ABSTRACT RELAZIONI 2017

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MEDICINA ESTETICA: TECNICHE PERSONALI

Le cicatrici? Io le tratto con la medicina estetica

Le cicatrici possono presentare una problematica di tipo funzionale ma, molto più spesso, la richiesta dei pazienti è di tipo estetico.

L’evoluzione e l’interesse verso le sempre più numerose richieste per il miglioramento delle cicatrici hanno sviluppato approcci diversi, anche di medicina estetica, per dare un miglioramento dell’area cicatriziale interessata

Diverse strategie sono proposte nei vari studi medici anche con convinzione da parte dei professionisti.

Ma quali basi scientifiche hanno i trattamenti?

Partendo dalle mie personali strategie terapeutiche che adottò quotidianamente nel trattamento minimamente invasivo delle cicatrici, un’analisi  della letteratura scientifica ha svelato un ampio distacco con la pratica clinica.

Complicanze con l'uso di un filler in gel: caso clinico

*Marianna Calogero, **Joseph Negreanu

*Direttore Scientifico Fondazione “Vulnus”  Ricerca Scientifica Istituti Clinici – Grande Ospedale    Metropolitano – Niguarda – Milano

**Direttore “Wound Healing Center” – Grande Ospedale Metropolitano – Niguarda - Milano

 Introduzione

Abbiamo usato un filler in gel per l'aumento di polpacci poco sviluppati in un uomo di 40 anni. La scelta è stata dettata da assenza di ospedalizzazione, dalla tecnica poco invasiva, dal breve periodo di recupero, dal risultato immediato e dal prodotto naturale.

Materiali e Metodi

Abbiamo usato un gel di Acido Ialuronico stabilizzato di origine non animale con una struttura fisica VRF20, essendo il pannicolo adiposo ridotto. La quantità iniettata è stata di 60 cc. per arto su tutta la regione postero- mediale del muscolo gastrocnemio per una lunghezza di 19 cm dal terzo superiore a 5 cm sopra il malleolo interno. E' stata utilizzata una cannula smussa da infiltrazione di 2 cm. di diametro e 20 cm di lunghezza previa infiltrazione della sede trattata di 2 cc. di mepivocaina adrenalinata 1:400.000 + 5 cc. su tutta la superficie trattata. L'uso di una calza elastica a 12 mm. Hg è stato necessario per mantenere in sede il materiale.

Risultato

L'aumento ottenuto nell'immediato è stato soddisfacente. Dopo 2 settimane dal trattamento si è manifestato sul polpaccio destro un importante edema con iperemia, senza febbre e modicamente dolente alla pressione. Il quadro persiste nonostante terapia antinfiammatoria topica e sistemica e dopo circa 30 giorni si formano fistole cutanee con fuoriuscita del materiale infiltrato e secrezione sierosa citrina ed epidermolisi. Vengono aspirati circa 15 cc. di materiale amorfo su cui viene eseguito esame microbiologico che  risulta negativo per batteri e miceti. La risoluzione della complicanza si ha dopo circa un mese con esito discromico della cute, aderenze cicatriziali e perdita del volume. Il trattamento in questa fase ha richiesto FKT con Vacuum, massaggio reflessogeno linfodrenante, terapia topica con schiarenti e trofizzanti. Dopo 2 anni, ottenuto un buon trofismo cutaneo, è stata impiantata una protesi di 180 cc con risultato, a distanza di 1 anno, stabile e soddisfacente.

Conclusioni

Certamente l'uso di filler a base di acido ialuronico è stato dettato dalla mancanza di depositi adiposi tali da utilizzare per un lipofilling che avrebbe dato lo stesso risultato in volume ma senza complicanze. Il fallimento del trattamento con acido ialuronico stabilizzato VRF 20 è stato senz'altro dovuto ad una cattiva valutazione della quantità da infiltrare in un pannicolo adiposo scarso.

L’USO DEI FILLER E DELLE INIEZIONI DI BOTULINO NEGLI ESITI DI TRAUMA FACCIALE

D. Bertossi – S. Gasparini – I. Dell'Acqua – P. F. Nocini Silvia Gasparini, Irene Dell'Acqua, Pier Francesco Nocini

 

INTRODUZIONE, OBIETTIVI SPECIFICI, SCOPO DELLO STUDIO

I traumi facciali, o traumi maxillo-facciali, sono ritenuti qualsiasi trauma fisico al volto.

Le cause più frequentemente responsabili di un trauma facciale sono da ricondursi a cadute domestiche e non, episodi di violenza altrui, infortuni sportivi (ad esempio calcio, rugby, tennis, ecc.) ed incidenti stradali.

