ANATOMIA TOPOGRAFICA DELL’ARTERIA INFRAORBITARIA E SUE IMPLICAZIONI CLINICHE PER IL TRATTAMENTO...


ANATOMIA TOPOGRAFICA DELL’ARTERIA INFRAORBITARIA E SUE IMPLICAZIONI CLINICHE PER IL TRATTAMENTO CON FILLER DEL SOLCO NASOLABIALE


L’obiettivo dello studio è stato quello di individuare (in preparati anatomici di 72 pazienti asiatici) la distribuzione topografica e la profondità del decorso dell’ arteria infraorbitaria e dei suoi rami in prossimità del solco nasolabiale in modo da poter iniettare filler nel solco, diminuendo il rischio di complicanze vascolari.  


L’arteria infraorbitaria, emersa dal forame infraorbitale, si è identificata decorrere sotto l’elevatore del labbro superiore per poi dividersi in tre branche: una palpebrale, presente nel 34,7 % casi; una nasale ed una labiale presenti in tutti i casi, nel grasso mediale profondo della guancia;  questi rami arteriosi si anastomizzano  con l’ arteria faciale nella regione nasolabiale e con l’ arteria oftalmica.


Le  zone di di distribuzione delle branche della infraorbitaria, estese dalla palpebra inferiore alle regioni nasale laterale e del labbro superiore,  sono state numerate sui meridiani dell’orologio centrato sul forame infraorbitario  da I a XII in senso orario a destra e in senso antiorario a sinistra.


L’arteria infraorbitaria più di frequente è stata osservata nelle zone V e VI (dal foro infraorbitario  verso il solco alare e il solco nasolabiale); la branca palpebrale è stata, con maggior frequenza, osservata nella zona I (parte mediale della palpebra inferiore); la branca nasale nella zona V (dal foro infraorbitario all’ala del naso) e la branca labiale nella zona VI (laterale alla precedente); la branca nasale si anastomizza con la faciale nella regione del solco nasolabiale accanto all’ala del naso nel 59.7%; la branca labiale si anastomizza con la faciale sotto e lateralmente al forame attraverso l’elevatore del labbro superiore o viaggia profondamente verso l’orbicolare; nel 19,4 % dei casi, l’arteria faciale ipoplasica è sostituita dall’arteria  infraorbitaria che appare piu spessa e con una distribuzione piu ampia all’ emivolto. Sono stati evedenziati i rapporti con il nervo infraorbitario: i vasi sono superficali rispetto al nervo nel 72,2 % dei casi.


In conclusione, per evitare danni all’arteria infraorbitaria con necrosi cutanea gli autori consigliano di iniettare il filler  nella parte del solco nasolabiale, accanto all’ala del naso (zone V e VI), in profondità, dopo aver toccato il periostio con la punta dell’ago o della microcannula.


COMMENTO

Gli studi anatomici sul decorso e la distribuzione vascolare delle zone sottoposte ad impianto di filler sono indispensabili per iniettare riducendo il rischio di complicanze vascolari. In studi precedenti  si è sempre considerata l’arteria faciale quale vaso principale da evitare nel trattamento del solco nasolabiale; occorre invece anche ricordare di non iniettare superficialmente nella zona del solco laterale all’ala del naso (area di 1-5 mm) per non danneggiare  l’ arteria infraorbitaria. Forse è bene anche ricordare che, in generale, non è indispensabile  iniettare in questa sede per migliorare l’aspetto del volto.


Autore del contributo di commento:

Raffaella Sommariva - Membro del Comitato Scientifico Agorà 

 ABSTRACT ARTICOLO ORIGINALE

OGGETTO DEL CONTRIBUTO DI COMMENTO


Plast Reconstr Surg.

2018 Sep;142(3):273e-280e.

doi: 10.1097/PRS.0000000000004704.


Topographic Anatomy of the Infraorbital Artery and Its Clinical Implications for Nasolabial Fold Augmentation

Kim HS, Lee KL, Gil YC, Hu KS, Tansatit T, Kim HJ.




BACKGROUND:

Understanding the topography of the blood vessels distributed around the nasolabial fold region is essential for ensuring the safety of dermal filler injections into the nasolabial fold. The purpose of this study was to provide anatomical information on the infraorbitalartery distribution and its relationship with the facial artery for use in clinical procedures involving filler injection during nasolabial foldaugmentation.


METHODS:

The infraorbital artery was investigated in the nasolabial fold region divided into zones I to XII based on clock-hour meridians centered on the infraorbital foramen. The running layers of the infraorbital artery and infraorbital nerve were also compared in the infraorbitalforamen. Changes in the infraorbital artery were observed according to vascular dominance of the facial artery.


RESULTS:

The infraorbital artery was divided into three main branches, palpebral, nasal, and labial infraorbital artery branches in 34.7, 100, and 100 percent of the specimens, respectively; with these branches of palpebral, nasal, and labial infraorbital artery observed most commonly in zones I, V, and VI, respectively. Analysis of the bilateral facial artery topography revealed that its vascular dominance was observed in 19.4 percent. The infraorbital artery was thicker and had a wider distribution on the nondominant side of the facial artery, whereas the nasal infraorbital nerve anastomosed with the facial artery in the lateral nasal region in 57.1 percent.


CONCLUSION:

Investigating and verifying the vascular structure regarding its interactions with the facial artery and infraorbital artery will provide critical information to physicians performing facial surgery and cosmetic procedures.


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