ABSTRACT RELAZIONI 2017

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GIORNATA SPECIALISTICA IN DERMATOLOGIA

L’Autotrapianto in Pazienti Giovani

Dottor Vincenzo Gambino

Milano

L’autotrapianto in pazienti giovani è sempre una situazione estremamente delicata da affrontare.

Da un lato abbiamo un paziente che vuole una soluzione immediata alla sua perdita di capelli dall’altro ci sono le nostre legittime preoccupazioni legate alla sua giovane età e la realtà che non possiamo predirre, con assoluta certezza, future perdite di capelli.

L’autore parlerà delle sue linee guida nel trattare questo dilemma che gli pemettono di avere il consenso del paziente ed un modo sicuro di intervenire senza compromettere il risultato nel futuro

I TRAPIANTI PRECOCI, POSSIBILI CORREZIONI E LIMITI

P. Tesauro

Specialista in Chirurgia Plastica - Milano

Di frequente posso osservare come nella nostra società l’efficienza di un mezzo genera una evidente perdita di controllo sul bisogno che ne dovrebbe causare l’utilizzo. Questo è in due righe quello che è successo all’intervento di autotrapianto. In altri settori, con modi diversi, è avvenuta più o meno la stessa cosa e tra i molti esempi che mi vengono in mente l’acquisto del cellulare per i bambini minori di 10 anni è forse quello che mi ha colpito di più. 

La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale ha dato l’allarme evidenziando i rischi di questa moda ormai molto diffusa. La Società Italiana (SITRI) e quella Internazionale di Chirurgia della Calvizie (ISHRS) da anni fanno lo stesso per contrastare il fenomeno dei trapianti nei giovani.

Tra le mancanze di controllo sulle azioni, esistono similitudini molto evidenti, ed in particolare: la scarsa percezione della loro diffusione, la giustificazione e l’impossibilità in alcuni casi di correggere le conseguenze.

Nonostante le campagne informative a favore dei pazienti, un solco sempre più profondo si sta evidenziando tra chirurghi che mettono in atto comportamenti etici e propongono l’intervento chirurgico a fronte di una corretta indicazione, e chi invece considera il trapianto come una merce appetibile che se ben venduta può certamente portare profitto.

Per questi ultimi, i “clienti” più facili sono i giovani spaventati.  La perdita dei capelli intacca come ben sappiamo l’immagine e la percezione di sé. Nel mondo di Instagram e dei selfie come possiamo non capire la paura di un ragazzo ed il desiderio di fare qualcosa? Per lui il bisogno va colmato, qui ed ora.

I giovani sono quindi un bersaglio perfetto, approcciati tramite diversi canali tra cui internet, pubblicità su giornali, agenzie di viaggio, parrucchieri con il proprio tornaconto e, in un attimo, l’intervento non è più una sofisticata procedura chirurgica con regole precise, ma una “merce “che a tutti i costi viene adattata al compratore.  

E’ questo adattamento, spesso privo di ogni lungimiranza, che evidenzia in tempi brevi o medi i danni fatti da una procedura troppo precoce.

La calvizie difatti evolve con tempi e modi variabili e, con inesorabile progressione, svela i limiti degli interventi senza che il medico potesse intuire l’evoluzione del fenomeno. Le terapie, che rappresentano spesso un’ottima soluzione per evitare il trapianto, o posporlo in una età in cui le valutazioni sui rischi evolutivi sarebbero più precise, sono disattese da una buona percentuale dei pazienti giovani a cui il trapianto è stato venduto come la soluzione definitiva, senza spese aggiuntive.

E’ impossibile avere i numeri esatti di questo fenomeno che si sta allargando rapidamente ma le prime sensazioni sono preoccupanti. Purtroppo ai giovani pazienti non è chiaro come le conseguenze di scelte sbagliate siano un’onda lunga, e mi rammarica dover ammettere che gli straordinari miglioramenti apportati dalla tecnica FUE sono anch’essi utilizzati per semplificare e rendere più attraente questa mercificazione.

Molte altre onde analoghe abbiamo viste in medicina? Quale ortopedico oggi nel 2017 toglie allegramente un menisco? Conosciamo i prezzi che sono stati pagati.

Negli ultimi anni sono divenuto intollerante ai distinguo ed alle giustificazioni. E’ come sentir dire per riprendere l’esempio con cui ho iniziato: “Sono contrario ai telefonini ai bambini ma a mio figlio Mario ho dovuto darlo perché davanti dalla scuola non si riesce a parcheggiare”..... , e così .... “se non lo opero va da un altro ..., e poi mi ha detto “dottore guardi che adesso ho 21 anni, sa cosa mi frega di avere i capelli a 30!!””

I confini del rifiuto all’intervento si spostano e a volte si annullano. Le giustificazioni sono sempre più varie unite alla paura della “sedia vuota”, dell’equipe da mantenere, della concorrenza sleale ecc.; ma la verità è scomoda.

Delle conseguenze mi riprometto di parlare nel corso della presentazione ma ancora una volta è evidente che esistono casi in cui le correzioni non possono che limitarsi a camouflage più o meno complessi.

La prima tecnica di correzione dei trapianti precoci è apparentemente la più semplice: Basta dire NO! Basta non farli ed essere in grado non solo di motivare la scelta, ma di supportare il paziente con ogni possibile alternativa. Avere una rete forte di collaborazioni professionali che vi aiutino a gestire il paziente e le sue richieste senza doverlo operare per forza.

Di questi NO, garbati e motivati molti pazienti vi ringrazieranno.