Nel nostro studio abbiamo trattato un gruppo di 20 pazienti con esiti di trauma facciale utilizzando filler ed iniezioni di tossina botulinica.

Durante il trattamento abbiamo raccolto una dettagliata documentazione fotografica dei pazienti che abbiamo sottoposto ad un questionario di gradimento finale.

MATERIALI E METODI

Abbiamo trattato un gruppo di 20 pazienti (14 maschi e 6 femmine) di età compresa tra 18 e 76 anni con esiti di pregresso trauma facciale. Abbiamo utilizzato filler con 3 G’ diversi a seconda dell'obiettivo proposto: riempire le perdite di volume del volto, migliorare l'aspetto delle cicatrici, ripristinare le aree di asimmetria. Abbiamo utilizzato anche la tossina botulinica per eliminare le rughe causate dalla contrazione dei muscoli mimici, incrementata a causa dello stress post traumatico.

Abbiamo raccolto la documentazione fotografica dei risultati del trattamento dopo 10 e dopo 30 giorni dall'ultimo trattamento. Dopo 60 giorni abbiamo proposto ai pazienti un questionario di gradimento per valutare quanto il trattamento sia stato soddisfacente e vicino alle loro aspettative.

RISULTATI

I risultati sono stati soddisfacenti nel 100% dei pazienti. Non si è manifestata nessuna complicazione degna di nota, ad eccezione di un lieve edema post trattamento nel 70% dei casi, risoltosi in meno di 24 ore. Il questionario di gradimento ha mostrato una valutazione di 8,7 / 10 con un risultato vicino alle aspettative del paziente nel 65% dei casi, superiore alle aspettative nel 30% dei casi ed al di sotto delle aspettative nel 5% dei casi.

DISCUSSIONE

I traumi della testa e del collo possono coinvolgere anche i tessuti molli con ustioni, lacerazioni e contusioni e talvolta coinvolgere più componenti ossee del massiccio facciale.

In seguito ad un trauma facciale possono persistere molte imperfezioni estetiche quali asimmetrie, cicatrici o perdita di volume.

I filler sono materiali naturali o sintetici che vengono direttamente iniettati nella pelle allo scopo di plasmare la rugosità, la depressione o l’imperfezione presente fino a farla scomparire.

A seconda del tipo di filler usato, gli effetti possono durare da sei mesi ai due anni.

Le iniezioni di tossina botulinica vengono spesso utilizzate nel trattamento delle rughe della fronte e per ridurre le rughe intorno agli occhi (zampe di gallina) in quanto bloccano il movimento muscolare che provoca suddette rughe.

Poiché i due trattamenti proposti lavorano in maniera diversa, in caso di più difetti, come negli esiti di trauma del volto, è utile utilizzarli entrambi in modo da ottenere un risultato che sia il migliore possibile.

 

CONCLUSIONI

Gli esiti dei traumi del volto inadeguatamente trattati richiedono la correzione chirurgica delle alterazioni dei tessuti molli o delle anomalie ossee e possono richiedere innesti ossei presi dal paziente o innesti sintetici.

L'uso di filler e di iniezioni di botulino può determinare miglioramenti estetici del volto ripristinando le perdite di volume e le asimmetrie.

Si tratta di un trattamento soddisfacente per il paziente, che non richiede una seconda procedura chirurgica ma ha una durata limitata nel tempo, richiedendo quindi un secondo trattamento a distanza di 1 anno.

KEYWORDS

Traumi facciali, filler, cicatrici, tossina botulinica.

IALURONIDASI: UNA MOLECOLA MULTIFUNZIONALE AL SERVIZIO DELLA MEDICINA ESTETICA

M. M. Metalla

Pharmacist specialized in galenic preparations

INTRODUZIONE, OBIETTIVI SPECIFICI, SCOPO DELLO STUDIO

La ialuronidasi è un enzima ampiamente utilizzato in medicina estetica per risolvere le problematiche legate all’utilizzo di filler a base di acido ialuronico, vale a dire in tutti quei casi in cui si renda necessario sciogliere un filler crosslincato; si tratta di una sostanza di derivazione animale purificata e standardizzata in modo da ottenerla di grado farmaceutico, il suo impiego deve avvenire con la dovuta cautela a causa di potenziali affetti avversi, in particolare di tipo allergico che, seppur in casi rari, si potrebbero manifestare.

