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lettStudio randomizzato in cieco per la valutazione del ringiovanimento cutaneo della guancia del viso (terzo medio) mediante iniezioni di acido ialuronico stabilizzato non animale, con un dispositivo iniettore elettronico. 25 pazienti (27/59 anni), (Fitzpatrick 3/5),   trattati da un solo lato del viso con 0,18 ml di NASHA alla concentrazione di 20 mg / ml, in unica seduta, con speciale device multi iniettore elettronico con un totale di 9 punti di iniezione ad una profondità di 2 mm, con una dose di 20 micronl. per singola iniezione. I pazienti sono stati  valutati: a T. 1 – prima del trattamento, a T. 2 – a 1 settimana dal trattamento,  T. 3 – a 2 settimane, a T. 4 – a 4 settimane, a T. 5 – a 8 settimane, a T. 6 – a 12 settimane, mediante Courage/Khazaka device per valutazione corneometria, elastometria, e valori di melanina ed eritema. Ogni parametro è stato valutato su entrambi i lati, inoltre è stata eseguita una valutazione sec. GAIS scale, una valutazione fotografica, e la valutazione di 2 investigatori indipendenti. Per queste caratteristiche la pubblicazione scientifica rientra al livello  “II therapeutic“ della piramide di valutazione scientifica (vicino all’apice del valore scientifico). Gli AA. Sono indipendenti e non hanno avuto alcuna sovvenzione o sponsorizzazione da parte della azienda produttrice. Il device elettronico utilizzato non è disponibile in Europa (prodotto da Jung Rim Medical Industrial, Chungbuk. Korea), consente di scegliere diversi livelli di profondità di impianto, e diverse quantità di gel iniettato per singolo impianto. Le conclusioni mostrano un significativo aumento dell’idratazione e dell’elasticità della cute del viso nella zona trattata, senza alcun evento avverso occorso. Questo lavoro,anche se non segue  il protocollo di trattamento classico consigliato( 3 sedute, distanziate di 1 mese)   riconferma i risultati già dimostrati in molteplici altre pubblicazioni scientifiche a partire dal 2008 (Kherscher et Al. 2008), che evidenziano l’unicità della formulazione dell’acido ialuronico stabilizzato non animale, e della capacità effettiva di migliorare la texture cutanea, mediante significativi e duraturi aumenti dell’idratazione, dell’elasticità, e riduzione delle micro rugosità di superficie.

 

Autore del contributo di commento:

 BELMONTESI MAGDA COMITATOMagda Belmontesi Membro del Comitato Scientifico Agorà

 

 ARTICO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO 

 

Plastic & Reconstructive Surgery:

March 2016 - Volume 137 - Issue 3 - p 809–816

doi: 10.1097/01.prs.0000480686.68275.60

Cosmetic: Original Articles

A Split-Face Study of the Effects of a Stabilized Hyaluronic Acid–Based Gel of Nonanimal Origin for Facial Skin Rejuvenation Using a Stamp-Type Multineedle Injector: A Randomized Clinical Trial

Roh, Nam Kyung M.D.; Kim, Min Jung M.D.; Lee, Yang Won M.D., Ph.D.; Choe, Yong Beom M.D., Ph.D.; Ahn, Kyu Joong M.D., Ph.D.

 

BACKGROUND: The mid-dermal injection of stabilized hyaluronic acid–based gel of nonanimal origin has been shown to be an effective method for skin rejuvenation. The previous manual technique, using a prefilled syringe, made it difficult to precisely control the injection into the mid-dermal layers and to achieve an even distribution of gel across the area. This single-center, evaluator-blinded, prospective, split-face, randomized controlled trial investigated the efficacy and safety of nonanimal stabilized hyaluronic acid using a stamp-type electronic multineedle injector.

METHODS: Twenty-five patients (aged 27 to 59 years) were recruited into this study. Each participant submitted to a single treatment with a nonanimal stabilized hyaluronic acid injection to one side of the lower cheek. The skin hydration, melanin content, erythema, and elasticity of both cheeks were evaluated at each follow-up visit, at 1, 2, 4, 8, and 12 weeks after treatment.

RESULTS: Stratum corneum hydration was significantly improved after injection. Although no significant improvement was observed at 1 week after treatment, the Corneometer readings for the treated side were significantly higher than those for the untreated the side after the 2-, 4-, 8-, and 12-week treatment visits. Skin elasticity was also significantly improved during the study. The injection had no significant effect on the melanin and erythema indices throughout the follow-up period. The treatment was well tolerated, and no serious adverse events were reported.

CONCLUSIONS: Nonanimal stabilized hyaluronic acid treatment resulted in improved hydration and elasticity of the facial skin. The specialized stamp-type electronic multineedle injector enables the hyaluronic acid filler to rejuvenate the skin effectively and safely.

CLINICAL QUESTION/LEVEL OF EVIDENCE: Therapeutic, II.

 

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lettL’oggetto  di questo studio è stato quello di evidenziare le eventuali varianti topografiche di distribuzione   dell’arteria labiale superiore (ALS) al fine di evitare, durante l’iniezione di filler dermici, complicanze vascolari quali la necrosi del labbro e dell’ ala del naso. Gli autori  hanno visualizzato il decorso dell’arteria labiale superiore, dalla sua origine dall’arteria faciale alla linea sagittale mediana in 60 emivolti di cadaveri (24 modelli bilaterali e 12 unilaterali di 18 coreani e 18 thailandesi, 24 di sesso femminile e 12 di sesso maschile, con una età media di 73 anni) mediante l‘ iniezione di colorante nell’arteria carotide comune e previa dissezione accurata della cute, del tessuto sottocutaneo e dei muscoli  che ricoprono l’arteria.

 In base ai rapporti dell’arteria labiale superiore (ALS) con l’arteria faciale (AF) hanno classificato 4 tipi di distribuzione arteriosa:

tipo I) L’ALS  e la branca per l’ala del naso (AA) originano direttamente e autonomamente dall’AF  (34 casi su 60; 56,7%)

tipo II)  L’ALS  dopo la sua origine dall’ AF emette il ramo per l’ala del naso (13 casi su 60; 21,7%) in vicinanza della commessura

tipo III) L’ALS emette il ramo per l’ala del naso in vicinanza della commessura e diventa  ramo terminale dell’AF (manca quindi l’Arteria Angolare) (9 casi su 60; 15%)

tipo IV) L’ ALS è assente (4 casi su 60; 6.7%): nel 5% dei casi  (3 casi su 60) viene “sostituita” dall’ALS contro laterale ( e il ramo naso settale controlaterale provvede alla parte inferiore del setto nasale) e nel 1.7% dei casi (1 caso su 60) dall’arteria infraorbitaria omolaterale (in questi casi sia l’ALS contro laterale che l’infraorbitaria hanno dimostrato maggiore lunghezza e diametro) .

L’origine dell’ALS dall’AF (punto S) è stato localizzata, nell’85% dei casi, in un’area di 1,5 cmq supero- laterale alla commessura labiale e il decorso ( con misurazione di  lunghezza e profondità) dell’arteria  è stato evidenziato lungo il bordo del vermiglio del labbro superiore fino alla linea sagittale mediana: l’ALS decorre superiormente al bordo del vermiglio (al di sotto del muscolo orbicolare con una profondità minima di 3 mm) in corrispondenza dei punti d1 e d2 ( rispettivamente angolo della bocca e punto medio tra la commessura e l’apice dell’Arco di Cupido) e inferiormente al bordo del vermiglio nei punti d3 e d4 (rispettivamente apice dell’Arco di Cupido e linea sagittale mediana); circa a meta tra i punti d3 e d4 l’ALS emette un ramo per il setto nasale (in alcuni casi sostituito dal controlaterate). 

Lo studio è stato utile perche ha fornito informazioni sulle possibili varianti topografiche del decorso dell’arteria labiale superiore (ALS) da tenere sempre presenti. Ci sono due arterie collegate al solco nasolabiale che si possono danneggiare durante l’iniezione di dermal filler: il tronco dell’arteria faciale nel tipo I e il ramo alare nel tipo II e III. Nella maggior parte dei casi descritti, l’origine dell’ ALS dall’ AF può essere “cercata”appoggiando il pollice nel punto S, accanto alla commessura. Particolarmente utile è stato identificare il decorso dell’ALS rispetto al bordo del vermiglio: l’ALS  è apparsa decorrere al di sotto del muscolo orbicolare ad una profondità di circa 3 mm: iniettare il filler nella sottomucosa del labbro supeirore dovrebbe evitare complicanze critiche… Tuttavia nel 25% dei casi   rami nasosettali hanno  “viaggiato” al di sopra del muscolo orbicolare e il decorso dell’ALS ,dopo l’apice dell’arco di Cupido, si è visto inferiore al bordo del vermiglio ad una profondità di 1-4 mm: il bordo del vermiglio  dovrebbe essere sempre iniettato molto superficialmente e  l’aumento del labbro vicino alla linea mediana deve essere effettuato con particolare attenzione.

Le due  arterie labiali destre (superiore e  inferiore ) e le due arterie labiali sinistre (superiore ed inferiore) con doppia anastomosi (superiore ed inferiore) formano un circolo arterioso completo che dovrebbe ridurre il rischio iniettivo nell’area labiale rispetto ad altre aree dove il rischio è maggiore, quali la regione  nasale e la glabella. Mail labbro superiore e il solco nasolabiale hanno limitati circoli collaterali e un danno all’ ALS o all’AF (che può essere localizzata nei pazienti asiatici proprio nel solco),potrebbe provocare necrosi del labbro e della rima alare.

I medici dovrebbero sempre  tenere presente la possibilità di varianti anatomiche di decorso o di presenza dell’ALS  che potrebbero favorire  compromissioni vascolari con necrosi del labbro o dell’ala del naso, e quindi dovrebbero sempre mettere  in atto  gli accorgimenti utili ad iniettare senza danni vascolari in ogni distretto del viso. Da notare è che ci sono estese anastomosi vascolari nella regione nasale dall’area periorale  alla periorbitale che potrebbero veicolare  filler da una regione all’altra…

 In tutti i casi  quindi è opportuno ricorrere a procedure iniettive  delicate e attente:  non  effettuare trattamenti volumizzanti con grandi boli di materiale in profondità con aghi sottili  che più facilmente entrerebbero nel lume vasale; non iniettare in profondità  nel punto S  o sotto il muscolo orbicolare o nella mucosa buccale posteriormente al limite tra mucosa umida e asciutta delle labbra; distribuire il materiale in punti differenti, iniettare microdepositi  per sito e con  iniezione lenta e retrograda, usando minima pressione. Controversa è l’utilità dell’aspirazione prima dell’iniezione…ma è raccomandato aspirare nel punto S; nella regione labiale è più sicuro iniettare nella sottomucosa del vermiglio “visibile”, molto lentamente, con tecnica multi puntura con molti siti iniettivi e piccolissimi volumi. 