Per tutte le volte che ormai è troppo tardi è utile sapere che le tecniche chirurgiche di correzione si possono dividere in diverse categorie:

Tecniche Integrative

Quando l’evoluzione della calvizie disgiunge le aree di cuoio capelluto precedentemente trapiantate ma queste possono ragionevolmente essere integrate utilizzando una zona donatrice ancora disponibile

Tecniche sottrattive

Quando è necessario rimuovere innesti precedentemente posizionati perché è impossibile ripristinare un’estetica normale. Queste tecniche possono essere parziali o totali.

Tecniche di camouflage

Quando il fallimento parziale o completo dei precedenti interventi rende necessario camuffare le cicatrici in area ricevente o in area donatrice

I piani chirurgici devono tener conto di molteplici aspetti che saranno presi in esame nel corso della presentazione, avendo consapevolezza dei limiti della tecnica ed evitando compromessi che possano creare pericolosi circoli viziosi.

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IN FASE DI CARICAMENTO

IL TEST GENETICO: UTILITÀ E LIMITI

F. Bini

Dermatologo, Firenze

L’alopecia androgenetica (AGA) è un’ affezione geneticamente determinata che tuttavia per la sua realizzazione richiede la presenza di ormoni steroidi maschili (androgeni). E’ una malattia multigenica: recentemente numerosi studi hanno evidenziato l’associazione del gene del recettore per gli androgeni  AR con la calvizie precoce nel sesso maschile.

Il gene del recettore per gli androgeni è localizzato sul cromosoma X.

Anche nelle donne la perdita androgenetica è correlata con il gene per il recettore degli androgeni (AR), localizzato sul cromosoma X. La presenza di una specifica variante nel gene AR rende il follicolo sensibile agli effetti del DHT con conseguente progressiva involuzione dei follicoli e diradamento dei capelli. Sulla base di questi risultati è stato messo a punto un test genetico di screening, per valutare il rischio di AGA nei pazienti di entrambi i sessi. Il test è semplice e innocuo: consiste nel prelevare il DNA con un tampone sterile dalla mucosa del cavo orale a livello delle guance. L’autore illustra la metodica, le indicazioni e i limiti.

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IN FASE DI CARICAMENTO

TERAPIA E PROGNOSI DEL TELOGEN EFFLUVIO

A. Marliani

Medico Chirurgo - Società Italiana di Tricologia

La prima cosa da fare è eseguire una serie completa di accertamenti per identificare la causa del telogen effluvium. È necessario eseguire degli esami ematici per accertare eventuali alterazioni tiroidee, una carenza di ferro o di altri minerali, un'alterazione nella produzione proteica. Emocromo, VES, colesterolo tot, sideremia, magnesiemia, cupremia, zinchemia, ferritina, vit B12, ac folico, proteine totali, fT4, TSH, prolattina.

Il paziente potrà comunque essere rassicurato che il processo fa parte di un normale ciclo di crescita e di caduta dei capelli e che la ricrescita dei capelli, risoltasi la causa che ha provocato la caduta) è la norma nella maggior parte dei casi.  Dal punto di vista sintomatico si ricorre all'applicazione topica di cortisone per qualche mese.

INQUADRAMENTO CLINICO DEL TELOGEN EFFLUVIO

A. Marliani

Medico Chirurgo - Società Italiana di Tricologia

Il Telogen Effluvio è la forma più frequente di caduta di capelli conseguente ad un “interferenza” o “stress” psichico o fisico. Può manifestarsi a qualunque età, in ambedue i sessi ma con predilezione per il sesso femminile. Il paziente presenta sempre un notevole incremento della caduta dei capelli con un diradamento di grado variabile. Il telogen effluvium consiste in un aumento transitorio del numero dei capelli che cadono in fase di ricambio “a clava” (con il bulbo in telogen) dai follicoli del cuoio capelluto che hanno terminato la fase di crescita. Tale processo è la conseguenza di un accelerato passaggio dalla fase di crescita (anagen) alla fase catagen ed infine alla fase telogen (fase di ricambio / caduta). La maggior parte dei pazienti è molto ansiosa, temendo, a torto,  di diventare calvo. Spesso si recano dal dermatologo con un sacchetto di plastica contenente i capelli caduti. La caduta dei capelli interessa diffusamente tutto il cuoio capelluto, comprese le parti laterali e posteriori della testa. Se la caduta è abbastanza significativa da provocare un diradamento, l'alopecia risulta evidente su tutto il cuoio capelluto. Nella forma acuta l’evento scatenante la caduta la precede di circa 6-16 settimane. Obiettivamente si osserva una caduta diffusa di capelli. Facendo scorrere le dita tra i capelli del paziente, ad ogni passaggio possono cadere moltissimi capelli, i quali sono tutti in fase telogen ed hanno il caratteristico aspetto “a clava”. Spesso si osservano nuovi capelli corti in ricrescita, i quali sono più sottili rispetto ai capelli vecchi e hanno le estremità assottigliate. Spesso l'evento scatenante il telogen effluvium influisce anche sulla crescita delle unghie. La completa ricrescita dei capelli è abitualmente la regola. Il telogen effluvium può persistere fino ad un anno dopo l'evento scatenante. Nella forma cronica (cioè che dura già da qualche mese) l’evento scatenante può non essere subito chiaro.

PRINCIPALI CAUSE DI ALOPECIA IN GIOVANE ETÀ

F. Bini

Numerose alterazioni dei capelli e malattie del cuoio capelluto possono manifestarsi in età giovanile. Oltre a patologie congenite, presenti sin dalla nascita, possono comparire già nel bambino affezioni legate a malattie organiche o a cause psicologiche. Queste affezioni  possono determinare disturbi come infiammazione, forfora e prurito, o portare a perdita dei capelli, in genere transitoria, ma talvolta persistente o definitiva. Scopo della relazione è esaminare le principali patologie tricologiche del bambino e dell’adolescente, i meccanismi eziopatogenetici e le terapie più indicate.

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