Il medico, prima di utilizzare farmaci a base di Ialuronidasi, dovrebbe essere adeguatamente informato sulla modalità di impiego, esistono dei protocolli di utilizzo che sono stati messi in atto a seguito della esperienza di alcuni professionisti che hanno dedicato molto spazio della loro ricerca clinica all’utilizzo dei questo farmaco come rimedio a problematiche causare da filler crosslincati a base di Acido ialuronico, alcuni di loro hanno delle casistiche cliniche ormai consolidate sull’utilizzo della ialuronidasi. L’impiego della Ialuronidasi in estetica serve per l’eliminazione di noduli sottocutanei o per ridurre l’eccesso di filler iniettato, nel primo caso l’impiego della Ialuronidasi può avvenire in associazione a terapia antibiotica e steroidea antiinfiammatoria, nel secondo caso la Ialuronidasi viene iniettata subito dopo aver impiegato un filler, sebbene per filler a lunga durata una piccola correzione possa essere insufficiente ;  In caso di iniezione non corretta di riempitivi HA (ad es. Quantità eccessive o embolizzazione arteriosa), la ialuronidasi potrebbe essere impiegate efficacemente entro le prime quattro ore dopo l'iniezione del filler. Dopo questo periodo di tempo, l'applicazione degli enzimi non è in grado di evitare significativamente la necrosi della pelle e le ulcerazioni, anche se potrebbe ridurre la dimensione della zona necrotica e migliorare il processo di guarigione.

La Ialuronidasi, in qualità di collagenasi di VI tipo, è una molecole che può essere utilizzata efficacemente anche per altri impieghi in medicina estetica, ad esempio sia da sola che in associazione ad altri farmaci, può essere impiegata per risolvere gli inestetismi causati dalla panniculopatia edemo fibro sclerotica; anche per questo impiego esistono delle casistiche cliniche di impiego che ne dimostrano l’efficacia terapeutica.

Un ulteriore impiego della Ialuronidasi che viene esplorato di recente, è rappresentato dalla sua possibile capacità di ridurre l’inspessimento fibroso sottocutaneo che sta alla basa della induratio penis, con conseguente disagio psicologico funzionale causati da tale patologia.

CONCLUSIONI

In conclusione la ialuronidasi è un enzima multi funzionale ed utilizzabile in diversi distretti corporei con modalità operative diverse e diverse e diverse indicazioni di impiego,  rappresenta un valido aiuto al medico estetico.   

 

 

VALUTAZIONE CLINICA MEDIANTE PINCHING TEST DEGLI EFFETTI BIORIVITALIZZANTI DI UN MEDICAL DEVICE A BASE DI TCA MODULATO CON PEROSSIDO D'IDROGENO

C. A. Lampignani

Abbiamo voluto valutare l'efficacia di un medical device a base di acido Tricloracetico al 33% tamponato con H2O2 e contenente acido cogico.  La formulazione consente una stimolazione intensa degli strati dermici, sopprimendo l'azione superficiale di desquamazione dello strato corneo, effetto poco gradito dai pazienti in quanto visibile per alcuni giorni e consistente nella formazione di strati  nerastri di corneociti che si sfaldano dando un aspetto superficiale di cute incartapecorita.

Grazie alla preparazione utilizzata in questo lavoro, la penetrazione dell' acido Tricloracetico non viene bloccata e procede normalmente andando a stimolare gli strati profondi  e promuovendo un effetto rigenerativo.  Il TCA si autotampona poi grazie alla denaturazione delle proteine dermiche e quindi autolimitando la sua azione di stimolo dei tessuti.

Gli effetti biorivitalizzanti e rigeneranti del medical device sono stati da noi valutati con il Pinching test

(test di Lampignani-Massirone) che consiste nell' evidenziare con le dita dell'operatore una piega cutanea a livello della guancia del/della paziente, mantenere tale piega tra le dita per un tempo standardizzato, rilasciare e osservare, cronometro alla mano, in quanto tempo scompare la "memoria" della piega così ottenuta. Il Pinching Test, non solo ci consente di cogliere lo stato di malessere/benessere della cute e quindi indirettamente fornendoci  preziose informazioni su idratazione, elasticità, spessore, tonicità dei tessuti, ma ci dà la possibilità di valutare l'efficacia dei trattamenti che andremo ad eseguire ripetendolo al termine del ciclo di sedute, e addirittura la possibilità di prevedere e preventivare quindi tempi e numero di applicazioni necessarie e consigliabili.

I risultati ottenuti con tale metodica sono assolutamente interessanti e documentati da foto e filmati.

PRINCIPIO/MOLECOLA/TECNOLOGIA

TCA modulato con perossido d'idrogeno

NOME COMMERCIALE

PRX-T33

Agorà dal 1986 attività scientifica e formativa per la Medicina Estetica

32
Anni di Scuola di
Formazione in Medicina Estetica
20 Congressi Scientifici di Rilevanza Internazionali
512 Corsi di formazione organizzati
493 Crediti ECM formativi erogati ogni anno (circa)

specificamedicinaestetica       logofism  sorgentelogoecm  logoiso   logocollegiomedicinaestetica     logouni

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