Autore del contributo di commento:

 SOMMARIVA RAFFAELLA COMITATO Raffaella Sommariva Membro del Comitato Scientifico Agorà

 

ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO

Plast Reconstr Surg.

2015 Feb;135(2):445-50.

doi: 10.1097/PRS.0000000000000858.

 

Topographic anatomy of the superior labial artery for dermal filler injection.

Lee SH1, Gil YC, Choi YJ, Tansatit T, Kim HJ, Hu KS.

 

BACKGROUND: The superior labial artery, which is a branch of the facial artery, supplies the upper lip area. The aim of this study was to determine the distribution pattern of the superior labial artery and provide precise topographic information of the artery for dermal filler injection.

METHODS: Sixty hemifaces from 18 Korean and 18 Thai cadavers were used for this study. The various distribution patterns of the superior labial artery were classified according to its relationship with the facial artery.

RESULTS: The course of the superior labial artery was classified into four types: type I (56.7 percent), in which the artery and the alar branch both arise directly and independently from the facial artery; type II (21.7 percent), in which the superior labial artery branches off from the facial artery and then gives off an alar branch; type III (15.0 percent), in which it is the terminal branch of the facial artery; and type IV (6.7 percent), in which the artery is absent. The origin of the superior labial artery was located 12.1 ± 3.1 mm (mean ± SD) lateral and at a variable angle of 42.8 ± 26.9 degrees relative to the mouth corner.

CONCLUSIONS: The superior labial artery proceeded from the origin of the artery located within a 1.5-cm-side square superolateral to the mouth corner as running along the vermilion border of the upper lip to the facial sagittal midline at a depth of 3 mm. Thus, clinicians should be careful when injecting dermal filler into this area.

 

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lett

Lo studio è stato svolto con l’obiettivo di comparare efficacia e sicurezza di 2 filler HA (HAEC - Emervel classic tecnologia OBT e HAres – Restylane tecnologia NASHA) nel trattamento solco naso labiali. Il secondo trattamento è stato effettuato dopo 9 mesi, con follow up a 18 mesi dalla valutazione base (9 mesi dopo trattamento). Lo studio è stato effettuato in doppio ? cieco, con paziente trattato da un lato con HAEC e dall’altro con HAres, entrambi i prodotti con concentrazione di HA 20 mg / ml e senza lidocaina.

La prima seduta prevedeva un utilizzo massimo di 2 ml, per ogni prodotto il touch up 9 mesi dopo un quantitativo massimo di 1 ml per ogni prodotto. L’impianto è stato effettuato a livello di derma medio con ago 30g. Sono stati trattati 112 pazienti in 9 centri di età superiore a 18 anni con grado di senilità del solco naso labiale di grado 3 secondo la scala WSRS (Wrinkle Severity Rating Scale). I pazienti durante lo studio non hanno effettuato altri trattamenti estetici e non avevano effettuato trattamenti nei 12 mesi precedenti (tranne 1 solo tossina botulinica al 3° superiore del viso).

I risultati a 9 e a 18 mesi hanno dimostrato uguale efficacia, con risposta a 18 mesi del 78 % per  HAEC e del 74% per HAres. I dati concordano con il precedente studio di RS Narins che riportano per HAres un’efficacia a 18 mesi del 97% (Narins RS, Dayan SH, Brandt FS, Baldwin EK. Persistence and improvement of nasolabial fold correction with nonani mal-stabilized hyaluronic acid 100,000 gel particles/mL filler on two re treatment schedules: results up to 18 months on two re treatment schedules. Dermatolog Surg 2008). Entrambi hanno mostrato uguale sicurezza (effetti collaterali correlati all’iniezione e auto risolti in poco tempo). In conclusione entrambi i prodotti sono efficaci a 9-18 mesi, con un solo touch up, ben tollerati e indicati per correzione del solco naso labiale di grado moderato.

Autore del contributo di commento:

 BELMONTESI MAGDA COMITATO Magda Belmontesi Membro del Comitato Scientifico Agorà

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO:

Dermatologic Surgery:

January 2017 - Volume 43 - Issue 1 - p 58–65

doi: 10.1097/DSS.0000000000000923

Original Article

 

An 18-Month Follow-up, Randomized Comparison of Effectiveness and Safety of Two Hyaluronic Acid Fillers for Treatment of Moderate Nasolabial Folds 

Rzany, Berthold MD, ScM; Bayerl, Christiane MD; Bodokh, Isaac MD; Boineau, Dominique MD; Dirschka, Thomas MD; Queille-Roussel, Catherine MD; Sebastian, Michael MD; Sommer, Boris MD; Edwartz, Carolina PhD; Podda, Maurizio MD.

BACKGROUND: Hyaluronic acid (HA) filler injection is a popular nonsurgical aesthetic procedure.

OBJECTIVE: To compare the effectiveness and safety of 2 hyaluronic acid fillers (HAEC and HARES) for treatment of moderate nasolabial folds (NLFs).

MATERIALS AND METHODS: This was an evaluator- and subject-blinded split-face study. HAEC or HARES was randomly assigned to the left or right NLF at baseline. Retreatment was performed after 9 months; follow-up extended to 18 months after baseline (9 months after retreatment). Effectiveness assessments included the Wrinkle Severity Rating Scale (WSRS) and subject preference. Safety assessments included adverse events (AEs) and local tolerability symptoms recorded by subjects during 3 weeks after treatment.

RESULTS: HAEC was noninferior to HARES measured as mean change from baseline in WSRS score at 6 months. Mean WSRS score change from baseline was similar between products up to 18 months. A majority of subjects (>70%) were still responders at 18 months (after retreatment at 9 months). The volume required at retreatment was approximately two-thirds of that at baseline. There was no difference in subject preference between products. Both fillers were well tolerated and associated with few treatment-related AEs.

CONCLUSION: HAEC and HARES were effective and well tolerated for treatment of moderate NLFs.

 

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lett

L'articolo comparso sulla risoluzione delle complicanze da embolizzazione della arteria oftalmica da iniezione di acido jaluronico ( pur essendo un evento raro nella letteratura riportata , ma sicuramente sotto stimata ) riporta dati molto interessanti circa una sperimentazione eseguita su ratti cui è stata creata sperimentalmente  una occlusione del'arteria oftalmica da acido jaluronico : Gli Autori propongono una infiltrazione intravenosa di un mix di jaluronidasi e urokinasi per ridurre le possibili complicanze da cecità irreversibile per ostruzione meccanica del flusso sanguigno dato dall'acido jaluronico iniettato , dimostrando come questo approccio possa comportare una elevata riperfusione vascolare con risoluzione del danno del fundus retinico , sottolineando però un secondo elemento fondamentale nell'approccio di questa grave complicanza che è apprestata della tempo entro il quale questa soluzione viene adottata: entro 30 minuti dalla occlusione si ha una completa riperfusione e risoluzione delle problematica; entro 60 minuti alte percentuali di risoluzione . Come conosciuto dalla pratica clinica reale la distanza che intercorre fra iniezione di acido jaluronico e uso di jaluronidasi è fondamentale per la risoluzione del  problema e degli eventuali danni , sapendo che dopo 24 ore le infiltrazioni sono inefficaci nella reversibilità del danno.

Autore del contributo di commento:

 CAVALLINI MAURIZIO COMITATO Maurizio Cavallini Membro del Comitato Scientifico Agorà

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO:

Plast Reconstr Surg.

2016 Dec;138(6):1221-1229.

 

Intravenous Hyaluronidase with Urokinase as Treatment for Rabbit Retinal Artery Hyaluronic Acid Embolism 

Chiang C1Zhou SChen CHo DSZhang HLiu K.

BACKGROUND: Although various salvage methods have been proposed to treat intraretinal artery hyaluronic acid embolism, their applications are still limited by various factors. The authors investigated the effectiveness of intravenous hyaluronidase with urokinase for resolving retinal artery hyaluronic acid embolism.

METHODS: The anatomy of rabbit ophthalmic and fundus arteries (retinal and choroid artery) was studied. Approximately 0.35 ml of hyaluronic acid was injected into the ophthalmic artery to create a retinal artery embolism model. The rabbits were grouped randomly (groups A, B, C, D, E, and F) and given hyaluronidase with urokinase intravenously at different postobstruction time points (10, 20, 30, 40, 50, and 60 minutes). Saline was given to the control group. Fundus vascular (retinal and choroid artery) reperfusion status and the effectiveness of the solution on the obstruction of each group were observed for 5 days.

RESULTS: The animal model closely imitated actual hyaluronic acid ophthalmic/retinal artery obstructions. Three vascular conditions were observed after hyaluronidase with urokinase injection: total, partial, and no reperfusion. Groups A, B, and C showed a significantly higher overall solution effectiveness rate (total/partial reperfusion) compared with the control group (p = 0.001, p = 0.001, and p = 0.005, respectively). Solution effectiveness in groups D, E, and F showed no difference compared with the control group (p = 0.628, p = 1.000, and p = 1.000, respectively). The effectiveness of the solution drops dramatically if given after 30 minutes of obstruction.

CONCLUSIONS: The authors' method can indeed help resolve retinal artery hyaluronic acid obstruction. Intravenous hyaluronidase with urokinase technique shows possible potential to become a standardized treatment protocol for intraretinal artery hyaluronic acid embolism with further clinical tests.

 

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lett

L’ideazione del lavoro in oggetto, parte da una pratica che viene definite “comune” tra I sanitari che praticano le specialità estetiche e, segnatamente, la conservazione di siringhe di acido ialuronico già adoperate per altri pazienti, al fine di un completamento di utilizzo delle stesse siringhe, con altri eventuali pazienti.

Ciò accade sia tra medici esperti che principianti. E’ facilmente ipotizzabile che i primi lo facciano per ottenere effetti variabili a secondo dell’area in cui lavorano, iniettando una quota di sostanza adatta alle loro esigenze e variando l’area in esame , mentre per i principianti, questo accade più facilmente per motivi di risparmio economico.

Vi sarebbe poi una terza categoria che lo scrivente non considera alla stregua degli altri sanitari già descritti e sono coloro che asserendo di iniettare una siringa intera, ne conservano artatamente una parte onde iniettarla ad altri e ottenere un risparmio nascosto. 

