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L’articolo del dottor Hong prende in considerazione la sua grande esperienza nel correggere il profilo delle persone di razza asiatica mediante una semplice procedura di medicina estetica.

Considerando la Profiloplastica e partendo dall’evidenza che la bellezza asiatica necessita un incremento, a causa del loro naso, successivamente ad una modificazione della loro fronte.

L’autore propone l’uso del filler a base di PCL in combinazione con il trattamento BTA considerando che nel mercato l’uso di filler a base di HA con scarsi risultati duraturi, di fatto questo prodotto mostra fantastici risultati prendendo in considerazione l’effetto volumizzante, stabilità per lunghi periodi durevoli con maggiori complicazioni.

Autore del contributo di commento:

 PIOVANO LUCA COMITATO Luca Piovano Membro del Comitato Scientifico Agorà

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO:

Dermatologic Surgery:

November 2016 - Volume 42 - Issue 11 - p 1256–1260

doi: 10.1097/DSS.0000000000000913

Original Article

 

Safety and Long-Term Efficacy of Forehead Contouring With a Polycaprolactone-Based Dermal Filler

Bae, Byunggi MD; Lee, Gyuyub MD; OH, Sewoong MD; Hong, Kyungkook MD, PhD

BACKGROUND: Recently, a biostimulatory dermal filler based on polycaprolactone (PCL) microspheres was introduced. To our knowledge, no report has examined the safety and efficacy of PCL-based dermal fillers in forehead augmentation.

OBJECTIVE: To evaluate the safety and efficacy of forehead augmentation using a PCL-based dermal filler.

MATERIALS AND METHODS: The study population consisted of 58 patients (57 women, 98%; 1 man, 2%), aged 20 to 65 years, undergoing forehead augmentation using a PCL-based dermal filler between October 2013 and October 2015 at our clinic. The physicians used the Global Aesthetic Improvement Scale (GAIS) to evaluate its efficacy 1, 3, 6, 12, and 24 months postoperatively.

RESULTS: The mean GAIS score at 1, 3, 6, 12, and 24 months was 2.14 ± 0.95, 2.38 ± 0.77, 2.50 ± 0.76, 2.45 ± 0.52, and 2.33 ± 0.50, respectively. The scores increased markedly from 1 to 3 months and were maintained at 24 months.

CONCLUSION: A PCL-based dermal filler is a good option for soft tissue augmentation of the forehead, as it is safe and has long-lasting favorable cosmetic efficacy.

 

 A seguito riportiamo l'approfondimento della revisione con l'articolo originale (accessibile solo agli Associati Agorà)
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Con la diffusione di innumerevoli riempitivi dalle svariate caratteristiche, molto spesso non si riesce ad identificare il filler utilizzato in un paziente, in quanto è diffusa l’abitudine di non dare tracciabilità dello stesso, e le informazioni sulla storia delle iniezioni può essere difficile da ottenere, inoltre non v'è un numero crescente di segnalazioni sulle complicanze con questi agenti per una diffusa ritrosia da parte del medico di segnalare l’evento alle Autorità competenti.    In questo studio, è stata utilizzata con successo la tecnica ecografica per rilevare e identificare comuni tipi di riempitivi con finalità estetica ed è diventata la prima modalità di indagine per identificare questi componenti esogeni.

Questo studio, ha voluto mettere in evidenza le caratteristiche ecografiche che caratterizzano l’introduzione, di acido ialuronico sia puro, sia con aggiunta di lidocaina, sia di molecole di acido ialuronico ad alta densità, inoltre di poliacrilammide, di silicone puro, di olio di silicone, di polimetilmetacrilato, e di idrossiapatite di calcio.

L'ecografia è stata condotta mediante utilizzo di un’apparecchiatura E9 LOGIQ 4-7 A multicanale ad ultrasuoni con sonde ad alta frequenza variabile (GE Healthcare, Milwaukee, WI), utilizzando sonde lineari comprese tra 8 a 18 e 5 a 16 MHz, rispettivamente.

Ad oggi, l’ecografia ad alta frequenza, viene considerata la modalità di indagine di prima scelta per la valutazione della tipologia di filler utilizzato, del loro posizionamento, del coinvolgimento dei tessuti limitrofi e della tipologia dell’eventuale danno arrecato.   Essa fornisce un supporto affidabile per la rilevazione, l'identificazione e la valutazione della vasta gamma dei filler comunemente utilizzati.

Questa modalità di valutazione può essere utile anche per determinare la presenza di depositi di altri filler inseriti precedentemente e che possono essere coinvolti nel generare reattività e complicanze successive, laddove si volesse procedere a nuovi inserimenti.   L'introduzione di filler può allora essere effettuata con procedura eco guidata, per valutare opportunamente l’area da trattare, ed evitare di incorrere in danni al paziente.   Infine l’ecografia può essere utilizzata per valutare la durata dei trattamenti effettuati con le varie tipologie di filler.   Si deve anche considerare l’approccio più agevole di questa metodica, rispetto all’indagine effettuata mediante prelievo bioptico, proprio per la non sempre facile procedura di prelievo, data dalla localizzazione nell’ipoderma profondo, o sul periostio.    Infine, l'uso dell’ecografia può essere di fondamentale importanza nella diagnosi di complicanze derivanti dalla iniezione di filler che talvolta può simulare patologie dermatologiche.

Autore del contributo di commento:

 massirone Alberto Massirone - Presidente Agorà

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO:

J Ultrasound Med. 2015 Jul;
34(7):1163-72. doi: 10.7863/ultra.34.7.1163.

 

Identification and Complications of Cosmetic Fillers: Sonography First

Wortsman X.

 

Cosmetic fillers are frequently used these days for enhancing beauty and to treat wrinkles or sagging skin. However, information on the history of injections may be difficult to obtain, and there is a growing number of reports on complications with these agents. In contrast to other imaging techniques, sonography has been successfully used for detecting and identifying common types of cosmetic fillers and has become the first-line imaging modality to deal with these exogenous components.

