ABSTRACT RELAZIONI 2017

ACCESSO UTENTI REGISTRATI - SOCI E STUDENTI

PUNTO DI ACCESSO ASSOCIATI AGORA'


ESPERIENZE PERSONALI IN MEDICINA ESTETICA

FILLER: EVOLUZIONE DEI BIOMATERIALI FINALIZZATA ALLA SICUREZZA

R. Pelliccia

Medico Estetico, Roma

INTRODUZIONE, OBIETTIVI SPECIFICI, SCOPO DELLO STUDIO

Analizziamo in questo studio le principali sostanze filler usate negli anni e si valuta dalla casistica personale accumulata nel tempo i pregi ed i difetti delle varie sostanze con lo scopo specifico di capire le cause degli effetti secondari riscontrati.

MATERIALI E METODI

Vengono presi in considerazione sia vecchi prodotti non riassorbibili ma ancora presenti nei tessuti, fino ai più recenti filler con acido ialuronico di moderna bio tecnologia e nuove sostanze come la carbossimetilcellulosa. Sono stati documentati con valutazione fotografica, istologica, termografica e con Risonanza magnetica i più comuni effetti collaterali riscontrati negli anni con le varie sostanze filler.

RISULTATI

I risultati hanno dimostrato che con le più moderne tecnologie la gravità degli effetti collaterali è andata diminuendo nel tempo pur continuando a manifestarsi problematiche minori legate alla maggior persistenza nei tessuti dei prodotti più recenti studiati per una durata maggiore dell’ effetto correttivo.

 

CONCLUSIONI

Dall’ esame dei dati e dalle osservazioni raccolte, possiamo supporre che l’evolversi della biotecnologia ci ha portato ad avere a disposizione prodotti sempre più sicuri, ma ancora soggetti ad effetti collaterali verosimilmente dipendenti dalle tecnologie di crosslink applicate.

PRINCIPIO/MOLECOLA/TECNOLOGIA

COLLAGENE - ACIDO IALURONICO -IDROGEL -CARBOSSIMETILCELLULOSA

NOME COMMERCIALE

COLLAGEN - ACIDI IALURONICI VARI - AQUAMID E SIMILI - ERELLE

Confronto tra protocolli:  microfat  a seduta singola vs protocollo integrato di lipofilling con bioristrutturazioni mensili   nel ripristino dei volumi del volto

M. Goisis

Chirurgo Maxillofacciale

Obiettivo: Confrontare l’efficacia e la soddisfazione del paziente riguardo a due diversi protocolli di esecuzione del lipofilling mini-invasivo (microfat) sul volto. Un gruppo è stato sottoposto nel corso di 12 mesi a una singola seduta di microfat, mentre un secondo gruppo è stato sottoposto ad una seconda seduta ad almeno 3 mesi di distanza dalla prima, eseguendo inoltre sedute mensili di bioristrutturazione viso.

Materiali e Metodi: tra il 1/1/2014 ed il 30/11/2016 sono stati trattati per il ripristino dei volumi del volto 500 pazienti: 250 di essi sono stati trattati con una singola seduta di lipofilling in anestesia locale; i restanti 250 con 2 sedute di lipofilling, distanziate tra loro di almeno 3 mesi, eseguendo ogni mese una seduta di bioristrutturazione facciale. Per entrambi i gruppi il lipofilling è stato eseguito tramite un sistema chiuso di nuova concezione, dotato di cannula brevettata. Le aree facciali trattate nelle sedute di lipofilling sono state le tempie, le occhiaie, i solchi lacrimali, l’area malare, i solchi nasogenieni, le guance, le labbra ed il mento. Le sedute di bioristrutturazione sono state eseguite utilizzando per ciascuna seduta 2,5 cc di un mix di amminoacidi liofilizzati e sodio jaluronato. I pz sono stati valutati con fotografie standard ed ecografie prima del trattamento e dopo 4 settimane, 3 , 6 e 12 mesi. Ai pz è stato chiesto di esprimere il loro grado di soddisfazione riguardo al trattamento tramite un semplice questionario.

Risultati: Il gruppo di pazienti del protocollo a sessioni di lipofilling multiple associate a bioristrutturazione mostra  un significativo maggiore grado di soddisfazione, in particolare dopo i 6 mesi dalla prima sessione di lipofilling (85% contro 45%). Gli esami fotografici ed ecografici hanno parimenti testimoniato una correzione maggiore e soprattutto più stabile nel medio-lungo termine dei difetti volumetrici del volto e delle rughe di texture. 