Ma, ripeto, questi, che sono adusi a pratiche a basso costo, in cui non si riesce davvero a capire copme facciano a coprire i costi, non vanno  neanche annoverati tra i sanitari che rispettano l’etica professionale.

I colleghi arabi che hanno stilato questo articolo, considerano una serie di siringhe, di due tra le maggiori marche in commercio, Restylane e Juvederm, tutte a base di acido ialuronico, lasciate volontariamente  aperte o forse protette in qualche modo dall’ago e dal suo cappuccetto.

Ogni siringa dopo l’uso, veniva riconfezionata nel  suo involucro originale e riposta con una etichetta indicante il nome della paziente. Le siringhe erano poi conservate con una durata media della conservazione di circa 72 mesi! Dopo tale periodo, ciò che rimaneva delle siringhe era posto in coltura al fine di identificare germi aerobi ed anaerobi, nonchè micobatteri. Al termine, non si svilupparono colture fungine né di Micobatteri né di anaerobi ma solo, in cinque siringhe, di batteri che normalmente soggiornano sull’epidermide. Dopo aver affermato che è sempre e comunque opportuno cambiare l’ago più volte, gli AA., concludono suggerendo che è preferibile terminare la singola siringa con il medesimo paziente.

Commento.  L’idea da cui nasce il lavoro in oggetto è senza dubbio affascinante e offre lo spunto per una verifica ancora più approfondita.

Difatti, allo scrivente sembra eccessivo il periodo di tempo in esame e di certo in Italia se le siringhe vengono conservate, questo accade solo per pochi giorni e non di più, speriamo…

Ora, è vero che se non compaiono sepsi a distanza di 72 mesi, non ne compariranno neanche a breve distanza ma non ne abbiamo la certezza scientifica. Inoltre, tutte le siringhe sono state conservate a temperatura ambiente e non in frigorifero e quindi non sappiamo se il freddo avrebbe potuto o meno inficiare lo sviluppo di colonie batteriche.

Ancora, i germi isolati in un esiguo campione , sono saprofiti della cute ma nel lavoro non vengono presi in esame gli aghi se non per il suggerimento di cambiarli; sarebbe stato più interessante esaminare batteriologicamente anche gli stessi aghi magari facendo aspirare con l’ago adoperato una soluzione sterile e poi messa in coltura. Questo avrebbe dato maggiori idee sulla possibilità che i germi fossero stati raccolti al momento dell’0iniezione.

Insomma un lavoro nato da una bella idea ma che con pochi accorgimenti in più, sarebbe stato ancora più valido.

Autore del contributo di commento:

 SITO REVIEWGiuseppe Sito Membro del Comitato Scientifico Agorà

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO:

Dermatol Surg. 2017 Jul;43(7):967-970.

doi: 10.1097/DSS.0000000000001091.

 

The Sterelity Of Partially Used Hyaluronic Acid Fillers After Long Storage

Al-Haddab M1, Abduljabbar A, Al-Somaily A.

BACKGROUND: Hyaluronic acid (HA) gel fillers represent most soft tissue augmentation procedures currently used, because they have lower rates of complications compared with other materials. Many patients do not consume an entire syringe of filler but may require a retouch or intermittent augmentation after some time. The remaining material is commonly stored in a specific environment for reuse by the same patient.

OBJECTIVE: There are an insufficient number of recommendations concerning the safety of storing and reusing dermal fillers in the literature because of the paucity of studies. The aim of this study was to investigate the potential infectious contamination associated with the storage of HA fillers after patient treatment.

METHODS: Hyaluronic acid from previously used syringes was stored at room temperature under sterile conditions for varying durations beginning from 2009. Later, the material was submitted for panculture, including gram-positive and gram-negative bacteria, mycobacteria, and fungi.

RESULTS: No fungal or mycobacterial agents were cultured from any of the samples. There were a few positive bacterial cultures, but they were predominantly contaminated with normal skin surface flora.

CONCLUSION: Although it is commonly practiced, the storage of HA fillers after initial patient injection carries a real but small risk of contamination.

 

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lett

La pubblicazione riporta  i risultati di uno studio anatomico multicentrico grazie al quale si sono identificati, con precisione, la posizione e il decorso delle arterie labiali superiori ed inferiori nelle labbra, al fine di rendere più sicure le procedure iniettabili in questa sede. Per la prima volta, grazie alla partecipazione di sei diversi dipartimenti di anatomia di diversi paesi, si è effettuato un ampio studio su 193 campioni anatomici di teste di soggetti Caucasici: una procedura standardizzata di dissezione delle labbra superiori e inferiori, ha previsto 3 incisioni verticali nel labbro superiore e 3 nell’inferiore  lunghe, ognuna 3 cm, e in tre sedi definite: sulla linea mediana e sulla paramediana destra e sinistra (1 cm mediali all’angolo della bocca rispettivamente destro e sinistro). Le incisioni hanno documentato 3 diverse localizzazioni delle arterie labiali rispetto al muscolo orbicolare: sottomucosa nella maggior parte dei casi,  intramuscolare e più di rado sottocutanea.  Si sono anche  identificate 2 arterie in contemporanea nello stesso labbro e in piani differenti (in ordine di frequenza: sottomucoso e sottocutaneo, sottomucoso e intramuscolare, intramuscolare e sottocutaneo).

I risultati presentati sono parziamente in linea con quelli riportati in lavori  precedenti (effettuati in pz Asiatici); infatti  in tutti i campioni  il decorso dell’arteria labiale superiore (ALS) è stato identificato a  livello del bordo del vermiglio ma non costantemente a 3 mm di profondità: si  sono dimostrate variabili sia la profondità dell’arteria che i suoi rapporti con il muscolo orbicolare. Soprattutto sulla linea mediana L’ALS può decorrere più superficiale e si  è dimostrato un cambio di piano lungo il decorso  nel 16% dei casi e due cambi  nel 13% dei casi.

Analogamente per l’ALI che decorre inferiormente al bordo del vermiglio, si sono precisati varianti di localizzazione e cambi di sede, tra i tre strati costitutivi del labbro, durante il decorso 1 volta (9% dei casi) o 2 volte (23% dei casi) con localizzazione più superficiale sulla linea mediana.

Si spiega l’origine embriogenetica di tutte queste varianti di distribuzione arteriosa.

In conclusione, il decorso delle arterie labiali nella maggior parte dei casi è sottomucoso; la variabilità di sede, numero di vasi e di cambio di piano è notevole; il fatto che le complicanze vascolari in questa sede siano decisamente rare rispetto al grande numero di trattamenti potrebbe essere in relazione con la ricca rete capillare delle labbra che renderebbe più “tollerabili” eventuali accidenti vascolari… il piano più sicuro per l’impianto di materiali è quello sottocutaneo delle zone paramediane delle labbra superiori ed inferiori mentre occorre particolare attenzione nell’iniettare nella linea mediana e nella zona dell’arco di Cupido.

COMMENTO

Il lavoro è stato molto utile in quanto ha precisato decorso e posizione delle arterie labiali rispetto al muscolo orbicolare. Nonostante la regione labiale non rappresenti un’area ad alto rischio vascolare da iniezione accidentale di filler, tuttavia occorre ricordare che non esistono aree a rischio zero, e tenuto conto della grande variabilità di distribuzione dei rami labiali dell’arteria facciale, anche in questa zona, al pari di tutte le altre del viso, le procedure iniettive devono essere attente e delicate.

Autore del contributo di commento:

 SOMMARIVA RAFFAELLA COMITATO Raffaella Sommariva Membro del Comitato Scientifico Agorà

 

ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO

Plast Reconstr Surg. 2017 May;

139(5):1075-1082.

doi: 10.1097/PRS.0000000000003244.

 

Distribution Pattern of the Superior and Inferior Labial Arteries: Impact for Safe Upper and Lower Lip Augmentation Procedures.

Cotofana S1, Pretterklieber B, Lucius R, Frank K, Haas M, Schenck TL, Gleiser C, Weyers I, Wedel T, Pretterklieber M.

 

BACKGROUND:

Understanding the precise position and course of the superior and inferior labial arteries within the upper lip and the lower lip is crucial for safe and complication-free applications of volumizing materials.

METHODS:

One hundred ninety-three anatomical head specimens (56.5 percent female cadavers) of Caucasian ethnicity were investigated in this large multicenter anatomical study. In total, six 3-cm-long vertical incisions were performed on each lip (midline and 1 cm medial to the angles of the mouth) to identify the position of the superior and inferior labial arteries in relation to the orbicularis oris muscle.

RESULTS:

Three different positions of the superior and inferior labial arteries were identified: submucosal (i.e., between the oral mucosa and the orbicularis oris muscle in 78.1 percent of the cases), intramuscular (i.e., between the superficial and deep layers of the orbicularis oris muscle in 17.5 percent of the cases), and subcutaneous (i.e., between the skin and the orbicularis oris muscle in 2.1 percent of the cases). The variability in changing the respective position along the labial course was 29 percent for the total upper and 32 percent for the total lower lip. The midline location was identified in both the upper and lower lips to be the most variable.

CONCLUSIONS:

Based on the results of this investigation, a safer location for the application of volumizing material is the subcutaneous plane in the paramedian location of both the upper lip and the lower lip. Care has to be taken when aiming to inject in the midline, as the artery can be identified more frequently in superficial positions.

 

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lett

L’articolo nasce da un’idea originale ma non certamente sviluppata fino in fondo per un eventuale uso clinico.

Gli AA. difatti, sostengono una differenza all’osservazione con una Risonanza magnetica, dei filler monofasici con i filler bifasici.

Questo, oltre ad un valore speculativo, non ha alcun valore clinico . I campionamenti, peraltro in numero difforme per le due diverse tipologie di filler adoperati, sono stati effettuati ponendo gli stessi filler in un apparecchio di risonanza, allo stato libero e così esaminati. E’ evidente, e lo sostengono gli AA. stessi, che questo tipo di esame che prescinde del tutto dalle modificazioni che sempre vi sono in ambiente umano, non può avere né riscontro né valore clinico anche in caso di complicanze e di esame medico legale. Inoltre, non vi è alcun cenno alle percentuali e agli agenti cross linkanti presenti in alcun filler mentre è ben noto che una certa e significativa quantità di complicanze, si verifica proprio per la presenza e la cattiva distribuzione degli agenti crosslinkanti.

Per concludere, studio molto interessamnte che potrebbe precludere ad uno studio simile ma sull’umano; allo stato rappresenta uno studio speculativo di scaRSA APPLICAZIONE NELLA PRATICA CLINICA.