 

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L’articolo revisiona la casistica su 9 casi di gravi complicanze sulla vista e la regione oculare in pazienti che avevano eseguito trattamenti iniettivi con diversi tipi di acido jaluronico cross linkato nell’area in oggetto.

 La regione infiltrata che ha comportato maggiori problematiche è stata quella della glabella con occlusioni vascolari per coinvolgimento dell’arteria retinica centrale ( con conseguente perdita della vista ) e/o dell’arteria ciliare posteriore ( con danni corioidali). Le complicanze relative alla vista si associano variabilmente a altre manifestazioni sintomatologiche oculari quali oftalmoplegia, ptosi e strabismo (in alcuni casi reversibili in parte o in toto ) , a differenza della cecità che permane irreversibile.

 

 

Autore del contributo di commento:

 CAVALLINI MAURIZIO COMITATO Maurizio Cavallini Membro del Comitato Scientifico Agorà

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO:

Plast Reconstr Surg. 2017 Jul;

140(1):61-64.

doi: 10.1097/PRS.0000000000003471.

 

Classification and Prognosis of Periocular Complications Related to Blindness following Cosmetic Filler Injection 

Myung Y1, Yim S, Jeong JH, Kim BK, Heo CY, Baek RM, Pak CS.

Common side effects during hyaluronic acid filler injections are typically mild and reversible, but several reports of blindness have received attention. The present study focused on orbital symptoms combined with blindness, aiming to classify affected patients and predict their disease course and prognosis.

From September of 2012 to August of 2015, nine patients with vision loss after filler injection were retrospectively reviewed. Ptosis, ophthalmoplegia, and enophthalmos were recorded over a 6-month follow-up, and patients were classified into four types according to periocular symptom manifestation.

Two patients were categorized as type I (blindness without ptosis or ophthalmoplegia), two patients as type II (blindness and ptosis without ophthalmoplegia), two patients as type III (blindness and ophthalmoplegia without ptosis), and three patients as type IV (blindness with ptosis and ophthalmoplegia).

The present study includes previously unpublished information about orbital symptom manifestations and prognosis combined with blindness caused by retinal artery occlusion after cosmetic filler injection.

CLINICAL QUESTION/LEVEL OF EVIDENCE:

Therapeutic, V.

 

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Le complicanze da filler aumentano nel mondo in maniera proporzionale all’aumento degli interventi eseguiti. Esse possono essere non permanenti (edema, ecchimosi, ematoma) o permanenti (nodulo, granuloma, ascesso sterile, infezioni batteriche da biofilm, necrosi e cicatrice). 

Tra le complicanze più gravi,  l’ “embolia cutis medicamentosa” è la conseguenza dell’iniezione intraarteriosa del filler che può provocare occlusione del vaso e necrosi della zona servita da quel vaso.

Va anche  ricordato che la circolazione arteriosa del volto presenta numerose anastomosi e quindi l’iniezione di prodotto in un’arteria può provocare necrosi anche a distanza (come nei casi descritti di cecità dovuti ad occlusione dell’arteria retinica in seguito ad iniezioni nella regione glabellare).

   Anche l’iniezione del filler in vasi venosi determina gravi complicanze. Gli autori di questo interessante articolo fanno il punto sulle tecniche di iniezione a livello delle zone facciali di pericolo, con particolare riferimento all'anatomia, nel tentativo di ridurre al minimo il rischio e massimizzare i risultati.

Le zone maggiormente pericolose sono: glabella e sopracciglio, aree temporale, infraorbitale e periorale, commissure labiali, solchi nasogenieni, naso. Con l’ausilio di utilissimi collegamenti nel testo di questo articolo è possibile visualizzare i video con le tecniche preferite dagli autori.

Assolutamente da condividere, l’elenco dei suggerimenti generali per un impianto di filler sicuro ed efficace, che si basa sull’utilizzo di: filler riassorbibili dermocompatibili; aghi piccoli (calibro 27G o inferiore);  cannule a punta smussa, quando appropriato; tecnica di iniezione retrograda / anterograda, mantenendo l'ago in movimento costante; piccoli boli di prodotto; bassa pressione sullo stantuffo (iniezioni che richiedono alta pressione indicano pericolo e / o posizione inappropriata); estrema cautela quando si inietta in aree di trauma / cicatrici precedenti; pressione del dito sulle aree di emergenza dei  vasi più importanti, in modo da evitare comunque la diffusione del materiale all’interno o la compressione eccessiva delle loro pareti dall’esterno.

 Last but not least, l’iniettore deve sempre saper riconoscere le complicanze e come trattarle.

 

Autore del contributo di commento:

 Adele SparavignaAdele Sparavigna Collaboratrice della Società Scientifica Agorà

 

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO:

 

Plastic & Reconstructive Surgery:

2017 May;139(5):1103-1108. 

doi: 10.1097/PRS.0000000000003309.

Facial Danger Zones: Techniques to Maximize Safety during Soft-Tissue Filler Injections

Scheuer JF 3rd1, Sieber DA, Pezeshk RA, Gassman AA, Campbell CF, Rohrich RJ.

Given the short recovery and immediate results, facial fillers have become a popular alternative to surgical rejuvenation of the face. Reported complications arising from facial filler injections include erythema, tissue loss, blindness, stroke, and even death. In this article, the authors describe their anatomically based techniques to minimize risk and maximize safety when injecting in the facial danger zones, including the glabella/brow, temporal region, perioral region, nasolabial fold, nose, and infraorbital region.

Complications generally arise secondary to vasculature injury and/or cannulation with filler.

The authors have outlined their preferred injection techniques in the facial danger zones with respect to the pertinent anatomy in an attempt to minimize risk and maximize results. Most importantly, the practitioner should be able to recognize complications and address them immediately.

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Nelle procedure di ridefinizione dei volumi e della armonizzazione del viso l’area temporale rappresenta una opzione di trattamento  ,laddove esiste una depressione e scavatura della zona temporale .

Normalmente per colmare tale depressione si utilizzano filler cross linkati volumizzanti che vengono iniettati con precisi punti di repere che sono individuati normalmente a 1 cm superiormente alla coda del sopracciglio in prossimità della congiunzione fra osso frontale e temporale.

