ABSTRACT RELAZIONI 2017

ACCESSO UTENTI REGISTRATI - SOCI E STUDENTI

PUNTO DI ACCESSO ASSOCIATI AGORA'


DERMATOLOGIA E TRICOLOGIA: IL TRATTAMENTO DELLA PATOLOGIA E DELL'INESTETISMO

TITOLO RELAZIONE:

Plasma exeresis: come trattare acne e cicatrici

INTRODUZIONE, OBIETTIVI SPECIFICI, SCOPO DELLO STUDIO

La plasma exeresi e una tecnica minimamente invasiva che consente la rimozione di neofomazioni cutanee o il miglioramento di diverse condizioni della pelle. Funziona ionizzando i gas presenti nell’atmosfera del GAP (spazio interposto tra il puntale dello strumento e il tessuto bersaglio, generando il plasma: il plasma colpisce il tessuto e lo sublima. Il manipolo puo essere utilizzato in modalita continua o a single spot. Lo scopo dello studio è dimostrare l'efficacia di tale trattamento mediante immagini cliniche anche supportate dall'utilizzo della microscopia laser confocale.

MATERIALI E METODI

Pazienti coinvolti 30

Criteri di inclusione: età tra 18-70 anni con acne in fase attiva o cicatrici

Criteri di esclusione: patologie autoimmuni, assunzione di isotretinoina, tendenza allo sviluppo di cheloidi

Trattamento in numero di sedute variabili da 1 a 5.

Controllo e riscontro clinico a T0 + T30 +T60 +T120

Metodi di misurazione ed analisi: Fotografia Digitale standardizzata, Microscopia lase confocale

RISULTATI

Sono stati trattati con plasma exeresi 15 pazienti affetti da acne e 15 con cicatrici. Per l’acne sono state necessarie almento 3 sedute; 6 paziente hanno eseguito 5 sedute.

Entrambe le patologie hanno mostrato miglioramento clinico obbiettivabile. Mediante immagini di microscopia confocale si è inoltre vista la normalizzazione della ghiandola sebacea dove prima era presente una lesione acneica attiva. Le croste indotte dal trattamento sono cadute spontamìneamente in 5-7 giorni. L’eritema post-trattamento è durato per 30-40 giorni. Non si sono registrati fenomeni di iperpigmentazione.

CONCLUSIONI

Il trattamento di cicatrici ed acne mediante plasma exeresi, sulla casistica clinica in oggetto si è dimostrato efficace e privo di effetti collaterali a lungo termine.

KEYWORDS

Plasma exeresi, acne, cicatrici, microscopia laser confocale.

 

ABSTRACT CONGRESSO AGORA’ MILANO OTTOBRE 2017

Dr. Luis Campos, MD., PhD.

Chirurgo oncoplastico

TITOLO: “Trapianto di capelli con tecnica robotizzata: Disegno e mappatura 3D dell’area d’impianto”

 

Finito il lavoro di prelievo delle unità follicolari, sia con tecnica FUE sia con tecnica FUT, il chirurgo affronta il compito di come distribuire questi grafts nell’area d’impianto. Quando la zona da impiantare si presenta completamente calva la creazione delle incisioni di impianto è più facile e ottenere una densità omogenea non è molto complesso.

La difficoltà compare quando ci troviamo difronte a un’area che conserva parte dei capelli e, soprattutto, quando la perdita dei capelli non è stata uniforme in tutta la zona. La tecnica robotizzata di creazione delle incisioni o site-making ci permette di pianificare una distribuzione omogenea dei grafts, tenendo conto dei capelli esistenti in ogni centimetro quadro e non danneggiando i loro bulbi piliferi. Le possibilità di pattern personalizzati, di modificazione dell’inclinazione e della direzione dei capelli da impiantare e la creazione di densità diverse per singola zona sono infinite con la tecnica di disegno 3D robotizzata.