Autore del contributo di commento:

 SITO REVIEWGiuseppe Sito Membro del Comitato Scientifico Agorà

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO:

Skin ResTechnol. 2017;00:1–4.

 

Ex Vivo Magnetic Resonance imaging using Hyaluronic Acid Fillers: Differences between Monophasic and Biphasic

Kim MJ, Moon W-J, Hur MS, et al.

BACKGROUND/PURPOSE: Hyaluronic acid (HA) is an anionic, non-sulfated glycosaminogly can distributed throughout the human skin and injectable HA fillers are the most commonly used in aesthetic field. This study aimed to determine if differences in physical characteristics of HA products (monophasic or biphasic fillers) affect the patterns of magnetic resonance imaging (MRI).

METHODS: Twenty biphasic fillers and nine monophasic fillers were obtained from a commercial source, and examined with a 3.0 Tesla MRI scanner. Visual assessments and measurements of signal intensity for region of interest (ROI) were performed. A non-parametric Wilcoxon rank sum test was used to compare the ROI values.

RESULTS:Visual assessments by a radiologist did not show significant differences between the two types of fillers. While the signal intensity between the two types of filler did not differ significantly for T1-weighted images, the signal intensity of the biphasic filler was lower than that of the monophasic filler for T2-weighted
images (P<.01).

CONCLUSION: Monophasic and biphasic HA fillers exhibited different MRI properties.
Our findings may provide better insights into the use of in vivo MRI to evaluate aesthetic, procedure-related complications.

 

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lett

La pubblicazione rappresenta la Prima Consensus Italiana sull’utilizzo di Acido Ialuronico Non Animale Stabilizzato (NASHA) come booster della qualità della cute. Il panel di esperti include dermatologi, chirurghi plastici, chirurghi estetici e medici estetici che hanno raggiunto una ampia consensus  con strong agreement superiore all’85% sull’ utilizzo del gel NASHA  ad azione booster come “ skin therapy” per la cura della texture e della qualità della pelle.

 Alla luce di dodici anni di utilizzo in real life e di dieci anni di studi clinici pubblicati il panel ha concordato sul protocollo iniziale  che prevede tre sedute una ogni mese ed una seduta di mantenimento a distanza di quattro-sei mesi    consentendo un miglioramento dei risultati clinici sino a dodici mesi.  . Il panel di esperti sottolinea la  validità dei  risultati  clinici che appaiono già visibili dopo la prima seduta e si amplificano con la seconda e terza seduta, indicando un reale miglioramento progressivo e consolidato degli effetti ottenuti .

Vengono quindi prese in analisi la selezione dei pazienti, le Indicazioni ed Effetti clinici , le Tecniche iniettive . Viene Indicata   basilare la tecnica iniettiva con impianto di microgocce di gel nel derma profondo- sub derma nell’impianto con ago con sistema “Smart Click”  , e nel sottocutaneo superficiale nell’impianto con microcannula a punta smussa.

Nelle  indicazioni  accanto a quelle consolidate per la cura e prevenzione dell’aging e photoaging cutaneo, in particolare i segni dei danni da elastosi del viso , le microrugosità, la lassità e perdita di tono , la cute secca e disidratata, vengono segnalate  nuove indicazioni emergenti quali le associazioni con laser frazionato non ablativo, IPL ,peeling e alcune indicazioni dermatologiche : cicatrici depresse da acne, secchezza e lichenificazione della cute in particolare di dorso mani e viso di pazienti con dermatite atopica in fase cronica , secchezza e atrofia cutanea in pazienti femminili in terapia con tamoxifene o corticosteroidi. In conclusione la consensus italiana in accordo con gli studi scientifici pubblicati concorda sul meccanismo d’azione alla base del trattamento con gel NASHA indicandone la capacità di stimolare la sintesi di collagene tipo I e pro-collagene in vivo con una stimolazione dei fibroblasti  mediante stretching meccanico  del derma reticolare .

Viene inoltre riportato il ruolo dell’aumento di collagene correlato con un aumento di fattori di crescita, ed il ruolo, recentemente indicato, degli adipociti presenti sia nel derma che nel tessuto adiposo.

Autore del contributo di commento:

 BELMONTESI MAGDA COMITATO Magda Belmontesi Membro del Comitato Scientifico Agorà

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO:

J Drugs Dermatol. 

2018 Jan 1;17(1):83-88.

 

Injectable Non-Animal Stabilized Hyaluronic Acid as a Skin Quality Booster: An Expert Panel Consensus

Belmontesi M, De Angelis F, Di Gregorio C, Iozzo I, Romagnoli M, Salti G, Clementoni MT.

 

Hyaluronic acid (HA) is used extensively in aesthetic medicine thanks to its documented role in skin rejuvenation.

The specific applications of HA-based products are not always fully acknowledged due to a lack of consistent recommendations. In this paper, the authors have summarized available published data on the range of applications of non-animal stabilized hyaluronic acid (NASHA®) gel skin boosters (NSBs) in several anatomical areas and types of patient, as well as their own recommendations. Overall, the panel agreed that a standard initial protocol treatment of up to 3 sessions, followed by a maintenance schedule, would allow patients to improve and then preserve skinquality over time.

Indeed, distinct effects are evident after the first session, but a progressive enhancement of skin texture is detectable for up to 12 months after repeat treatment at 4 to 6 month intervals.

Moreover, the authors agreed that the NASHA gel, reaching the dermis, is able to reestablish a greater degree of hydration and stimulate collagen that, in turn, restores the volume and density of the skin. Thus, a strong consensus was reached that NSB procedures are minimally invasive, safe, and effective, and designed to improve skin texture and maintain skin quality.

 

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lett

Il gruppo di autori cinesi ha studiato l’efficacia della ialuronidasi in diverse vie di somministrazione (intra-arteriosa vs sottocutanea) sulla degradazione di acido ialuronico in vitro, con la valutazione attraverso esame microscopico e analisi delle particelle. Per la valutazione in vivo è stato invece usato l’orecchio di coniglio: due gruppi di controllo hanno avuto la legatura arteriosa e l’embolizzazione arteriosa con acido ialuronico, i due gruppi attivi hanno anche ricevuto l’iniezione di ialuronidasi in diverse aree.

Si sono misurati i parametri laser doppler di perfusione a differenti momenti, e si sono eseguite delle biopsie in seconda giornata.

In vitro, praticamente tutto l’acido ialuronico è risultato degradato dopo 1 ora, mentre in vivo la migliore perfusione si è vista dopo iniezione sottocutanea di ialuronidasi. Istologicamente si è visto un grosso danno infiammatorio nel gruppo embolizzato, mentre una infiammazione di media entità nei gruppi attivi, trattati con ialuronidasi.

Alcune criticità riscontrabili in questo lavoro sono l’aver usato un solo tipo di acido ialuronico, cosiddetto bifasico, che risponde maggiormente alla ialuronidasi al confronto dei gel più coesivi, ed aver utilizzato dosaggi di ialuronidasi largamente in abbondanza nelle prove in vitro.

Le prove in vivo hanno confermato l’efficacia della ialuronidasi per via sottocutanea, il che rappresenta una buona notizia a fronte della oggettiva difficoltà a incannulare una arteria per iniettarvi un enzima che comunque ha una emivita in circolo di 5-10 minuti per la presenza nel siero delle anti-ialuronidasi.

Autore del contributo di commento:

 SALTI GIOVANNI COMITATO Giovanni Salti Membro del Comitato Scientifico Agorà

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO:

Dermatol Surg.
 2017 Feb;43(2):246-254.
doi: 10.1097/DSS.0000000000000955.

 

Comparison of Intra-arterial and Subcutaneous Testicular Hyalurinidase Inkjection Treatments and Vascular Complications of Hyaluronic Acid Filler

Wang M1, Li W, Zhang Y, Tian W, Wang H.

BACKGROUND:
Hyaluronidase is a key preventative treatment against vascular complications of hyaluronic acid (HA) filler injection, but the degradation profile of HA to hyaluronidase is limited, and the comparison between intra-arterial and subcutaneous injections of hyaluronidase has not been studied.

OBJECTIVE:
To evaluate HA degradation to hyaluronidase and compare different treatments between intra-arterial and subcutaneous testicular hyaluronidase injections.

MATERIALS AND METHODS:
The authors observed HA degradation to hyaluronidase in vitro via microscopic examination and particle analysis. Rabbit ears were used for the in vivo study. There were 2 control groups receiving ligation or HA-induced embolism in the arteries, respectively, and 2 intervention groups receiving hyaluronidase treatments in different regions. The laser Doppler blood perfusion monitoring measurements were made at defined time points, and biopsies were taken on Day 2.

RESULTS:
Nearly, all of the HAs degraded in vitro at the 1-hour time point. Subcutaneous hyaluronidase treatment showed better recovery of blood perfusion. Histology showed severe inflammation in the embolism group and mild inflammation in the intervention groups.

CONCLUSION:
A complete enzymatic degradation of HA filler to hyaluronidase needs a certain time, and subcutaneous hyaluronidase treatment may be the better option.

 

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lett

Con il trascorrere degli anni l’assottigliamento della cute e del grasso sottocutaneo della mano porta in evidenza le vene e i tendini estensori, rendendo l’aspetto del dorso della mano scarno e scheletrico.

Inizialmente per la correzione di questo inestetismo è stata utilizzata la tecnica di lipofilling, o reimpianto di grasso autologo, e successivamente si sono utilizzati il Collagene, l’Acido Ialuronico e l’Idrossiapatite di calcio.

In questo studio open-label, randomizzato, condotto in un unico centro privato, viene utilizzato un nuovo gel a piccole particelle di acido ialuronico (SPHA) per il trattamento dell’invecchiamento fotoindotto del dorso della mano.

Sono state reclutate 25 pazienti sane, in età compresa tra i 40 e i 70 anni, con un assottigliamento della cute del dorso della mano.

Le mani sono state valutate dall’investigatore e dal soggetto secondo la scala di valutazione Merz dell’invecchiamento della mano con valori compresi tra 0 e 4 dove 0 indica la totale assenza di perdita di tessuto sottocutaneo e 4 una perdita molto severa.

L’inoculazione intradermica di 1 ml di gel a base di SPHA in concentrazione di 20 mg/ml, con lidocaina allo 0,3%, è stata effettuata su una sola mano.

Secondo gli Autori i risultati evidenziano un miglioramento nella mano trattata di almeno un grado della scala di valutazione Merz nel 100% dei pazienti ad un mese dal trattamento e del 50% a sei mesi dal trattamento.