Nel presente articolo si riporta un caso clinico di presunta infiltrazione intra craniale di acido jaluronico volumizzante utilizzato per correggere la depressione temporale , giungendo alle conclusioni che tale procedura non è scevra da rischi di infiltrazione possibile intra craniale che dipende da sesso . età e stabilità ossea  , in particolare a livello di un punto (verificato nel presente articolo ) situato a 2,5 cm posteriore e 1 cm  superiore rispetto al canto laterale .

Va quindi riservata prudenza nel trattamento con ago usato in via perpendicolare a diretto contatto di pressione con l’osso per il riempimento della regione temporale per possibile rischio di infiltrazione intra craniale in particolari condizioni.

 

 

Autore del contributo di commento:

 CAVALLINI MAURIZIO COMITATO Maurizio Cavallini Membro del Comitato Scientifico Agorà

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO:

Dermatol Surg.

2017 Sep 19.

doi: 10.1097/DSS.0000000000001260.

 

Intracranial Penetration During Temporal Soft Tissue Filler Injection-Is It Possible?

Philipp-Dormston WG1Bieler LHessenberger MSchenck TLFrank KFierlbeck JCotofana S.

BACKGROUND: Treating temporal volume loss for aesthetic and reconstructive purposes can be achieved by superficial or deep injections of soft tissue fillers into the temples. The latter is performed with bone contact that can lead to intracranial penetration when the bone is accidentally penetrated.

OBJECTIVE: Based on a clinical case, the potential risk of accidental intracranial penetration was investigated. 

MATERIALS AND METHODS: Twenty fresh-frozen hemi-faces (all Caucasian ethnicity, 10 women, 10 men, mean age 72.8 ± 11.2 years) were investigated. Shape of pterion and bone-stability parameters of the temporal fossa were investigated. Bone stability was tested using uniaxial mechanical indentation (18-G, 1.25-mm diameter, 15-mm length blunt-tip device) until intracranial perforation occurred.

RESULTS: Variations in the shape of the pterion, bone thickness, and density correlates were detected, however, without statistical significant differences in side symmetry. Minimum force necessary to penetrate intracranially was 40.4 N. Maximum force generated by an 18-g, 70-mm length blunt-tip cannula was 32.1 ± 4.2 N in 70 mm length and 75.3 ± 10.2 N in 15 mm length.

CONCLUSION: Based on the results of this investigation, it can be concluded that there is a risk for intracranial penetration performing the deep temple injection technique with direct pressure on the bone.

 

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Il numero crescente di procedure di carattere iniettivo cosiddette mini-invasive (attorno a 3 milioni di iniezioni di dermal fillers secondo le statistiche USA del 2015) ha portato ad un conseguente incremento di complicanze post-procedurali.

Gli autori dell’articolo hanno voluto puntare l’attenzione principalmente sulle complicanze da filler di tipo ritardato revisionando la letteratura più recente, soffermandosi sulla patogenesi della reazione ritardata e in particolar modo sull’azione dei biofilm, nonchè sulle misure di prevenzione per minimizzarne la comparsa.

Come noto, all’interno dello spettro delle complicanze, quelle tardive sono rappresentate dalla formazione di granulomi all’interno dei quali i macrofagi non sono stati in grado di arginare e fagocitare il materiale ritenuto come estraneo. Uno sguardo attento alle ultime produzioni nell’ambito della letteratura internazionale ha portato a focalizzare l’attenzione sulla natura dei granulomi e la loro composizione indicando i biofilm come i principali attori nella formazione e nella progressione delle reazioni da corpo estraneo.

Cosa sono i biofilm? Il gruppo di autori ci viene incontro sintetizzando la loro natura definendoli come strutture eterogenee, in grado di automantenersi, che accorpano al loro interno i batteri in un solido involucro polisaccaridico misto ad acido ialuronico. La struttura stessa del biofilm li rende particolarmente resistenti a terapie antibiotiche convenzionali nonché capaci di colonizzare pressochè qualsiasi sito all’interno dell’organismo mantenendo capacità rigenerative del tutto peculiari.

Dobbiamo partire dal presupposto che, oltre alle consuete risposte tissutali da corpi estranei, i granulomi possono essere conseguenza dell’iniezione di qualsiasi tipo di filler dermico. Inizialmente considerati come semplici risposte immuni, dopo la scoperta dei biofilm in ambito ortopedico, si è pensato come potessero essere presenti anche a livello di procedure iniettive di carattere medico-estetico.

La diagnosi è il cardine del lavoro del medico che si trova a fronteggiare tale complicanza. Potrebbero volerci diverse visite prima di carpire dal paziente cosa sia stato realmente iniettato nella sede di comparsa del granuloma (non sempre si tratta di materie lecite e non sempre si tratta di professionisti accreditati). In seconda battuta il polimorfismo delle reazioni granulomatose indotte da biofilm non facilita la diagnosi e spesso è necessario ricorrere ad indagini di tipo istologico con ricerca delle catene di replicazione del DNA microbico o tecniche ancora più sofisticate.

Un primo approccio terapeutico, una volta determinato il prodotto che ha generato la complicanza, può essere l’utilizzo della ialuronidasi. Articoli recenti ne suggeriscono l’impiego anche in relazione a granulomi da idrossiapatite di calcio (soprattutto per la capacità di disgregare la matrice extracellulare del biofilm come visto sopra). In seconda battuta, ove non possibile l’approccio con ialuronidasi, si rende necessario l’impiego di Macrolidi e Chinoloni. Terzo step è rappresentato dall’impiego di 5-florouraciel intralesionale vista la sua attività anti-microbica e anti-infiammatoria anche se il meccanismo d’azione non risulta del tutto chiarito. Ultimo step: escissione chirurgica.

Per ciò che concerne la prevenzione non ci sono dati a supporto di un’efficacia maggiore di un disinfettante cutaneo di superficie rispetto ad un’altro, così come non si ritiene necessario ritardare drasticamente cure dentarie post iniezione di filler dermico per minimizzare possibili contaminazioni da intervento.

