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Con la diffusione di innumerevoli riempitivi dalle svariate caratteristiche, molto spesso non si riesce ad identificare il filler utilizzato in un paziente, in quanto è diffusa l’abitudine di non dare tracciabilità dello stesso, e le informazioni sulla storia delle iniezioni può essere difficile da ottenere, inoltre non v'è un numero crescente di segnalazioni sulle complicanze con questi agenti per una diffusa ritrosia da parte del medico di segnalare l’evento alle Autorità competenti.    In questo studio, è stata utilizzata con successo la tecnica ecografica per rilevare e identificare comuni tipi di riempitivi con finalità estetica ed è diventata la prima modalità di indagine per identificare questi componenti esogeni.

Questo studio, ha voluto mettere in evidenza le caratteristiche ecografiche che caratterizzano l’introduzione, di acido ialuronico sia puro, sia con aggiunta di lidocaina, sia di molecole di acido ialuronico ad alta densità, inoltre di poliacrilammide, di silicone puro, di olio di silicone, di polimetilmetacrilato, e di idrossiapatite di calcio.

L'ecografia è stata condotta mediante utilizzo di un’apparecchiatura E9 LOGIQ 4-7 A multicanale ad ultrasuoni con sonde ad alta frequenza variabile (GE Healthcare, Milwaukee, WI), utilizzando sonde lineari comprese tra 8 a 18 e 5 a 16 MHz, rispettivamente.

Ad oggi, l’ecografia ad alta frequenza, viene considerata la modalità di indagine di prima scelta per la valutazione della tipologia di filler utilizzato, del loro posizionamento, del coinvolgimento dei tessuti limitrofi e della tipologia dell’eventuale danno arrecato.   Essa fornisce un supporto affidabile per la rilevazione, l'identificazione e la valutazione della vasta gamma dei filler comunemente utilizzati.

Questa modalità di valutazione può essere utile anche per determinare la presenza di depositi di altri filler inseriti precedentemente e che possono essere coinvolti nel generare reattività e complicanze successive, laddove si volesse procedere a nuovi inserimenti.   L'introduzione di filler può allora essere effettuata con procedura eco guidata, per valutare opportunamente l’area da trattare, ed evitare di incorrere in danni al paziente.   Infine l’ecografia può essere utilizzata per valutare la durata dei trattamenti effettuati con le varie tipologie di filler.   Si deve anche considerare l’approccio più agevole di questa metodica, rispetto all’indagine effettuata mediante prelievo bioptico, proprio per la non sempre facile procedura di prelievo, data dalla localizzazione nell’ipoderma profondo, o sul periostio.    Infine, l'uso dell’ecografia può essere di fondamentale importanza nella diagnosi di complicanze derivanti dalla iniezione di filler che talvolta può simulare patologie dermatologiche.

Autore del contributo di commento:

 massirone Alberto Massirone - Presidente Agorà

 

 ARTICOLO ORIGINALE OGGETTO DEL COMMENTO:

J Ultrasound Med. 2015 Jul;
34(7):1163-72. doi: 10.7863/ultra.34.7.1163.

 

Identification and Complications of Cosmetic Fillers: Sonography First

Wortsman X.

 

Cosmetic fillers are frequently used these days for enhancing beauty and to treat wrinkles or sagging skin. However, information on the history of injections may be difficult to obtain, and there is a growing number of reports on complications with these agents. In contrast to other imaging techniques, sonography has been successfully used for detecting and identifying common types of cosmetic fillers and has become the first-line imaging modality to deal with these exogenous components.

 

 A seguito riportiamo l'approfondimento della revisione con l'articolo originale (accessibile solo agli Associati Agorà)
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