Il metodo viene dichiarato sicuro e non vengono evidenziati effetti collaterali e complicanze nonostante si deduca l’utilizzo di un ago per l’iniezione intradermica (con la cannula non è possibile iniettare a questo livello).

Gli Autori non descrivono la tecnica di iniezione, né il tipo di ago utilizzato.

I risultati dello studio sembrano essere promettenti ma non particolarmente significativi per il campione di pazienti non rilevante e per la scarsa durata del follow-up.

 

 

Autore del contributo di commento:

 PIERSINI PATRIZIA COMITATO Patrizia Piersini - Membro del Comitato Scientifico Agorà

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO:

Dermatol Surg.

2018 Jan;44(1):68-74.

doi: 10.1097/DSS.0000000000001251.

 

Small-Particle Hyaluronic Acid Gel Treatment of Photoaged Hands.

Wilkerson EC1Goldberg DJ1,2.

BACKGROUND:
Aging hands tend to lose subcutaneous volume resulting in prominence of the underlying vessels, tendons, and bone contributing to an aged appearance. Dermal fillers have been successfully used to improve the appearance of the aging dorsal hand.

OBJECTIVE:
The objective is to evaluate the safety and efficacy of a small-particle hyaluronic acid (SPHA) injectable gel for the treatment of photoaged volume loss of the hands.

MATERIALS AND METHODS:
This is an open-label, prospective, randomized, interventional, study. Twenty-five healthy female volunteer subjects aged 40 to 70 years with photoaged thinning of the hands received an injection of an SPHA gel to the dorsal aspect of 1 hand. Subjects were followed up for 6 months. The hands were evaluated at regular intervals according to a 5-point validated hand grading scale.

RESULTS:
The average hand grading scores demonstrated statistically significant improvement at all time points compared with baseline. Eighty-eight percent to 100% of subjects achieved improvement at 1 month after treatment, and 50% to 83% maintained at least 1 point improvement at 6 months. There were no adverse events reported.

CONCLUSION:
The investigated SPHA is a safe and effective method for improving the thinned and photoaged appearance of the hands

 

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Lo studio valuta il trattamento del solco naso genieno di grado da moderato a severo comparando due formulazioni di filler con acido ialuronico, una tecnologia OBT con lidocaina, l’altra tecnologia Wycross senza lidocaina.

Sono stati trattati 162 pazienti da un lato con un tipo di gel HA RDL  e dall’altro con gel HA JUP.

La valutazione effettuata a 24 settimane ha mostrato un miglioramento di 1.1   (0.75) e 1.1 (0.68) con HARDL e HA JUP, rispettivamente; i miglioramenti  sono evidenti sino a 48 settimane in entrambi i trattamenti.

Effetti collaterali riportati. In 43% dei soggetti, di cui 12% sono correlate al trattamento, con una distribuzione similare per entrambi i prodotti. I trattamenti hanno mostrato profili simili di efficacia e di  sicurezza.

Autore del contributo di commento:

 BELMONTESI MAGDA COMITATO Magda Belmontesi Membro del Comitato Scientifico Agorà

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO:

Dermatol Surg.

2018 Jun;44(6):833-840.

doi: 10.1097/DSS.0000000000001424.

 

Comparison of Hyaluronic Acid Gel With (HARDL) and Without Lidocaine (HAJUP) in the Treatment of Moderate-to-Severe Nasolabial Folds: A Randomized, Evaluator-Blinded Study 

Baumann L1Weiss RA2Grekin S3Narins R4Gold M5Donofrio L6Nogueira A7Shawcross H8Brown S8Mashburn JH7.

BACKGROUND:

Injectable fillers, such as those containing hyaluronic acid (HA), are increasingly used to smooth age-related facial creases and wrinkles.

 

OBJECTIVE:

To compare efficacy and safety of a HA gel with lidocaine formulated by XpresHAn Technology (HARDL) with a HA gel without lidocaine produced by Hylacross technology (HAJUP) in the treatment of moderate-to-severe nasolabial folds.

 

MATERIALS AND METHODS:

Subjects (n = 162) received initial and touch-up injections with HARDL and HAJUP on either side of the face. Investigator- and subject-assessed wrinkle severity was measured up to 48 weeks after final injection.

 

RESULTS:

Mean (SD) Wrinkle Severity Rating Scale was improved by 1.1 (0.75) and 1.1 (0.68) with HARDL and HAJUP, respectively, at 24 weeks; improvements were sustained up to Week 48 with both treatments. Noninferiority of HARDL was demonstrated (mean difference -0.09 [95% confidence interval: -0.18 to -0.01], p = .032) at 24 weeks. Adverse events were reported in 43% subjects, 12% were treatment related, with a similar distribution for both treatments.

 

CONCLUSION:

Effectiveness and safety profiles of HARDL and HAJUP were comparable.

 

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lett

L’articolo in oggetto presenta i risultati di uno studio multicentrico effettuato negli Stati Uniti, che analizza gli effetti di un acido ialuronico ad azione “skinbooster” per il trattamento delle rughe delle guance.

I 20 pazienti arruolati presentavano un grado lieve-moderato di elastosi cutanea e molti sono stati i criteri di esclusione: precedenti trattamenti, presenza di cicatrici, uso di retinoidi ed altro.

Tutti i pazienti sono stati sottoposti ad un unico trattamento con una fl di acido ialuronico 20 mg/ml su una guancia e iniezione di soluzione salina nella guancia controlaterale. I risultati sono stati quindi valutati a 7, 14, 28, 90 e 180 giorni con analisi clinica, sistema Vectra 3D e gradimento del paziente (solo 13 pazienti sono giunti al termine dello studio).

La conclusione evidenziata dagli autori è che un unico trattamento con skinbooster non è in grado di determinare un miglioramento significativo dell’elastosi cutanea. Gli autori sottolineano però come vari studi scientifici abbiano mostrato inequivocabilmente che più sedute di trattamento con skinbooster favoriscono il miglioramento dell’elastosi e della qualità cutanea.

A commento di questa pubblicazione possiamo dire che si può sicuramente concordare sul fatto che un’unica seduta di trattamento con questa tipologia di acidi ialuronici sia inadeguata per ottenere risultati apprezzabili, ma l’impiego di “skinbooster” per il miglioramento dell’elastosi cutanea rimane una metodica di sicura efficacia. Va ricordato infine che è fondamentale indirizzare il paziente in un “percorso” che richiede tempo, pazienza, vari trattamenti e un adeguato stile di vita.

 

 

Autore del contributo di commento:

Pier Paolo RovattiPiepaolo Rovatti Collaboratore della Società Scientifica Agorà

 

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO:

Dermatol Surg.

 2018 Jun;44(6):841-845.

doi: 10.1097/DSS.0000000000001460.

 

A Single Center, Prospective, Randomized, Sham-Controlled, Double-Blinded, Split-Face Trial Using Microinjections of Transparent Hyaluronic Acid Gel for Cheek Rejuvenation

Jones IT1Vanaman Wilson MJ2Bolton J3Zaleski-Larsen L4Wu DC5Goldman MP5.

BACKGROUND:

"Skin boosting" with injections of hyaluronic acid has been demonstrated to improve aged skin.

 

OBJECTIVE:

The aim of this study was to determine the efficacy and safety of small-particle hyaluronic acid with lidocaine (SP-HAL) microaliquots for the correction of fine lines of the cheeks.

 

MATERIALS AND METHODS:

Twenty subjects with mild to moderate static mid to lower cheek rhytides were enrolled. The right or left cheek was randomized to receive 1 mL of SP-HAL using a microdroplet technique, with the contralateral cheek treated with sham injection of sterile normal saline. The degree of cheek wrinkling and elastosis based on the Fitzpatrick-Goldman Wrinkle and Elastosis Scale was assessed at baseline and 7, 14, 30, 90, and 180 days after treatment. Subjects rated their satisfaction at days 90 and 180.

 

RESULTS:

Fourteen patients completed the study. There were no statistically significant improvements in wrinkling or elastosis of the SP-HAL-treated cheek or control cheek at any time point. In addition, there were no significant differences in wrinkling, elastosis, or patient satisfaction between the treatment cheek and control cheek.

 

CONCLUSION:

One treatment of intradermal microdroplet injections of SP-HAL to the mid to lower cheek failed to show superiority over normal saline in improving clinical signs of skin wrinkling and elastosis.

 

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lett

L’obiettivo dello studio è stato quello di comparare la sicurezza e la durata dell’effetto di due filler per le labbra, entrambi riassorbibili, a base  di acido ialuronico di origine non animale, con lidocaina, crosslinkati con BDDE, ma prodotti da due tecnologie differenti. Per lo studio, sono stati reclutati  60 soggetti con labbra da molto sottili a moderate (gradi da 0 a 2 secondo la LFGS- LIP FULLNESS GRADING SCALE) e divisi in due gruppi: un gruppo di 31 pazienti è stato trattato con Restylane Kysse (HA-RK, che al momento delle studio si chiamava Emervel Lips; 20mg/ml ), l’altro gruppo di 29 soggetti con Juvederm Volbella (HA-JV, 15mg/ml). I pazienti sono stati trattati al fine di ottenere un aumento  => 1 grado del volume delle labbra  in una scala di 5 punti (LFGS), usando al massimo 3 ml di prodotto (tra prodotto iniziale, touch up a 2 settimane e a 12 mesi). Sono state valutati la pienezza delle labbra, il miglioramento estetico del viso in toto (GAIS- GLOBAL AESTHETIC IMPROVEMENT SCALE), la soddisfazione del paziente e la sensazione di essere “più attraenti”  a 1 mese , a 6 e a 12 mesi. Entrambi I prodotti sono stati ben tollerati; non sono risultate differenze statistiche significative tra I due gruppi nei vari tempi circa le reazioni locali perlopiù lievi e moderate (con risoluzione in 14 giorni); le reazioni presenti ancora dopo 14 gg sono state intese come  eventi avversi, comunque mai seri.

CONCLUSIONE

Il lavoro ha dimostrato che I due tipi di acido ialuronico riempitivo pur prodotti  da due diverse tecnologie sono paragonabi  per facilità di utilizzo, effetti, durata , tollerabilità, alto tasso di miglioramento  della pienezza delle labbra, di miglioramento estetico generale del volto, di soddisfazione del soggetto. Unica sostanziale differenza rilevata è stata che, a parità di  tecnica iniettica e di cure post- trattamento, è stata necessaria una  dose inferiore di HA-RK (in media 1,54ml) rispetto a quella di HA-JV (in media 1,94) per ottenere lo stesso effetto ottimale.