In conclusione, vista la difficoltà nell’attuare una prevenzione che si basi su protocolli internazionalmente condivisi mi sento di concordare con gli autori circa la necessità di una diagnosi precoce al fine di garantire il maggior tasso di successo nel trattamento di questa problematica potenzialmente devastante.

 

 

Autore del contributo di commento:

 LAZZARI Riccardo Lazzari Collaboratore  Agorà

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO:

Dermatol Surg.

2018 Jan;44(1):53-60.

doi: 10.1097/DSS.0000000000001202.

 

Filler Nodules: Inflammatory or Infectious? A Review of Filler Nodules: Inflammatory or Infectious? A Review of Biofilms and Their Implications on Clinical Practice

Ibrahim O1Overman J2Arndt KA1Dover JS1.

BACKGROUND: The numbers of minimally invasive cosmetic procedures performed in the United States have steadily increased each year. Concurrently, the rates of filler complications have also increased. Delayed filler reactions and granulomas have recently been attributed to biofilm infections.

OBJECTIVE:The biology and pathogenesis of biofilms, and their diagnosis, treatment, and prevention will be discussed.

METHODS: The relevant and recent literature on delayed filler reactions and biofilms was reviewed.

RESULTS: Increasing evidence implicates biofilm infections in the pathogenesis of delayed filler reactions. Therapeutic and preventative measures can be taken to minimize the occurrence of these potentially devastating consequences of dermal fillers.

CONCLUSION: Awareness of biofilm infections is key in the assessment of filler reactions in order to ensure timely and accurate diagnosis and treatment.

 

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Le mani sono spesso “indicatori” dell’età a causa dei processi di invecchiamento a cui vanno incontro, che comportano atrofia tessutale, disidratazione, con conseguente evidenziazione di vasi e tendini.

Nell’articolo viene presentato uno studio multicentrico, randomizzato eseguito negli Stati Uniti, che evidenzia come l’impianto di Calcioidrossiapatite (CaHA) nella mani consenta di ottenere ottimi risultati estetici, con pochi effetti collaterali e un completo mantenimento della funzionalità.

L’utilizzo di CaHA nelle mani ha ottenuto l’approvazione FDA nel 2015 ed è attualmente negli Stati Uniti l’unico prodotto approvato per questo distretto, mentre il suo utilizzo in Europa con questa indicazione risale al 2003.

Nell’articolo si mette in evidenza come già con un singolo trattamento sia possibile ottenere un ottimo risultato estetico che si mantiene nel tempo, anche a 12 mesi, ma anche come sia possibile effettuare ulteriori impianti di CaHA, qualora necessario, in tutta sicurezza. Gli effetti collaterali segnalati sono stati infatti sempre di entità lieve/moderata, si sono risolti in pochi giorni o al massimo 2 settimane e sono gli stessi che si possono prevedere per tutti i trattamenti filler anche in altre sedi.

Le caratteristiche di viscosità della CaHA permettono di ottenere un immediato ripristino dei volumi e il suo colore bianco opaco consente inoltre di “mascherare” le strutture vascolari rendendole meno evidenti.

La CaHA si è dimostrata preferibile rispetto ad altri filler per il trattamento delle mani: in particolare permette di ottenere risultati più duraturi rispetto all’acido ialuronico, il cui risultato generalmente a 6 mesi diminuisce significativamente e ha evidenziato un minor numero di effetti collaterali rispetto all’acido polilattico, soprattutto in caso di impianti successivi.

Viene infine evidenziato come sia importante anche per il trattamento delle mani, una corretta tecnica di impianto e la conoscenza dell’anatomia.

Nel lavoro che qui commentiamo l’iniezione della CaHA è stata effettuata a piccoli boli con successivo massaggio, ma come considerazione possiamo dire che l’utilizzo della cannula nel trattamento delle mani potrebbe essere sicuramente più efficace e sicuro, sempre con leggero massaggio e una compressione al termine dell’impianto. La mia considerazione personale è che una diluizione della CaHA  2:1 C con fisiologica può facilitare la diffusione  più omogenea dell’impianto sempre utilizzando i punti intermetacarpali come “entry points”.

 

 

Autore del contributo di commento:

Pier Paolo RovattiPiepaolo Rovatti Collaboratore della Società Scientifica Agorà

 

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO:

Dermatol Surg.

2018 Jan;44(1):75-83.

doi: 10.1097/DSS.0000000000001203.

 

Calcium Hydroxylapatite Dermal Filler for Treatment of Dorsal Hand Volume Loss: Results From a 12-Month, Multicenter, Randomized, Blinded Trial.

Goldman MP1Moradi A2Gold MH3Friedmann DP1Alizadeh K4Adelglass JM5Katz BE6.

BACKGROUND: Calcium hydroxylapatite (CaHA) microspheres suspended in a carrier gel is an opaque dermal filler that has been used to provide immediate volume correction in the dorsal hands.

OBJECTIVE: To assess the safety and effectiveness of CaHA for the correction of volume loss in the hands up to 12 months.

MATERIALS AND METHODS: This multicenter, controlled, single-blind study (NCT01832090) included 114 subjects randomized 3:1 to CaHA treatment and untreated control groups. Effectiveness was assessed by blinded investigators using the validated Merz Hand Grading Scale (MHGS). Subject-reported improvement was assessed using the Global Aesthetic Improvement Scale. Effects of treatment on hand function were also assessed.

RESULTS: A total of 75% of subjects achieved ≥1-point improvement on the MHGS (p < .0001) at 3 months (primary end point); this response was generally maintained through 12 months. Proportions of subjects reporting improvement ranged from 98% (3 months) to 86% (12 months). There were no clinically significant differences between control and CaHA-treated subjects in any hand function measure. Adverse events were generally expected, minor, short-lived, injection-related, and similar to those observed in previous CaHA clinical studies.

CONCLUSION:Treatment with CaHA results in significant improvement in the appearance of the dorsal hand and is well tolerated.