ADIPOFILLING, LA TECNICA

S. Capurro

 


Nel video è descritta step by step la preparazione dell’Adipofilling tecnica che rivoluziona i lipofilling.
L’Adipofilling ha la caratteristica di non presentare inconvenienti e di sostituire in maniera vantaggiosa, meno traumatica e con più efficacia e versatilità i macrofat, i microfat i nanofat e la Lipostruttura.
La metodica è stata messa a punto in circa 10 anni di studi e di sperimentazione. Questi studi hanno portato alla realizzazione di un dispositivo monouso economico che consente a tutti i chirurghi di realizzare interventi efficaci e nuovi, con piccole o grandi quantità iniettate in profondità, in superficie e anche intradermiche, senza complicanze.

SEMEIOTICA MEDICO-ESTETICA: DALL'ESAME ISPETTIVO E PALPATORIO AL TEST SEMEIOTICO  FUNZIONALE DENOMINATO PINCHING TEST

C. A. Lampignani

L'autore riporta un breve excursus di quelli che sono gli atti posti in essere durante una visita medica al fine di valutare lo stato cutaneo del/della paziente alla visita "zero", mediante tests di semeiotica clinica e documentazione fotografica che ogni medico ad indirizzo estetico mette in atto giornalmente nel suo studio, fino ad arrivare al Pinching Test (Lampignani-Massirone), metodica semeiotica che non solo evidenzia lo stato cutaneo compromesso prima degli interventi medici, ma soprattutto consente di documentare, con i dovuti rilievi iconografici, le variazioni e  i miglioramenti ottenuti durante e al termine del ciclo di trattamento.

Lassità tessutali ed adiposità del viso e del collo: protocollo personale con ultrasuoni focalizzati e  TCA/H2O2

F. P. Alberico – R. Castellana

 

 

INTRODUZIONE, OBIETTIVI, SCOPO DELLO STUDIO

Per la correzione della lassità cutanea importante del viso e del collo trattamento principe è quello chirurgico del lifting. Esistono poi altre procedure meno invasive di quella chirurgica che fanno ricorso ai laser in fibra, alle radiofrequenze tramite cannula o all’impianto dei fili di ancoraggio.  Per coloro che non intendono sottoporsi a procedure così invasive e con un downtime a volte abbastanza disagevole, sicuramente gli ultrasuoni focalizzati (HI-FHU) possono rappresentare una alternativa assolutamente valida ed accettabile, peraltro ripetibile. Viene presentato un protocollo del tutto personale che prevede di far seguire al trattamento con HI-FHU, per enfatizzarne l’azione di neoattivazione collagenica, applicazioni di medical device a base di Acido Tricloroacetico (TCA) al 33%, complessato con perossido di idrogeno (H2O2). Vengono valutate, in funzione delle singole situazioni da trattare, le più opportune opzioni da scegliere, e le eventuali combinazioni.

MATERIALI E METODI

Il protocollo ha previsto l’impiego degli HI-FHU come da letteratura (una o due sedute a distanza di 45/60 gg. l’una dall’altra); dalla settimana successiva al tratta mento con gli HI-FHU, applicazioni settimanali del peeling al TCA, prima citato.

 

RISULTATI

Oltre il grado di soddisfazione delle Pazienti, principalmente legato al risultato ed al l’ottimo down-time, per una più corretta valutazione dei risultati clinici, viene presentata una adeguata iconografia, “pre e post” trattamento, acquisita sia con apparecchiatura fotografica digitale che con un “sistema fotografico” innovativo, ma ampiamente consolidato, in grado di rilevare la texture cutanea ed i contenuti in melanina ed emoglobina.

CONCLUSIONI

L’impiego del medical device a base di TCA al 33%, complessato con H2O2  sembrerebbe offrire, una marcia in più ai risultati, già significativi ottenibili con gli ultrasuoni focalizzati, ma soprattutto consente di non “abbandonare” i Pazienti, ma piuttosto di seguirli meglio ed accompagnarli, specie quelli più critici,  fino ad una eventuale seconda applicazione di  HI-FHU

 

KEYWORDS

HI-FHU, ultrasuoni focalizzati, medical device, TCA modulato con H2O2

PRINCIPIO/MOLECOLA/TECNOLOGIA

HI-FU (ULTRASUONI FOCALIZZATI) - TCA 33% MODULATO CON H2O2 + AC.KOGICA 5%

NOME COMMERCIALE

ULTRAFORMER III CLASSIS - PRX T33

IDROSSIAPATITE E LIDOCAINA: NUOVA FORMULAZIONE RISULTATI DI UNO STUDIO SU 25 PAZIENTI

G. Muti

INTRODUZIONE, OBIETTIVI SPECIFICI, SCOPO DELLO STUDIO

Con il passare tel tempo i filler stanno modificando le loro formulazioni per essere più performanti ed andare incontro alle esigenze dei pazienti. Anche la idrossiapatite di calcio è stata associata alla lidocaina trovando una formulazione stabile. Lo studio nasce dalla necessità di dimosrare la sicurezza del prodotto e la sua versatilità

MATERIALI E METODI

sono stati trattati 25 pazienti donne di diversa età con 1,5cc-4,5cc di idrossiapatite sul volto.