COMMENTO

Con i due filler  sono state trattate giustamente le labbra in toto (superiori ed inferiori) in tutti i soggetti con dosi leggermente maggiori di acido ialuronico per il labbro inferiore, rispettando le proporzioni reciproche delle labbra. Il quantitative di acido ialuronico  già al primo impianto è stato in media maggiore  di 1 ml (1 fiale e mezza quasi due) fino ad un massimo di 3 ml (con il touch up a 2 settimane e il trattamento opzionale a 12 mesi): difficile valutare se la quantità di prodotto sia stata o no eccessiva. Sembrerebbe che l’unica differenza tra I due prodotti relativa alla differente tecnologia ( e forse anche alla concentrazione di acido ialuronico) sia legata alla quantità di prodotto necessaria per ottenere lo stesso risultato volumetrico.

Autore del contributo di commento:

 SOMMARIVA RAFFAELLA COMITATO Raffaella Sommariva Membro del Comitato Scientifico Agorà

 

ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO

Dermatol Surg.

 2018 Feb;44(2):261-269.

doi: 10.1097/DSS.0000000000001282.

 

Randomized, Evaluator-Blinded Study Comparing Safety and Effect of Two Hyaluronic Acid Gels for Lips Enhancement

Hilton S1Sattler G2Berg AK3Samuelson U4Wong C5.

 

 BACKGROUND:

Hyaluronic acid (HA) fillers may differ in terms of gel characteristics and ease of use and it is of interest whether this might affect safety and duration of effect.

OBJECTIVE:

To compare the long-term safety and effect of 2 HA fillers produced by 2 different technologies for lip enhancement.

MATERIALS AND METHODS:

Subjects with very thin to moderately thick lips were randomized and treated with HA-RK (N = 31) or HA-JV (N = 29) to improve lip fullness by ≥ 1 grade on a 5-point scale, using a maximum of 3 mL of product.

RESULTS:

A smaller volume of HA-RK compared with HA-JV was required to improve lip fullness by ≥ 1 grade (mean: 1.54 mL vs 1.94 mL, p < .001). Despite the smaller volume, lip fullness and global aesthetic improvement were comparably sustained in both groups. At 6 months, 60.0% versus 57.7% of subjects (HA-RK vs HA-JV) had improved lip fullness. At 12 months, 71.4% versus 76.0% had aesthetic improvement (blinded evaluations) and 85.7% versus 86.2% felt more attractive. Both products were well tolerated.

CONCLUSION:

Both products achieved durable improvement in lip fullness and aesthetic appearance. A significantly smaller amount of HA-RK was required compared with HA-JV to achieve optimal treatment effect.

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lettI filler a base di acido jaluronico hanno un background molto interessante e sono considerati prodotti sicuri in virtù del loro basso potere antigenico, della riassorbibilità e della jaluronidasi in grado di sciogliere gli impianti qualora sia necessario.

Come però spesso capita, anche in altri ambiti, con la crescita dell’utilizzo e degli utilizzatori crescono statisticamente in maniera direttamente proporzionale anche gli incidenti; le complicanze più gravi che possono insorgere a seguito di un’iniezioni di filler a base di acido jaluronico sono quelle conseguenti ad accidentale iniezione intravascolare; la casisitica presente e descritta in letteratura scientifica dimostra una percentuale di insorgenza molto bassa ma a volte le conseguenze possono essere molto gravi; questo spinge autori e ricercatori a livello internazionale a investire sforzi e tempo nell’approfondimento delle caratteristiche della sostanza, dei modi di utilizzo della jaluronidasi e anche nello studio approfondito dell’anatomia vascolare facciale.

 L’articolo presentato è dedicato proprio ad un interessante approfondimento su alcune peculiarità dell’anantomia vascolare facciale che non possono essere ignorate dal medico utilizzatore di filler. Dall’esperienza derivante dalla chirurgia plastica riguardo le fisiologiche anastomosi vascolari superficiali che aiutano nella creazione di lembi cutanei e la conoscenza dei distretti cutanei irrorati da specifiche arterie, gli autori introducono un concetto molto innovativo e di recente valutazione esponendo le implicazioni che questo ha nella patogenesi e nell’evoluzioni delle complicanze vascolari da filler a base di acido jaluornico. Gli “angiosomi funzionali”, le anastomosi “true & choke” sono diventate entità cliniche fondamentali nella comprensione della dinamica di queste complicanze. Qualora il significato di questi termini e strutture anatomiche vascolari fosse nuovo, la lettura di questo articolo aprirà al lettore un nuovo punto di vista davvero molto prezioso che avrà sicuramente delle ripercussioni future sull’utilizzo di questi prodotti e sulla gestione delle possibili complicanze.    

 

Autore del contributo di commento:

 marco papagni Marco Papagni Collaboratore  Agorà

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO:

2018 Jun;141(6):818e-830e.

doi: 10.1097/PRS.0000000000004287.

 

The Role of Anastomotic Vessels in Controlling Tissue Viability and Defining Tissue Necrosis with Special Reference to Complications following Injection of Hyaluronic Acid Fillers.

Ashton MW1Taylor GICorlett RJ.

BACKGROUND:

Most target areas for facial volumization procedures relate to the anatomical location of the facial or ophthalmic artery. Occasionally, inadvertent injection of hyaluronic acid filler into the arterial circulation occurs and, unrecognized, is irreparably associated with disastrous vascular complications. Of note, the site of complications, irrespective of the injection site, is similar, and falls into only five areas of the face, all within the functional angiosome of the facial or ophthalmic artery.

 

METHODS:

Retrospective and prospective studies were performed to assess the site and behavior of anastomotic vessels connecting the angiosomes of the face and their possible involvement in the pathogenesis of tissue necrosis. In vivo studies of pig and rabbit, and archival human total body and prospective selective lead oxide injections of the head and neck, were analyzed. Results were compared with documented patterns of necrosis following inadvertent hyaluronic acid intraarterial or intravenous injection.

RESULTS:

Studies showed that the location of true and choke anastomoses connecting the facial artery with neighboring angiosomes predicted the tissue at risk of necrosis following inadvertent intraarterial hyaluronic acid injection.

 

CONCLUSION:

Complications related to hyaluronic acid injections are intimately associated with (1) the anatomical distribution of true and choke anastomoses connecting the facial artery to neighboring ophthalmic and maxillary angiosomes where choke vessels define the boundary of necrosis of an involved artery but true anastomoses allow free passage to a remote site; or possibly (2) retrograde perfusion of hyaluronic acid into avalvular facial veins, especially in the periorbital region, and thereby the ophthalmic vein, cavernous sinus, and brain.

 

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lett

L’obiettivo dello studio è stato quello di individuare (in preparati anatomici di 72 pazienti asiatici) la distribuzione topografica e la profondità del decorso dell’ arteria infraorbitaria e dei suoi rami in prossimità del solco nasolabiale in modo da poter iniettare filler nel solco, diminuendo il rischio di complicanze vascolari.  L’arteria infraorbitaria, emersa dal forame infraorbitale, si è identificata decorrere sotto l’elevatore del labbro superiore per poi dividersi in tre branche: una palpebrale, presente nel 34,7 % casi; una nasale ed una labiale presenti in tutti i casi, nel grasso mediale profondo della guancia;  questi rami arteriosi si anastomizzano  con l’ arteria faciale nella regione nasolabiale e con l’ arteria oftalmica. Le  zone di di distribuzione delle branche della infraorbitaria, estese dalla palpebra inferiore alle regioni nasale laterale e del labbro superiore,  sono state numerate sui meridiani dell’orologio centrato sul forame infraorbitario  da I a XII in senso orario a destra e in senso antiorario a sinistra. L’arteria infraorbitaria più di frequente è stata osservata nelle zone V e VI (dal foro infraorbitario  verso il solco alare e il solco nasolabiale); la branca palpebrale è stata, con maggior frequenza, osservata nella zona I (parte mediale della palpebra inferiore); la branca nasale nella zona V (dal foro infraorbitario all’ala del naso) e la branca labiale nella zona VI (laterale alla precedente); la branca nasale si anastomizza con la faciale nella regione del solco nasolabiale accanto all’ala del naso nel 59.7%; la branca labiale si anastomizza con la faciale sotto e lateralmente al forame attraverso l’elevatore del labbro superiore o viaggia profondamente verso l’orbicolare; nel 19,4 % dei casi, l’arteria faciale ipoplasica è sostituita dall’arteria  infraorbitaria che appare piu spessa e con una distribuzione piu ampia all’ emivolto. Sono stati evedenziati i rapporti con il nervo infraorbitario: i vasi sono superficali rispetto al nervo nel 72,2 % dei casi.

In conclusione, per evitare danni all’arteria infraorbitaria con necrosi cutanea gli autori consigliano di iniettare il filler  nella parte del solco nasolabiale, accanto all’ala del naso (zone V e VI), in profondità, dopo aver toccato il periostio con la punta dell’ago o della microcannula.

COMMENTO

Gli studi anatomici sul decorso e la distribuzione vascolare delle zone sottoposte ad impianto di filler sono indispensabili per iniettare riducendo il rischio di complicanze vascolari. In studi precedenti  si è sempre considerata l’arteria faciale quale vaso principale da evitare nel trattamento del solco nasolabiale; occorre invece anche ricordare di non iniettare superficialmente nella zona del solco laterale all’ala del naso (area di 1-5 mm) per non danneggiare  l’ arteria infraorbitaria. Forse è bene anche ricordare che, in generale, non è indispensabile  iniettare in questa sede per migliorare l’aspetto del volto.

Autore del contributo di commento:

 SOMMARIVA RAFFAELLA COMITATO Raffaella Sommariva Membro del Comitato Scientifico Agorà

 

ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO

Plast Reconstr Surg.

2018 Sep;142(3):273e-280e.

doi: 10.1097/PRS.0000000000004704.

 

Topographic Anatomy of the InfraorbitalTopographic Anatomy of the InfraorbitalArtery and Its Clinical Implications forNasolabial Fold Augmentation

Kim HS1Lee KLGil YCHu KSTansatit TKim HJ.

 

 

BACKGROUND: Understanding the topography of the blood vessels distributed around the nasolabial fold region is essential for ensuring the safety of dermal filler injections into the nasolabial fold. The purpose of this study was to provide anatomical information on the infraorbitalartery distribution and its relationship with the facial artery for use in clinical procedures involving filler injection during nasolabial foldaugmentation.