 

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Il Trattamento della fossa temporale per migliorare il profilo del volto sostegno alla coda del sopracciglio è una tecnica oramai praticata da diversi anni. Due sono le tecniche che si utilizzano:

-l’iniezione nel sottocute-derma profondo eseguita con cannula (che però se non si esegue una omogenea e corretta distribuzione del prodotto rischia di lasciare degli avvallamenti)

-oppure l’iniezione sovra-periostea nella fossa temporale, in questo caso il consiglio è quello di iniettare in un punto posteriormente alla coda del sopracciglio ad 1 cm abbassato nel verso caudale di 1cm in questo caso effettuato il bolo sovraperiosteo si massaggia per bene rendendo il risultato omogeno.

 

Lo studio è stato effettuato trattando 20 pazienti con Calcio Hidrossiapatite (Radoesse®).

Il controllo fotografico a 3 mesi-6 mesi ed 1 anno è stato effettuato con Vectra CR31 della Cannfield.

Iniezione con ago da 27G perpendicolarmente alla cute fino al periostio con boli da 1,62±0,5 cc a dx e da 1,47±0,53 cc a sx.

I risultati sono stati valutati in base ad uno score da 0 a 4 (dove 4 è la gravità peggiore) secondo una scala validata dalla Merz.

I risultati sono stati ottimali e con un miglioramento di 2 punti a 3 mesi e di un punto a 12 mesi.

È stata rilevata una moderata dolorabilità in sede di iniezione e moderatao rossore svaniti immediatamente ed un caso di ematoma

Il trattamento con Calcio Hidrossiapatite della fossa del temporale, che è off-Label come anche se si usano acidi ialuronici, si è dimostrato affidabile ed i risultati duraturi nel tempo dando maggiore morbidezza al profilo del viso ed armonia alla posizione della coda delle sopracciglia necessita di una curva di apprendimento sia per il posizionamento del prodotto che per la anatomia della regione.

 

 

Autore del contributo di commento:

gabriele mutiGabriele Muti Collaboratore della Società Scientifica Agorà

 

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO:

Dermatol Surg.

2018 Jan;44(1):93-100.

doi: 10.1097/DSS.0000000000001268.

 

Pilot Study Examining the Safety and Efficacy of Calcium Hydroxylapatite Filler With Integral Lidocaine Over a 12-Month Period to Correct Temporal Fossa Volume Loss.

Juhász MLW1,2Levin MK2Marmur ES1,2.

BACKGROUND: Age-related volume loss in the temporal fossae is due to thinning of the epidermis, loss of subcutaneous structural volume, and change in the bony architecture. Temporal concavities are important areas of 3-dimensional volume restoration. The temporal fossae is becoming an increasingly popular area for patients seeking soft tissue augmentation with injectable fillers such as calcium hydroxylapatite with integral lidocaine [CaHA (+)].

 

OBJECTIVE: This pilot study aims to define the safety, efficacy, technique, and patient-reported outcomes for injectable CaHA (+) to correct volume loss in the temporal fossae over a 12-month period.

 

MATERIALS AND METHODS: This was a single-investigator, nonblinded study involving 20 participants. Participants received filler injection into their temporal fossae, with follow-up evaluations at Day 14, 6 weeks, and 3, 6, 9, and 12 months.

 

RESULTS: CaHA (+) results in statistically significant improvement in temporal fossae appearance lasting up to 12 months. Subjects reported "moderate" global aesthetic improvement over the 12-month period.

 

CONCLUSION: As the cosmetic field continues to advance, it is important for practitioners to have access to research regarding the efficacy and safety of injectables. These results show that CaHA (+) is an effective and safe option to correct temporal fossae volume loss associated with high patient satisfaction.

 

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AGGIORNAMENTI DI LETTERATURA SCIENTIFICA INTERNAZIONALE

TRATTAMENTO DELLA MALFORMAZIONE CAPILLARE FACCIALE PRECEDENTEMENTE TRATTATA: RISULTATI DELL'ANALISI TRIDIMENSIONALE OBIETTIVO SINGOLO A LIVELLO TRIDIMENSIONALE DELL'EFFICACIA DI LASER A 532 NM A GRANDE SPOT

in LASER
Gli autori dell’articolo hanno analizzato i risultati del trattamento Laser 532 nm , lunghezza d’onda con maggior picco di assorbimento da parte del tessuto ematico, su Malformazioni Capillari Superficiali spesso trattate in fase iniziale con Dye Laser 595 nm. Da molti anni conosciamo i limiti del trattamento vascolare laser su lesioni vascolari superficiali della lunghezza d’onda 595 nm data… Approfondisci

LASER ABLATIVO CO2 A IMPULSI DI CELLULE BASALI SUPERFICIALI DI ARTI E TRONCO: UNO STUDIO CLINICO RANDOMIZZATO COMPARATIVO CON CRIOTERAPIA E ABLAZIONE CHIRURGICA

in LASER
Obiettivo dello studio è stato di mettere a confronto per la terapia del carcinoma basocellulare superficiale (sBCC) tre metodiche terapeutiche, laser CO2 pulsato, crioterapia, e chirurgia a lama fredda, per verificarne efficacia, sicurezza, tempi di guarigione, estetica susseguente, soddisfazione dei pazienti e rapporto costi/benefici. Sono stati trattati 240 pz con lesioni sia sul tronco sia… Approfondisci

ANATOMIA TOPOGRAFICA DELL’ARTERIA INFRAORBITARIA E SUE IMPLICAZIONI CLINICHE PER IL TRATTAMENTO CON FILLER DEL SOLCO NASOLABIALE

L’obiettivo dello studio è stato quello di individuare (in preparati anatomici di 72 pazienti asiatici) la distribuzione topografica e la profondità del decorso dell’ arteria infraorbitaria e dei suoi rami in prossimità del solco nasolabiale in modo da poter iniettare filler nel solco, diminuendo il rischio di complicanze vascolari. L’arteria infraorbitaria, emersa dal forame infraorbitale, si è… Approfondisci