IL TRAPIANTO DI BULBI PILIFERI NEL TRATTAMENTO DELL’ ALOPECIA ANDROGENETICA E NON SOLO

L. Sala – M. Maspero 

INTRODUZIONE, OBIETTIVI SPECIFICI, SCOPO DELLO STUDIO

L'intervento chirurgico di autotrapianto di bulbi piliferi viene da noi utilizzato da oltre un ventennio nel trattamento dei diversi quadri di alopecia andro-genetica maschile e femminile. Nel corso degli anni abbiamo sperimentato  con successo questo intervento in altre situazioni quali la ricostruzione di sopracciglia,  ciglia,  basette e barba; su cute ustionata;   nel rinfoltimento del pube.

 

MATERIALI E METODI

Preleviamo una striscia unica di capillizio in sede occipitale, dove i bulbi piliferi sono più folti e robusti, garantendo così  la  miglior qualità possibile delle unità follicolari. La  preparazione delle unità follicolari stesse viene effettuata al microscopio o su piastre retroilluminate. Le incisioni in sede ricevente rispettano rigorosamente  l’ orientamento dei bulbi piliferi sul capillizio o nelle diverse sedi. L’ impiego contemporaneo di 2-3 operatori nelle diverse fasi dell’ intervento consente una ottimizzazione dei tempi chirurgici.

RISULTATI

La crescita del bulbo trapiantato avverrà a  3-4 mesi dall’ intervento e sarà poi costante nel tempo. Il corretto posizionamento con rispetto dell’ orientamento del bulbo stesso, fondamentale per un risultato naturale. L’ intervento potrà essere ripetuto dopo un anno, se necessario (calvizie estesa).

CONCLUSIONI.

L’ autotrapianto di bulbi piliferi ad unità follicolari si conferma tecnica chirurgica di prima scelta nei diversi gradi di alopecia andro-genetica e  nel rinfoltimento di aree diradate dell’ estremo cefalico e non solo.

LA TERAPIA FOTODINAMICA NELL’ACNE

S. M. Serini

Medico Chirurgo Specialista in Dermatologia e Venereologia

La terapia fotodinamica è una metodica di trattamento dell’acne innovativa, non invasiva ed efficace, come risulta da numerosi lavori pubblicati in letteratura internazionale e su pelle di differenti etnie e fototipi. Nata come terapia per la cura di tumori cutanei, la terapia fotodinamica ha visto espandersi lo spettro delle sue possibili applicazioni rapidamente negli anni.

La terapia fotodinamica si basa sull’applicazione a livello cutaneo di prodotti topici contenenti precusori della protoporfirina IX (fotosensibilizzanti indiretti) o altri fotosensibilizzanti come il blu di metilene o il verde di indocianina (fotosensibilizzanti diretti). Tali sostanze dimostrano un assorbimento preferenziale da parte delle cellule coinvolte nella patogenesi dell’acne. Una volta trascorso il tempo necessario per un corretto assorbimento del principio attivo, la cute può essere illuminata con sorgenti lumonose artificiali aventi lunghezza d’onda specifica per la sostanza fotosensibilizzante impiegata e per il livello di profondità che la luce deve raggiungere nella cute o con luce solare naturale (protocolli daylight). Viene così a generarsi una reazione fotodinamica con produzione di specie reattive dell’ossigeno, le quali determinano necrosi, apoptosi o alterata funzione delle cellule bersaglio. In particolare nell’acne la terapia fotodinamica risulta efficace nel trattare sia le lesioni comedoniche che le lesioni papulopustolose e nodulocistiche. La terapia fotodinamica risulta efficace e ben tollerata sia nelle acni di gravità lieve che di gravità severa. La terapia fotodinamica può essere integrata con altre metodiche terapeutiche per una ancora maggiore efficacia. La terapia fotodinamica risulta essere ben tollerata, con pochi e lievi effetti collaterali quali rossore e secchezza cutanea. Il trattamento può causare dolore/bruciore nella fase di illuminazione, tuttavia ciò è variabile da Paziente a Paziente e in base alle concentrazioni di principio attivo utilizzate, al tempo di incubazione e all’intensità di illuminazione (irradianza e fluenza totale). La presentazione tratterà i principi e le metodiche della terapia fotodinamica applicata all’acne e passerà in rassegna i principali studi pubblicati in tale campo.