 

METHODS: The infraorbital artery was investigated in the nasolabial fold region divided into zones I to XII based on clock-hour meridians centered on the infraorbital foramen. The running layers of the infraorbital artery and infraorbital nerve were also compared in the infraorbitalforamen. Changes in the infraorbital artery were observed according to vascular dominance of the facial artery.

 

RESULTS: The infraorbital artery was divided into three main branches, palpebral, nasal, and labial infraorbital artery branches in 34.7, 100, and 100 percent of the specimens, respectively; with these branches of palpebral, nasal, and labial infraorbital artery observed most commonly in zones I, V, and VI, respectively. Analysis of the bilateral facial artery topography revealed that its vascular dominance was observed in 19.4 percent. The infraorbital artery was thicker and had a wider distribution on the nondominant side of the facial artery, whereas the nasal infraorbital nerve anastomosed with the facial artery in the lateral nasal region in 57.1 percent.

 

CONCLUSION: Investigating and verifying the vascular structure regarding its interactions with the facial artery and infraorbital artery will provide critical information to physicians performing facial surgery and cosmetic procedures.

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AGGIORNAMENTI DI LETTERATURA SCIENTIFICA INTERNAZIONALE

TRATTAMENTO DELLA MALFORMAZIONE CAPILLARE FACCIALE PRECEDENTEMENTE TRATTATA: RISULTATI DELL'ANALISI TRIDIMENSIONALE OBIETTIVO SINGOLO A LIVELLO TRIDIMENSIONALE DELL'EFFICACIA DI LASER A 532 NM A GRANDE SPOT

in LASER
Gli autori dell’articolo hanno analizzato i risultati del trattamento Laser 532 nm , lunghezza d’onda con maggior picco di assorbimento da parte del tessuto ematico, su Malformazioni Capillari Superficiali spesso trattate in fase iniziale con Dye Laser 595 nm. Da molti anni conosciamo i limiti del trattamento vascolare laser su lesioni vascolari superficiali della lunghezza d’onda 595 nm data… Approfondisci

LASER ABLATIVO CO2 A IMPULSI DI CELLULE BASALI SUPERFICIALI DI ARTI E TRONCO: UNO STUDIO CLINICO RANDOMIZZATO COMPARATIVO CON CRIOTERAPIA E ABLAZIONE CHIRURGICA

in LASER
Obiettivo dello studio è stato di mettere a confronto per la terapia del carcinoma basocellulare superficiale (sBCC) tre metodiche terapeutiche, laser CO2 pulsato, crioterapia, e chirurgia a lama fredda, per verificarne efficacia, sicurezza, tempi di guarigione, estetica susseguente, soddisfazione dei pazienti e rapporto costi/benefici. Sono stati trattati 240 pz con lesioni sia sul tronco sia… Approfondisci

ANATOMIA TOPOGRAFICA DELL’ARTERIA INFRAORBITARIA E SUE IMPLICAZIONI CLINICHE PER IL TRATTAMENTO CON FILLER DEL SOLCO NASOLABIALE

L’obiettivo dello studio è stato quello di individuare (in preparati anatomici di 72 pazienti asiatici) la distribuzione topografica e la profondità del decorso dell’ arteria infraorbitaria e dei suoi rami in prossimità del solco nasolabiale in modo da poter iniettare filler nel solco, diminuendo il rischio di complicanze vascolari. L’arteria infraorbitaria, emersa dal forame infraorbitale, si è… Approfondisci

IL RUOLO DEI VASI ANASTOMOTICI NEL CONTROLLO VIABILITÀ DEL TESSUTO E DEFINIZIONE DELLA NECROSI TISSUTALE CON PARTICOLAR RIFERIMENTO ALLE COMPLICAZIONI DOPO L'INIEZIONE DI FILLER DI ACIDO IALURONICO

I filler a base di acido jaluronico hanno un background molto interessante e sono considerati prodotti sicuri in virtù del loro basso potere antigenico, della riassorbibilità e della jaluronidasi in grado di sciogliere gli impianti qualora sia necessario. Come però spesso capita, anche in altri ambiti, con la crescita dell’utilizzo e degli utilizzatori crescono statisticamente in maniera… Approfondisci

STUDIO COMPARATIVO,RANDOMIZZATO CON VALUTAZIONE IN CIECO SULLA SICUREZZA E SULL'EFFETTO DI DUE GEL DI ACIDO IALURONICO PER IL MIGLIORAMENTO DELLE LABBRA

L’obiettivo dello studio è stato quello di comparare la sicurezza e la durata dell’effetto di due filler per le labbra, entrambi riassorbibili, a base di acido ialuronico di origine non animale, con lidocaina, crosslinkati con BDDE, ma prodotti da due tecnologie differenti. Per lo studio, sono stati reclutati 60 soggetti con labbra da molto sottili a moderate (gradi da 0 a 2 secondo la LFGS- LIP… Approfondisci

UNO STUDIO MONOCENTRICO, PROSPETTICO, RANDOMIZZATO IN DOPPIO CIECO E SPLIT-FACE CON MICROINIEZIONI DI GEL DI ACIDO IALURONICO TRASPARENTE PER RINGIOVANIMENTO DELLE GUANCE

L’articolo in oggetto presenta i risultati di uno studio multicentrico effettuato negli Stati Uniti, che analizza gli effetti di un acido ialuronico ad azione “skinbooster” per il trattamento delle rughe delle guance. I 20 pazienti arruolati presentavano un grado lieve-moderato di elastosi cutanea e molti sono stati i criteri di esclusione: precedenti trattamenti, presenza di cicatrici, uso di… Approfondisci

UTILITÀ DI UN SISTEMA DI DIAGNOSTICA SUPERFICIALE AD ULTRASUONI AD ALTA RISOLUZIONE PER VALUTARE LO SPESSORE CUTANEO: UNO STUDIO TRASVERSALE

La diagnostica per immagini non invasiva a livello cutaneo sta assistendo ad un momento di forte espansione. Sono presenti ad oggi diversi sistemi di imaging tra cui la dermatoscopia, la microscopia confocale, la tomografia ottica e adesso anche gli ultrasuoni ad alta frequenza. Ogni sistema è gravato da limiti di penetrazione attraverso gli strati della cute; alcuni si limitano alla diagnostica… Approfondisci

NUOVO SISTEMA OTTICO STEREOSCOPICO PER LA MISURAZIONE OGGETTIVA DEL VOLUME DELLA CICATRICE ATTRAVERSO LA SUPERFICIE. QUANTIFICAZIONE - PER LA PRIMA VOLTA - DELLA RISPOSTA A DIFFERENTI MODALITÀ DI TRATTAMENTO.

Questo interessante lavoro del 2017 svolto da una ristretta equipe dell’Università di Medicina di Tel Aviv in collaborazione con il Dipartimento di Dermatologia ospedaliera pone l’attenzione sul problema della cicatrizzazione anomala che affligge, secondo stime internazionali, circa 15 milioni di pazienti ogni anno con risvolti non solo estetici ma anche e soprattutto fisici e psicologici. Si… Approfondisci

GLI EFFETTI DEI CORTICOSTEROIDI INTRALESIONALI POSTOPERATORI NELLA PREVENZIONE DEI CHELOIDI RICORRENTI NEL LOBO DELL'ORECCHIO: UNA REVISIONE RETROSPETTIVA MULTI-SPECIALE

L’articolo riporta la difficoltà di effettuare un trattamento efficace dei cheloidi perché il tasso di recidiva dopo l'escissione chirurgica è alto. L'iniezione di corticosteroidi intralesionali dopo l'escissione chirurgica di cheloidi dell'orecchio riduce statisticamente il rischio di recidiva. Commento: In effetti, recenti studi dimostrano che il tessuto cicatriziale dei cheloidi presenta un… Approfondisci

APPROCCIO MULTIMODALE PER IL TRATTAMENTO DELLE RUGHE ORIZZONTALI DEL COLLO CON IMPIEGO DI ULTRASUONI CON INTENSITA' CONCENTRATA. ACIDO IALURONICO A MATRICE POLIDENSIFICATA COESIA E INCOBOTULINUMTOXINA

L’articolo Multimodal Approach for Treating Horizontal Neck Wrinkles Using Intensity Focused Ultrasound, Cohesive Polydensified Matrix Hyaluronic Acid, and IncobotulinumtoxinA presentato da Autori Koreani riporta un trial sperimentale con lo scopo di valutare l’efficacia e la sicurezza di un approccio multimodale in singolo trattamento per il miglioramento delle rughe del collo. Svariati fattori… Approfondisci

EFFICACIA DELL'AVANZAMENTO DELL'ELEVATORE PER VIA ESTERMA VS LA RESEZIONE DELLA CONGIUNTIVA E DEL MUSCOLO DI MULLER NELLA RIPARAZIONE DELLA BLEFAROPTOSI LEGATA ALL'APONEUROSI: UNA SPERIMENTAZIONE CLINICA RANDOMIZZATA

L’articolo External Levator Advancement versus Müller Muscle–Conjunctival Resection for Aponeurotic Blepharoptosis: A Randomized Clinical Trial presentato da Autori Tailandesi, sottopone alla nostra attenzione un lavoro sperimentale realizzato al fine di comparare l’efficacia dell’avanzamento dell’elevatore per via esterna e la resezione della congiuntiva e del muscolo di Müller nella… Approfondisci

GLI AGHI DI CALIBRO RIDOTTO DIMINUISCONO IL DOLORE ASSOCIATO ALL'INIEZIONE DI ANESTETICI LOCALI USANDO UNA TECNICA DI INSERIMENTO MINIMO DELL'AGO

Finer Needles Reduce Pain Associated With Injection of Local Anesthetic Using a Minimal Insertion Injection Technique, presentato da Autori Americani affiliati a DermSurgery Associates e alllo Houston Methodist Hospital (Texas) rinomati nella comunità scientifica internazionale presenta un lavoro sperimentale finalizzato alla comparazione del livello di dolore percepito durante l’iniezione di… Approfondisci

VALUTAZIONE DEL PLASMA RICCO DI PIASTRINE PER L'ESTETICA FACCIALE E PER L'ALOPECIA: UNA REVISIONE CRITICA DELLA LETTERATURA

in PRP
Gli autori hanno effettuato una ricerca bibliografica sugli articoli indicizzati relativi all’uso del PRP (Plasma Ricco in Piastrine) nel trattamento dell’invecchiamento cutaneo, delle cicatrici da acne e dell’alopecia androgenetica. Si è rilevato che, nonostante tutti confermino dei risultati clinici, non esiste una codificazione nella preparazione e nell’uso del PRP. Questo conferma la… Approfondisci