IL RUOLO DEI VASI ANASTOMOTICI NEL CONTROLLO VIABILITÀ DEL TESSUTO E DEFINIZIONE DELLA NECROSI TISSUTALE CON PARTICOLAR RIFERIMENTO ALLE COMPLICAZIONI DOPO L'INIEZIONE DI FILLER DI ACIDO IALURONICO

I filler a base di acido jaluronico hanno un background molto interessante e sono considerati prodotti sicuri in virtù del loro basso potere antigenico, della riassorbibilità e della jaluronidasi in grado di sciogliere gli impianti qualora sia necessario. Come però spesso capita, anche in altri ambiti, con la crescita dell’utilizzo e degli utilizzatori crescono statisticamente in maniera… Approfondisci

STUDIO COMPARATIVO,RANDOMIZZATO CON VALUTAZIONE IN CIECO SULLA SICUREZZA E SULL'EFFETTO DI DUE GEL DI ACIDO IALURONICO PER IL MIGLIORAMENTO DELLE LABBRA

L’obiettivo dello studio è stato quello di comparare la sicurezza e la durata dell’effetto di due filler per le labbra, entrambi riassorbibili, a base di acido ialuronico di origine non animale, con lidocaina, crosslinkati con BDDE, ma prodotti da due tecnologie differenti. Per lo studio, sono stati reclutati 60 soggetti con labbra da molto sottili a moderate (gradi da 0 a 2 secondo la LFGS- LIP… Approfondisci

UNO STUDIO MONOCENTRICO, PROSPETTICO, RANDOMIZZATO IN DOPPIO CIECO E SPLIT-FACE CON MICROINIEZIONI DI GEL DI ACIDO IALURONICO TRASPARENTE PER RINGIOVANIMENTO DELLE GUANCE

L’articolo in oggetto presenta i risultati di uno studio multicentrico effettuato negli Stati Uniti, che analizza gli effetti di un acido ialuronico ad azione “skinbooster” per il trattamento delle rughe delle guance. I 20 pazienti arruolati presentavano un grado lieve-moderato di elastosi cutanea e molti sono stati i criteri di esclusione: precedenti trattamenti, presenza di cicatrici, uso di… Approfondisci

UTILITÀ DI UN SISTEMA DI DIAGNOSTICA SUPERFICIALE AD ULTRASUONI AD ALTA RISOLUZIONE PER VALUTARE LO SPESSORE CUTANEO: UNO STUDIO TRASVERSALE

La diagnostica per immagini non invasiva a livello cutaneo sta assistendo ad un momento di forte espansione. Sono presenti ad oggi diversi sistemi di imaging tra cui la dermatoscopia, la microscopia confocale, la tomografia ottica e adesso anche gli ultrasuoni ad alta frequenza. Ogni sistema è gravato da limiti di penetrazione attraverso gli strati della cute; alcuni si limitano alla diagnostica… Approfondisci

NUOVO SISTEMA OTTICO STEREOSCOPICO PER LA MISURAZIONE OGGETTIVA DEL VOLUME DELLA CICATRICE ATTRAVERSO LA SUPERFICIE. QUANTIFICAZIONE - PER LA PRIMA VOLTA - DELLA RISPOSTA A DIFFERENTI MODALITÀ DI TRATTAMENTO.

Questo interessante lavoro del 2017 svolto da una ristretta equipe dell’Università di Medicina di Tel Aviv in collaborazione con il Dipartimento di Dermatologia ospedaliera pone l’attenzione sul problema della cicatrizzazione anomala che affligge, secondo stime internazionali, circa 15 milioni di pazienti ogni anno con risvolti non solo estetici ma anche e soprattutto fisici e psicologici. Si… Approfondisci

GLI EFFETTI DEI CORTICOSTEROIDI INTRALESIONALI POSTOPERATORI NELLA PREVENZIONE DEI CHELOIDI RICORRENTI NEL LOBO DELL'ORECCHIO: UNA REVISIONE RETROSPETTIVA MULTI-SPECIALE

L’articolo riporta la difficoltà di effettuare un trattamento efficace dei cheloidi perché il tasso di recidiva dopo l'escissione chirurgica è alto. L'iniezione di corticosteroidi intralesionali dopo l'escissione chirurgica di cheloidi dell'orecchio riduce statisticamente il rischio di recidiva. Commento: In effetti, recenti studi dimostrano che il tessuto cicatriziale dei cheloidi presenta un… Approfondisci

APPROCCIO MULTIMODALE PER IL TRATTAMENTO DELLE RUGHE ORIZZONTALI DEL COLLO CON IMPIEGO DI ULTRASUONI CON INTENSITA' CONCENTRATA. ACIDO IALURONICO A MATRICE POLIDENSIFICATA COESIA E INCOBOTULINUMTOXINA

L’articolo Multimodal Approach for Treating Horizontal Neck Wrinkles Using Intensity Focused Ultrasound, Cohesive Polydensified Matrix Hyaluronic Acid, and IncobotulinumtoxinA presentato da Autori Koreani riporta un trial sperimentale con lo scopo di valutare l’efficacia e la sicurezza di un approccio multimodale in singolo trattamento per il miglioramento delle rughe del collo. Svariati fattori… Approfondisci

EFFICACIA DELL'AVANZAMENTO DELL'ELEVATORE PER VIA ESTERMA VS LA RESEZIONE DELLA CONGIUNTIVA E DEL MUSCOLO DI MULLER NELLA RIPARAZIONE DELLA BLEFAROPTOSI LEGATA ALL'APONEUROSI: UNA SPERIMENTAZIONE CLINICA RANDOMIZZATA

L’articolo External Levator Advancement versus Müller Muscle–Conjunctival Resection for Aponeurotic Blepharoptosis: A Randomized Clinical Trial presentato da Autori Tailandesi, sottopone alla nostra attenzione un lavoro sperimentale realizzato al fine di comparare l’efficacia dell’avanzamento dell’elevatore per via esterna e la resezione della congiuntiva e del muscolo di Müller nella… Approfondisci

