LA STERILITA' DEI FILLER A BASE DI ACIDO IALURONICO DOPO UN LUNGO PERIODO DI CONSERVAZIONE


LA STERILITA' DEI FILLER A BASE DI ACIDO IALURONICO DOPO UN LUNGO PERIODO DI CONSERVAZIONE


L’ideazione del lavoro in oggetto, parte da una pratica che viene definite “comune” tra I sanitari che praticano le specialità estetiche e, segnatamente, la conservazione di siringhe di acido ialuronico già adoperate per altri pazienti, al fine di un completamento di utilizzo delle stesse siringhe, con altri eventuali pazienti.


Ciò accade sia tra medici esperti che principianti. E’ facilmente ipotizzabile che i primi lo facciano per ottenere effetti variabili a secondo dell’area in cui lavorano, iniettando una quota di sostanza adatta alle loro esigenze e variando l’area in esame , mentre per i principianti, questo accade più facilmente per motivi di risparmio economico.


Vi sarebbe poi una terza categoria che lo scrivente non considera alla stregua degli altri sanitari già descritti e sono coloro che asserendo di iniettare una siringa intera, ne conservano artatamente una parte onde iniettarla ad altri e ottenere un risparmio nascosto. 

Ma, ripeto, questi, che sono adusi a pratiche a basso costo, in cui non si riesce davvero a capire copme facciano a coprire i costi, non vanno  neanche annoverati tra i sanitari che rispettano l’etica professionale.


I colleghi arabi che hanno stilato questo articolo, considerano una serie di siringhe, di due tra le maggiori marche in commercio, Restylane e Juvederm, tutte a base di acido ialuronico, lasciate volontariamente  aperte o forse protette in qualche modo dall’ago e dal suo cappuccetto.


Ogni siringa dopo l’uso, veniva riconfezionata nel  suo involucro originale e riposta con una etichetta indicante il nome della paziente. Le siringhe erano poi conservate con una durata media della conservazione di circa 72 mesi! Dopo tale periodo, ciò che rimaneva delle siringhe era posto in coltura al fine di identificare germi aerobi ed anaerobi, nonchè micobatteri. Al termine, non si svilupparono colture fungine né di Micobatteri né di anaerobi ma solo, in cinque siringhe, di batteri che normalmente soggiornano sull’epidermide. Dopo aver affermato che è sempre e comunque opportuno cambiare l’ago più volte, gli AA., concludono suggerendo che è preferibile terminare la singola siringa con il medesimo paziente.


Commento.  L’idea da cui nasce il lavoro in oggetto è senza dubbio affascinante e offre lo spunto per una verifica ancora più approfondita.


Difatti, allo scrivente sembra eccessivo il periodo di tempo in esame e di certo in Italia se le siringhe vengono conservate, questo accade solo per pochi giorni e non di più, speriamo…

Ora, è vero che se non compaiono sepsi a distanza di 72 mesi, non ne compariranno neanche a breve distanza ma non ne abbiamo la certezza scientifica. Inoltre, tutte le siringhe sono state conservate a temperatura ambiente e non in frigorifero e quindi non sappiamo se il freddo avrebbe potuto o meno inficiare lo sviluppo di colonie batteriche.


Ancora, i germi isolati in un esiguo campione , sono saprofiti della cute ma nel lavoro non vengono presi in esame gli aghi se non per il suggerimento di cambiarli; sarebbe stato più interessante esaminare batteriologicamente anche gli stessi aghi magari facendo aspirare con l’ago adoperato una soluzione sterile e poi messa in coltura. Questo avrebbe dato maggiori idee sulla possibilità che i germi fossero stati raccolti al momento dell’0iniezione.

Insomma un lavoro nato da una bella idea ma che con pochi accorgimenti in più, sarebbe stato ancora più valido.




Autore del contributo di commento:

Giuseppe Sito - Membro del Comitato Scientifico Agorà 

 ABSTRACT ARTICOLO ORIGINALE

OGGETTO DEL CONTRIBUTO DI COMMENTO


 Dermatol Surg. 2017 Jul;43(7):967-970.

doi: 10.1097/DSS.0000000000001091.


The Sterelity Of Partially Used Hyaluronic Acid Fillers After Long Storage

Al-Haddab M, Abduljabbar A, Al-Somaily A.



BACKGROUND: Hyaluronic acid (HA) gel fillers represent most soft tissue augmentation procedures currently used, because they have lower rates of complications compared with other materials. Many patients do not consume an entire syringe of filler but may require a retouch or intermittent augmentation after some time. The remaining material is commonly stored in a specific environment for reuse by the same patient.



OBJECTIVE: There are an insufficient number of recommendations concerning the safety of storing and reusing dermal fillers in the literature because of the paucity of studies. The aim of this study was to investigate the potential infectious contamination associated with the storage of HA fillers after patient treatment.



METHODS: Hyaluronic acid from previously used syringes was stored at room temperature under sterile conditions for varying durations beginning from 2009. Later, the material was submitted for panculture, including gram-positive and gram-negative bacteria, mycobacteria, and fungi.



RESULTS: No fungal or mycobacterial agents were cultured from any of the samples. There were a few positive bacterial cultures, but they were predominantly contaminated with normal skin surface flora.



CONCLUSION: Although it is commonly practiced, the storage of HA fillers after initial patient injection carries a real but small risk of contamination.

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