STUDIO COMPARATO NEL TRATTAMENTO DEL SOLCO NASO GENIENO DA MODERATO A SEVERO CON GEL DI ACIDO IALURONICO CON (HA RDL) E SENZA LIDOCAINA (HA JUP). STUDIO RANDOMIZATO IN CIECO

Lo studio valuta il trattamento del solco naso genieno di grado da moderato a severo comparando due formulazioni di filler con acido ialuronico, una tecnologia OBT con lidocaina, l’altra tecnologia Wycross senza lidocaina. Sono stati trattati 162 pazienti da un lato con un tipo di gel HA RDL e dall’altro con gel HA JUP. La valutazione effettuata a 24 settimane ha mostrato un miglioramento di 1.1… Approfondisci

TRATTAMENTO ORALE CON ACIDO TRANEXAMICO. REVISIONE DI LETTERATURA

Lo studio riporta una revisione della letteratura scientifica sull’utilizzo dell’acido Tranexamico (TXA) per via sistemica nel trattamento del melasma in pazienti asiatici. Il melasma risulta infatti una patologia di difficile trattamento e risoluzione con una incidenza marcata sulla popolazione mondiale e con eziopatogenesi multifattoriale ed in parte non del tutto nota. La pubblicazione riporta… Approfondisci

LA CREAZIONE DI UN LEMBO ADIPOSO ESPANSO PREFABBRICATO, UTILIZZANDO UN ESPANSORE DI UNA VOLUME ESTERNO

Questo studio sperimentale nasce dall’idea di poter colmare perdite di sostanza del corpo umano conseguenti a exeresi per neoplasia, usando tessuto adiposo precedentemente espanso per 12 settimane utilizzando un espansore esterno, tipo BRAVA. La costruzione di un lembo di tessuto adiposo è un processo di ingegneria tissutale, dinamico e molto complesso. Nella fase iniziale della rigenerazione del… Approfondisci

L'AUMENTO DELLA BOLLA DI BICHAT PER IL RINGIOVANIMENTO FACCIALE

Alcuni pazienti presentano una buona prominenza dell’osso zigomatico accompagnata da atrofia della bolla adiposa di Bichat. Ne risulta un volto scavato con evidenti stigmate di senescenza. Aumentando la bolla adiposa di Bichat, otteniamo una più equilibrata distribuzione dei volumi facciali. La tecnica chirurgica consiste nell’aspirare con una siringa dall’addome o dalla faccia interna delle… Approfondisci

A-101, SOLUZIONE DI PEROSSIDO DI IDROGENO AD ALTA CONCENTRAZIONE IN UNA FORMULAZIONE “DI PROPRIETÀ”: STUDIO RANDOMIZZATO, DOPPIO CIECO, VEICOLO-CONTROLLO IN GRUPPI PARALLELI PER VALUTARE IL PROFILO DOSE-RISPOSTA IN UN GRUPPO DI STUDIO CON CHERATOSI SEBORR

Lo studio, sviluppato da un gruppo di ricerca statunitense sotto l’egida della società proprietaria del marchio, è stato condotto al fine di dimostrare l’efficacia e il profilo di tollerabilità di una formulazione topica ad alta concentrazione di perossido di idrogeno per il trattamento delle cheratosi seborroiche del volto. Si tratta di uno studio di Fase 2 che eredita la linea di condotta già… Approfondisci

RISULTATI CLINICI SULLA RADIOFREQUENZA ABLATIVA PER VENE VARICOSE UNILATERALI E BILATERALI

La radiofrequenza ( RF) è una tecnica di occlusione della VGS ( Grande Safena ) ; l’ ultima versione è la cosiddetta VNUS-FAST ( 120 gradi; catetere 7F; retrazione “ step by step” ). La RF si utilizza allo scopo di sopprimere un reflusso di una VGS non più recuperabile, ed è una alternativa allo stripping corto ed al laser ( EVLT). Vanno analizzati per effettuare la RF i seguenti punti: Studio… Approfondisci

TRATTAMENTO DEL FOTOINVECCHIAMENTO DELLE MANI CON GEL DI ACIDO IALURONICO A PICCOLE PARTICELLE

Con il trascorrere degli anni l’assottigliamento della cute e del grasso sottocutaneo della mano porta in evidenza le vene e i tendini estensori, rendendo l’aspetto del dorso della mano scarno e scheletrico. Inizialmente per la correzione di questo inestetismo è stata utilizzata la tecnica di lipofilling, o reimpianto di grasso autologo, e successivamente si sono utilizzati il Collagene, l’Acido… Approfondisci

L'IMPATTO DELLA TOSSINA BOTULINICA SULL'ALTEZZA E SULLA MORFOLOGIA DEL SOPRACCIGLIO: UNA VALUTAZIONE CONTROLLATA RANDOMIZZATA

Il lifting del sopracciglio effettuato con tossina botulinica di tipo A richiede un notevole numero di valutazioni riguardo la personale dinamica muscolare di una “macro-area estetica” che comprende la glabella, la fronte e la regione perioculare laterale. Vanno correttamente individuati e analizzati i muscoli coinvolti in quella “bilancia” muscolare la cui risultante delle forze di contrazione… Approfondisci

MICRONEEDLING: UNA REVIEW E UNA GUIDA PRATICA

Il microneedling, è una tecnica relativamente recente che induce una sintesi endogena di collagene e che trova numerose applicazioni in dermatologia e medicina estetica. Questo articolo sottolinea le basi scientifiche di questa promettente procedura e, dopo una dettagliata spiegazione dei meccanismi biologici d’azione, presenta un protocollo illustrato in tutti i passaggi per consentirne una… Approfondisci

LA FOTOGRAFIA IN CHIRURGIA DERMATOLOGICA: INDIVIDUAZIONE DI UNA CORRETTA LUCE PER UNA PARTICOLARE APPLICAZIONE CLINICA

L’articolo in oggetto esamina il tipo di illuminazione che dovrebbe essere utilizzato in chirurgia dermatologica. Vengono prese in considerazione tre categorie principali di sistemi illuminanti: illuminazione ambientale, illuminazione on camera, illuminazione off camera. Nonostante l’American Telemedicine Association abbia suggerito provvisoriamente il tipo di illuminante, l’obiettivo della… Approfondisci

LA MISURAZIONE DELLE LESIONI CUTANEE: LE TENDENZE NELLA PRATICA CLINICA

Il gruppo statunitense, mente alla base di questo articolo e forte dell’assenza pressochè totale di studi simili nello stesso campo, ha voluto porre l’attenzione su quando, e soprattutto quanto, sia giusto introdurre nella pratica clinica corrente, in questo specifico caso in campo dermatologico e dermo-chirurgico, il concetto di “misurazione delle lesioni cutanee”. Conoscere con esattezza le… Approfondisci

STUDIO PILOTA DI ESAMINAZIONE DELLA SICUREZZA E DELL'EFFICACIA DEL FILLER A BASE DI IDROSSIPATITE DI SODIO CON LIDOCAINA INTEGRALE CON UN PERIODO SUPERIORE AI 12 MESI PER CORREGGERE IL VOLUME DELLA FOSSA TEMPORALE

Il Trattamento della fossa temporale per migliorare il profilo del volto sostegno alla coda del sopracciglio è una tecnica oramai praticata da diversi anni. Due sono le tecniche che si utilizzano: -l’iniezione nel sottocute-derma profondo eseguita con cannula (che però se non si esegue una omogenea e corretta distribuzione del prodotto rischia di lasciare degli avvallamenti) -oppure l’iniezione… Approfondisci

CaHA FILLER PER IL TRATTAMENTO DELLA PERDITA DEL VOLUME DEL DORSO DELLE MANI: RISULTATI DA UNO STUDIO MULTICENTRICO,RANDOMIZZATO DOPPIO CIECO A DODICI MESI

Le mani sono spesso “indicatori” dell’età a causa dei processi di invecchiamento a cui vanno incontro, che comportano atrofia tessutale, disidratazione, con conseguente evidenziazione di vasi e tendini. Nell’articolo viene presentato uno studio multicentrico, randomizzato eseguito negli Stati Uniti, che evidenzia come l’impianto di Calcioidrossiapatite (CaHA) nella mani consenta di ottenere… Approfondisci

NODULI DA FILLER: INFIAMMATORI O DI NATURA INFETTIVA? UNA REVISIONE A PROPOSITO DEI BIOFILM E DELLE LORO IMPLICAZIONI NELLA PRATICA CLINICA

Il numero crescente di procedure di carattere iniettivo cosiddette mini-invasive (attorno a 3 milioni di iniezioni di dermal fillers secondo le statistiche USA del 2015) ha portato ad un conseguente incremento di complicanze post-procedurali. Gli autori dell’articolo hanno voluto puntare l’attenzione principalmente sulle complicanze da filler di tipo ritardato revisionando la letteratura più… Approfondisci

PENETRAZIONE INTRACRANIALE DURANTE LE INIEZIONI DI FILLER NEL TESSUTO MOLLE DELLA ZONA TEMPORALE: E' POSSIBILE?

Nelle procedure di ridefinizione dei volumi e della armonizzazione del viso l’area temporale rappresenta una opzione di trattamento ,laddove esiste una depressione e scavatura della zona temporale . Normalmente per colmare tale depressione si utilizzano filler cross linkati volumizzanti che vengono iniettati con precisi punti di repere che sono individuati normalmente a 1 cm superiormente alla… Approfondisci

LA SOPPRESSIONE PHD-2 IN CELLULE STROMALI MESENCHIMALI MIGLIORA LA GUARIGIONE DELLA FERITA

Il ripristino del flusso sanguigno nei tessuti ischemici è un passo fondamentale nella riparazione delle ferite. L'angiogenesi è regolata dal fattore inducibile dall’ipossia (HIF) appartenente ad una superfamiglia costituita da fattori di trascrizione destinati, in assenza d’ipossia, alla degradazione da parte della prolin idrossilasi (PHD)-2. Questo processo si verifica solo in condizioni… Approfondisci

IALURONIDASI TESTICOLARE PER VIA INTRARTERIOSA O SOTTOCUTANEA NELE COMPLICANZE VASCOLARI DA ACIDO IALURONICO

Il gruppo di autori cinesi ha studiato l’efficacia della ialuronidasi in diverse vie di somministrazione (intra-arteriosa vs sottocutanea) sulla degradazione di acido ialuronico in vitro, con la valutazione attraverso esame microscopico e analisi delle particelle. Per la valutazione in vivo è stato invece usato l’orecchio di coniglio: due gruppi di controllo hanno avuto la legatura arteriosa e… Approfondisci

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