GLI AGHI DI CALIBRO RIDOTTO DIMINUISCONO IL DOLORE ASSOCIATO ALL'INIEZIONE DI ANESTETICI LOCALI USANDO UNA TECNICA DI INSERIMENTO MINIMO DELL'AGO

Finer Needles Reduce Pain Associated With Injection of Local Anesthetic Using a Minimal Insertion Injection Technique, presentato da Autori Americani affiliati a DermSurgery Associates e alllo Houston Methodist Hospital (Texas) rinomati nella comunità scientifica internazionale presenta un lavoro sperimentale finalizzato alla comparazione del livello di dolore percepito durante l’iniezione di… Approfondisci

VALUTAZIONE DEL PLASMA RICCO DI PIASTRINE PER L'ESTETICA FACCIALE E PER L'ALOPECIA: UNA REVISIONE CRITICA DELLA LETTERATURA

in PRP
Gli autori hanno effettuato una ricerca bibliografica sugli articoli indicizzati relativi all’uso del PRP (Plasma Ricco in Piastrine) nel trattamento dell’invecchiamento cutaneo, delle cicatrici da acne e dell’alopecia androgenetica. Si è rilevato che, nonostante tutti confermino dei risultati clinici, non esiste una codificazione nella preparazione e nell’uso del PRP. Questo conferma la… Approfondisci

STUDIO COMPARATO NEL TRATTAMENTO DEL SOLCO NASO GENIENO DA MODERATO A SEVERO CON GEL DI ACIDO IALURONICO CON (HA RDL) E SENZA LIDOCAINA (HA JUP). STUDIO RANDOMIZATO IN CIECO

Lo studio valuta il trattamento del solco naso genieno di grado da moderato a severo comparando due formulazioni di filler con acido ialuronico, una tecnologia OBT con lidocaina, l’altra tecnologia Wycross senza lidocaina. Sono stati trattati 162 pazienti da un lato con un tipo di gel HA RDL e dall’altro con gel HA JUP. La valutazione effettuata a 24 settimane ha mostrato un miglioramento di 1.1… Approfondisci

TRATTAMENTO ORALE CON ACIDO TRANEXAMICO. REVISIONE DI LETTERATURA

Lo studio riporta una revisione della letteratura scientifica sull’utilizzo dell’acido Tranexamico (TXA) per via sistemica nel trattamento del melasma in pazienti asiatici. Il melasma risulta infatti una patologia di difficile trattamento e risoluzione con una incidenza marcata sulla popolazione mondiale e con eziopatogenesi multifattoriale ed in parte non del tutto nota. La pubblicazione riporta… Approfondisci

LA CREAZIONE DI UN LEMBO ADIPOSO ESPANSO PREFABBRICATO, UTILIZZANDO UN ESPANSORE DI UNA VOLUME ESTERNO

Questo studio sperimentale nasce dall’idea di poter colmare perdite di sostanza del corpo umano conseguenti a exeresi per neoplasia, usando tessuto adiposo precedentemente espanso per 12 settimane utilizzando un espansore esterno, tipo BRAVA. La costruzione di un lembo di tessuto adiposo è un processo di ingegneria tissutale, dinamico e molto complesso. Nella fase iniziale della rigenerazione del… Approfondisci

L'AUMENTO DELLA BOLLA DI BICHAT PER IL RINGIOVANIMENTO FACCIALE

Alcuni pazienti presentano una buona prominenza dell’osso zigomatico accompagnata da atrofia della bolla adiposa di Bichat. Ne risulta un volto scavato con evidenti stigmate di senescenza. Aumentando la bolla adiposa di Bichat, otteniamo una più equilibrata distribuzione dei volumi facciali. La tecnica chirurgica consiste nell’aspirare con una siringa dall’addome o dalla faccia interna delle… Approfondisci

A-101, SOLUZIONE DI PEROSSIDO DI IDROGENO AD ALTA CONCENTRAZIONE IN UNA FORMULAZIONE “DI PROPRIETÀ”: STUDIO RANDOMIZZATO, DOPPIO CIECO, VEICOLO-CONTROLLO IN GRUPPI PARALLELI PER VALUTARE IL PROFILO DOSE-RISPOSTA IN UN GRUPPO DI STUDIO CON CHERATOSI SEBORR

Lo studio, sviluppato da un gruppo di ricerca statunitense sotto l’egida della società proprietaria del marchio, è stato condotto al fine di dimostrare l’efficacia e il profilo di tollerabilità di una formulazione topica ad alta concentrazione di perossido di idrogeno per il trattamento delle cheratosi seborroiche del volto. Si tratta di uno studio di Fase 2 che eredita la linea di condotta già… Approfondisci

RISULTATI CLINICI SULLA RADIOFREQUENZA ABLATIVA PER VENE VARICOSE UNILATERALI E BILATERALI

La radiofrequenza ( RF) è una tecnica di occlusione della VGS ( Grande Safena ) ; l’ ultima versione è la cosiddetta VNUS-FAST ( 120 gradi; catetere 7F; retrazione “ step by step” ). La RF si utilizza allo scopo di sopprimere un reflusso di una VGS non più recuperabile, ed è una alternativa allo stripping corto ed al laser ( EVLT). Vanno analizzati per effettuare la RF i seguenti punti: Studio… Approfondisci

TRATTAMENTO DEL FOTOINVECCHIAMENTO DELLE MANI CON GEL DI ACIDO IALURONICO A PICCOLE PARTICELLE

Con il trascorrere degli anni l’assottigliamento della cute e del grasso sottocutaneo della mano porta in evidenza le vene e i tendini estensori, rendendo l’aspetto del dorso della mano scarno e scheletrico. Inizialmente per la correzione di questo inestetismo è stata utilizzata la tecnica di lipofilling, o reimpianto di grasso autologo, e successivamente si sono utilizzati il Collagene, l’Acido… Approfondisci

L'IMPATTO DELLA TOSSINA BOTULINICA SULL'ALTEZZA E SULLA MORFOLOGIA DEL SOPRACCIGLIO: UNA VALUTAZIONE CONTROLLATA RANDOMIZZATA