PRINCIPIO/MOLECOLA/TECNOLOGIA

ACIDO AMINOLEVULINICO 5%

LATTOFERRINA

LAMPADA A LED COLORE ROSSO

PENNA ELETTRONICA PER MICRONEEDLING

NOME COMMERCIALE

ALAFAST 05 FUNZIONA

SUBFERRINA FUNZIONA

PHOTON 630 ALPHASTRUMENTI

E-DERMASTAMP ALPHASTRUMENTI

TRATTAMENTO INTRADERMICO DEL CUOIO CAPELLUTO CON ACIDO IALURONICO E PEPTIDI BIOMIMETICI: EFFICACIA E TOLLERABILITÀ

S. Caboni

Medico Chirurgo Medico Chirurgo

 

INTRODUZIONE, OBIETTIVI SPECIFICI, SCOPO DELLO STUDIO

L’obiettivo è dimostrare l’efficacia e la tollerabilità del trattamento combinato con acido ialuronico e peptidi biomimetici nell’alopecia e nel

MATERIALI E METODI

Pazienti di età tra 30 e 60 anni di sesso maschile e femminile con alopecia.

Criteri di esclusione: patologie autoimmuni, piastrinopatie note, infezioni o traumi in sede di iniezione

Trattamento: 4 sedute ogni 2-3 settimane.

Controllo e riscontro clinico a T0 + T30 +T90

Metodi di misurazione ed analisi: Fotografia Digitale standardizzata, tricogramma

RISULTATI

I risultati hanno portato l’evidenza di una buona efficacia di trattamento in tutti i pazienti,  con riduzione della caduta e aumento di spessore del capello.

CONCLUSIONI

Il trattamento del cuoio capelluto con acido ialuronico e peptidi biomimetici si è dimostrato efficace e ben tollerato nel trattamento della alopecia.

KEYWORDS

acido ialuronico, peptidi biomimetici, alopecia

ACNE ATTIVA E CICATRIZIALE: HOW DO IT

G. M. Izzo

Specialista in Dermatologia, Napoli

P. Tarantino

Medico Chirurgo, Perfezionato in medicina estetica

LA NOSTRA ESPERIENZA NEL TRATTAMENTO DELL’ACNE ATTIVA E CICATRIZIALE CI HA PORTATO AD UTILIZZARE QUANTO DI PIU’ INNOVATIVO E’ A DISPOSIZIONE DEL MEDICO ESTETICO.

DECRIVIAMO IL NOSTRO ATTUALE ITER TERAPEUTICO, CHE UNISCE AI PEELING CHIMICI LA TERAPIA FOTODINAMICA NELL’ ACNE ATTIVA, MENTRE NELL’ ACNE CICATRIZIALE AGGIUNGIAMO IL LASER FRAZIONATO CO2 E UNA RADIOFREQUENZA FRAZIONATA CON MICROAGHI DI ULTIMA GENERAZIONE.

MOSTRIAMO I NOSTRI RISULTATI.

PRINCIPIO/MOLECOLA/TECNOLOGIA

Peeling chimici - radiofrequenza frazionata - laser frazionato co2 - terapia fotodinamica

NOME COMMERCIALE

Vari peeling - endymed - mixto - multiclear

MELASMA: NOVITÀ NELL’ EZIOPATOGENESI E NELL’APPROCCIO TERAPEUTICO

P. Tarantino

Medico Chirurgo, Perfezionato in medicina estetica

G. M. Izzo

Specialista in Dermatologia, Napoli

DA MOLTI ANNI CI OCCUPIAMO DELLE POSSIBILI STRATEGIE TERAPEUTICHE DA UTILIZZARE NEL TRATTAMENTO DEL MELASMA, CONSAPEVOLI DELLE NOTEVOLI DIFFICOLTA’ CHE POSSIAMO INCONTRARE NELLA CORREZIONE DELLE CHIAZZE IPERCROMICGHE PRESENTI NELLA DERMATOSI.

IN QUESTA RELAZIONE VOGLIAMO FARE IL PUNTO SU QUANTO E’ EMERSO NEGLI ULTIMI TEMPI RIGUARDO L’ EZIOPATOGENESI DEL MELASMA, NONCHE’ RIFERIRE DI DUE INNOVATIVI APPROCCI TERAPEUTICI DA NOI PROVATI, CHE CI SEMBRANO EFFICACI, SICURI E SENZA FREQUENTI EFFETTI COLLATERALI.