I pazienti sono stati valutati con la merz scale e sono stati considerati vari indici di qualità e tipo di risultato e soddisfazione delle pazienti

RISULTATI

i risultati hanno dimostrato la sicurezza del prodotto e la sua versatilità

CONCLUSIONI

l'idrossiapatite di calcio ha dimostrato di essere un prodotto versatile, non doloroso per le pazienti e pratico da usare per il medico

KEYWORDS

idrossiapatite di cacio, ringiovanimento del volto

PRINCIPIO/MOLECOLA/TECNOLOGIA

Idrossipatite di calcio

NOME COMMERCIALE

Radiose plus

STUDIO A 18 MESI SULL’EFFICACIA DI UN INNOVATIVO INIETTORE DI ACIDO IALURONICO COME ALTERNATIVA ALLA CLASSICA INIEZIONE CON SIRINGA

R.Dell’Avanzato

Medico Chirurgo Specialista in Chirurgia

 

 

Introduzione: Lo studio vuole dimostrare l’efficacia di un innovativo strumento elettronico, senza fili, motorizzato, per l’iniezione di differenti tipi di acido ialuronico.

Materiali e metodi: Lo studio è stato condotto a partire dalla fine di aprile 2015 valutando i risultati su 396 pazienti, divisi in 5 classi di età, trattati con l’innovativo strumento. Criterio di inclusività è stato che i pazienti dovevano aver ricevuto almeno una iniezione classica di acido ialuronico negli ultimi 12 mesi. Nessun paziente ha ricevuto anestesia. Dopo il trattamento è stato chiesto ai pazienti di rispondere a 4 domande sul trattamento.

Risultati: Tutte le classi dei pazienti hanno confermato i risultati preliminari a 11 mesi. I risultati da me ottenuti confermano il trial europeo (Kantar Health, 2014) sulla soddisfazione dei pazienti (90.6%) e nella riduzione del dolore (70.9%), dimostrando l’efficacia di questo strumento nella riduzione dei disagi legati al trattamento classico.

Conclusioni: Questo strumento iniettivo rappresenta un sistema innovativo per l’iniezione di differenti tipi di acido ialuronico (con differente cross-linking) in tutte le aree del volto dove è in grado di offrire migliore precisione e controllo rispetto alla classica iniezione.

PRINCIPIO/MOLECOLA/TECNOLOGIA

TEOSYALPEN

NOME COMMERCIALE

TEOSYALPEN

STUDIO MORFOLOGICO SULL’INTERAZIONE TRA UN FILLER DI GEL DI AGAROSIO E LA CUTE UMANA

A. Pirino

Professore associato - Dipartimento di Scienze Biomediche, CRISMENC, Università degli Studi di Sassari

G. Maullu

CRISMENC, Università degli Studi di Sassari

INTRODUZIONE, OBIETTIVI SPECIFICI, SCOPO DELLO STUDIO

L’obiettivo del presente studio è valutare gli aspetti morfologici relativi all’interazione biologica tra un filler di gel di agarosio e le strutture cutanee umane, poichè attualmente, nella letteratura scientifica indicizzata, non sono presenti studi in tal senso sull’uomo.

MATERIALI E METODI

Sono stati selezionati 12 soggetti volontari sani, di sesso femminile, tra i 35 e i 50 anni di età. E’ stato iniettato nell’ipoderma della regione postero inferiore del tronco un filler di gel di agarosio all’1,5%, con tecnica lineare retrograda. Sono state eseguite 4 biopsie: una prima dell’impianto (T0), una dopo 1 mese dall’impianto (T1), una dopo 3 mesi (T2) e l’ultima dopo 6 mesi (T3). Le biopsie sono state fissate in formalina al 10%, incluse in paraffina, sezionate, colorate e osservate al microscopio ottico.

RISULTATI

Si è osservata una moderata, fisiologica reazione infiammatoria, caratterizzata fondamentalmente da elementi cellulari di tipo macrofagico.  Non si sono rilevate formazioni granulomatose, reazioni da corpo estraneo e reazioni fibrotiche di incapsulamento. Si è registrata una riduzione quantitativa del filler dopo sei mesi. L’aspetto morfologico dei fasci di fibre collagene ed elastiche nelle regioni adiacenti all’impianto non è dissimile da quello dei controlli.

CONCLUSIONI

Questi risultati confermano che il filler di gel di agarosio è ben tollerato dalle strutture cutanee umane, dimostrando una buona biocompatibilità.

KEYWORDS

Filler di agarosio, istologia, cute umana.

  • Indicare la molecola/e - Principio attivo/i (se farmaco/device) oppure Tecnologia (se apparecchiatura) impiegati per il lavoro
    Agarosio
  • Indicare il/i nome/i commerciali di quanto sopra indicato
    Algeness

PRINCIPIO/MOLECOLA/TECNOLOGIA

Agarosio

NOME COMMERCIALE

Algeness

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