Il lifting del sopracciglio effettuato con tossina botulinica di tipo A richiede un notevole numero di valutazioni riguardo la personale dinamica muscolare di una “macro-area estetica” che comprende la glabella, la fronte e la regione perioculare laterale. Vanno correttamente individuati e analizzati i muscoli coinvolti in quella “bilancia” muscolare la cui risultante delle forze di contrazione… Approfondisci

MICRONEEDLING: UNA REVIEW E UNA GUIDA PRATICA

Il microneedling, è una tecnica relativamente recente che induce una sintesi endogena di collagene e che trova numerose applicazioni in dermatologia e medicina estetica. Questo articolo sottolinea le basi scientifiche di questa promettente procedura e, dopo una dettagliata spiegazione dei meccanismi biologici d’azione, presenta un protocollo illustrato in tutti i passaggi per consentirne una… Approfondisci

LA FOTOGRAFIA IN CHIRURGIA DERMATOLOGICA: INDIVIDUAZIONE DI UNA CORRETTA LUCE PER UNA PARTICOLARE APPLICAZIONE CLINICA

L’articolo in oggetto esamina il tipo di illuminazione che dovrebbe essere utilizzato in chirurgia dermatologica. Vengono prese in considerazione tre categorie principali di sistemi illuminanti: illuminazione ambientale, illuminazione on camera, illuminazione off camera. Nonostante l’American Telemedicine Association abbia suggerito provvisoriamente il tipo di illuminante, l’obiettivo della… Approfondisci

LA MISURAZIONE DELLE LESIONI CUTANEE: LE TENDENZE NELLA PRATICA CLINICA

Il gruppo statunitense, mente alla base di questo articolo e forte dell’assenza pressochè totale di studi simili nello stesso campo, ha voluto porre l’attenzione su quando, e soprattutto quanto, sia giusto introdurre nella pratica clinica corrente, in questo specifico caso in campo dermatologico e dermo-chirurgico, il concetto di “misurazione delle lesioni cutanee”. Conoscere con esattezza le… Approfondisci

STUDIO PILOTA DI ESAMINAZIONE DELLA SICUREZZA E DELL'EFFICACIA DEL FILLER A BASE DI IDROSSIPATITE DI SODIO CON LIDOCAINA INTEGRALE CON UN PERIODO SUPERIORE AI 12 MESI PER CORREGGERE IL VOLUME DELLA FOSSA TEMPORALE

Il Trattamento della fossa temporale per migliorare il profilo del volto sostegno alla coda del sopracciglio è una tecnica oramai praticata da diversi anni. Due sono le tecniche che si utilizzano: -l’iniezione nel sottocute-derma profondo eseguita con cannula (che però se non si esegue una omogenea e corretta distribuzione del prodotto rischia di lasciare degli avvallamenti) -oppure l’iniezione… Approfondisci

CaHA FILLER PER IL TRATTAMENTO DELLA PERDITA DEL VOLUME DEL DORSO DELLE MANI: RISULTATI DA UNO STUDIO MULTICENTRICO,RANDOMIZZATO DOPPIO CIECO A DODICI MESI

Le mani sono spesso “indicatori” dell’età a causa dei processi di invecchiamento a cui vanno incontro, che comportano atrofia tessutale, disidratazione, con conseguente evidenziazione di vasi e tendini. Nell’articolo viene presentato uno studio multicentrico, randomizzato eseguito negli Stati Uniti, che evidenzia come l’impianto di Calcioidrossiapatite (CaHA) nella mani consenta di ottenere… Approfondisci

NODULI DA FILLER: INFIAMMATORI O DI NATURA INFETTIVA? UNA REVISIONE A PROPOSITO DEI BIOFILM E DELLE LORO IMPLICAZIONI NELLA PRATICA CLINICA

Il numero crescente di procedure di carattere iniettivo cosiddette mini-invasive (attorno a 3 milioni di iniezioni di dermal fillers secondo le statistiche USA del 2015) ha portato ad un conseguente incremento di complicanze post-procedurali. Gli autori dell’articolo hanno voluto puntare l’attenzione principalmente sulle complicanze da filler di tipo ritardato revisionando la letteratura più… Approfondisci

PENETRAZIONE INTRACRANIALE DURANTE LE INIEZIONI DI FILLER NEL TESSUTO MOLLE DELLA ZONA TEMPORALE: E' POSSIBILE?

Nelle procedure di ridefinizione dei volumi e della armonizzazione del viso l’area temporale rappresenta una opzione di trattamento ,laddove esiste una depressione e scavatura della zona temporale . Normalmente per colmare tale depressione si utilizzano filler cross linkati volumizzanti che vengono iniettati con precisi punti di repere che sono individuati normalmente a 1 cm superiormente alla… Approfondisci

LA SOPPRESSIONE PHD-2 IN CELLULE STROMALI MESENCHIMALI MIGLIORA LA GUARIGIONE DELLA FERITA

Il ripristino del flusso sanguigno nei tessuti ischemici è un passo fondamentale nella riparazione delle ferite. L'angiogenesi è regolata dal fattore inducibile dall’ipossia (HIF) appartenente ad una superfamiglia costituita da fattori di trascrizione destinati, in assenza d’ipossia, alla degradazione da parte della prolin idrossilasi (PHD)-2. Questo processo si verifica solo in condizioni… Approfondisci

IALURONIDASI TESTICOLARE PER VIA INTRARTERIOSA O SOTTOCUTANEA NELE COMPLICANZE VASCOLARI DA ACIDO IALURONICO

Il gruppo di autori cinesi ha studiato l’efficacia della ialuronidasi in diverse vie di somministrazione (intra-arteriosa vs sottocutanea) sulla degradazione di acido ialuronico in vitro, con la valutazione attraverso esame microscopico e analisi delle particelle. Per la valutazione in vivo è stato invece usato l’orecchio di coniglio: due gruppi di controllo hanno avuto la legatura arteriosa e… Approfondisci

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32
Anni di Scuola di
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