PRINCIPIO/MOLECOLA/TECNOLOGIA

Acido tranexamico - idebenone

NOME COMMERCIALE

me line - amelan hqf - amelania

ATTIVITÀ ANTIMELANICA DELL’ACIDO SUCCINICO E DELL’ACIDO TRANEXAMICO

M. Ceccarelli

Docente Medicina Estetica e Medicina Fisiologica - Università di Barcellona - Spagna

Lo studio delle sostanze che hanno azione antimelanica porta ad evidenziare sempre nuovi principi attivi. Tra questi, l'acido succinico e acido tranexamico.

L’acido succinico agisce:

  • riducendo i danni causati dai radicali liberi dell'ossigeno
  • trasformando la melanina scura in melanina chiara
  • inibendo l'ossidazione della tirosina e della DOPA
  • bloccando la funzione della tirosinasi per chelazione del rame

L’acido tranexamico agisce:

  • bloccando l’attivatore del plasminogeno prodotto da cheratinociti
  • bloccando la fosfolipasi A2 e la pigmentazione infiammatoria
  • bloccando l'attivazione dei melanociti attraverso il sito di legame per la lisina

PRINCIPIO/MOLECOLA/TECNOLOGIA

Acido succinico

Acido tranexamico

VALUTAZIONE DI UN UNGUENTO ARRICCHITO IN CBD PER IL TRATTAMENTO DI ACNE, DERMATITE ATOPICA E PSORIASI: PROTOCOLLO DI STUDIO DI UNO STUDIO PRELIMINARE, ANEDDOTICO E SPONTANEO

B. Palmieri

Professore Universitario di Chirurgia Generale

L’acne è una patologia cutanea molto comune, caratterizzata da un aumento della produzione di sebo e da infiammazione delle ghiandole sebacee. La dermatite (o eczema atopico o eczema) è invece la più diffusa patologia infiammatoria della pelle in età pediatrica, che interessa il 20% dei bambini almeno una volta durante l’infanzia e circa il 3% degli adulti. La psoriasi, patologia della pelle in cui si verifica anche il coinvolgimento anche del sistema immunitario, è caratterizzata da iperproliferazione dei cheratinociti.

Il cannabidiolo (CBD) possiede attività anti-acne ed anti-infiammatoria mediante la regolazione delle molecole coinvolte nell’attività della produzione di sebo (es. acido arachidonico, acido linoleico e testosterone). Il CBD, inoltre, riduce la proliferazione dei sebociti attivando il canale ionico transient receptor potential vanilloid-4 (TRPV4) ed alleviando la flogosi. Infatti, l’attivazione di questi canali ionici interferendo con la via lipogenica ERK1/2 MAPK determina una downregolazione del recettore nucleare nuclear receptor interacting protein-1 (NRIP1), il quale influenza il metabolismo glucidico e lipidico, ed inibisce la lipogenesi. Infine, il CBD ha attività anti-infiammatoria, regolando il recettore A2a adenosine receptor che determina l’inibizione del signaling mediato da NF-κB.

La interazione del CBD con questi recettori e canali ionici suggerisce che tale cannabinoide abbia una potenziale attività clinica anti-psoriasica, anti-dermatite ed anti acne.

Per verificare questa ipotesi abbiamo sviluppato un protocollo di studio che andrà a valutare gli effetti di un unguento arricchito in CBD in 30 pazienti con acne, dermatite atopica e psoriasi. I pazienti saranno arruolati previo esame clinico atto ad accertarne le affezioni cutanee. I parametri cutanei monitorati saranno la idratazione della cute ed il sebo, che verranno monitorati prima di iniziare il trattamento e dopo 3 mesi di terapia topica. Inoltre, verranno acquisite immagine fotografiche delle lesioni cutanee trattate durante tutto il periodo di trattamento. Infine, la sintomatologia associata verrà valutata con i questionari Scoring Atopic Dermatitis (SCORAD) index, Acne Disability Index (ADI) e Psoriasis Disability Index (PDI), rispettivamente per dermatite atopica, acne e psoriasi, ed i punteggi confrontati prima e dopo il trattamento. I Risultati verranno poi presentati e discussi.

KEY WORDS:

Acne, dermatite, psoriasi, cannabidiolo

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