iniettati con precisi punti di repere che sono individuati normalmente a 1 cm superiormente alla… Approfondisci

LA SOPPRESSIONE PHD-2 IN CELLULE STROMALI MESENCHIMALI MIGLIORA LA GUARIGIONE DELLA FERITA

Il ripristino del flusso sanguigno nei tessuti ischemici è un passo fondamentale nella riparazione delle ferite. L'angiogenesi è regolata dal fattore inducibile dall’ipossia (HIF) appartenente ad una superfamiglia costituita da fattori di trascrizione destinati, in assenza d’ipossia, alla degradazione da parte della prolin idrossilasi (PHD)-2. Questo processo si verifica solo in condizioni… Approfondisci

IALURONIDASI TESTICOLARE PER VIA INTRARTERIOSA O SOTTOCUTANEA NELE COMPLICANZE VASCOLARI DA ACIDO IALURONICO

Il gruppo di autori cinesi ha studiato l’efficacia della ialuronidasi in diverse vie di somministrazione (intra-arteriosa vs sottocutanea) sulla degradazione di acido ialuronico in vitro, con la valutazione attraverso esame microscopico e analisi delle particelle. Per la valutazione in vivo è stato invece usato l’orecchio di coniglio: due gruppi di controllo hanno avuto la legatura arteriosa e… Approfondisci

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