Tatuaggi e rimozione laser: cosa dice l'evidenza scientifica
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Cosa succede davvero nel derma?
Uno degli aspetti più interessanti emersi dalla letteratura scientifica degli ultimi anni riguarda la comprensione sempre più precisa della dinamica biologica del pigmento tatuato.
Contrariamente all’idea intuitiva che l’inchiostro rimanga semplicemente “depositato” nella pelle in modo statico, le evidenze istologiche dimostrano che il pigmento si localizza nel derma, dove viene inglobato principalmente da macrofagi dermici e fibroblasti¹.
Questo dato è fondamentale: il tatuaggio non persiste perché il pigmento è inerte, ma perché viene integrato in un equilibrio dinamico mediato dal sistema immunitario cutaneo.
Il meccanismo di “cattura–rilascio–ricattura”:
Lo studio di Baranska et al.¹ ha rappresentato un passaggio chiave nella comprensione della persistenza del tatuaggio. Gli autori hanno dimostrato che:
i macrofagi dermici fagocitano il pigmento;
quando queste cellule vanno incontro a turnover fisiologico, rilasciano il pigmento;
il pigmento viene immediatamente ricaptato da nuovi macrofagi residenti.
Questo meccanismo continuo di cattura–rilascio–ricattura spiega:
la stabilità del tatuaggio nel tempo;
la sua resistenza alla rimozione spontanea;
la necessità di un intervento esterno (laser) per alterare in modo significativo questo equilibrio.
In altre parole, il tatuaggio persiste non per immobilità, ma per un processo biologico attivo e regolato.
Un ulteriore aspetto ben documentato riguarda la possibilità che una quota di pigmento venga trasportata attraverso il sistema linfatico e si accumuli nei linfonodi drenanti l’area tatuata²–⁴.
Questo fenomeno è stato osservato in particolare nel contesto della biopsia del linfonodo sentinella, dove il pigmento può talvolta simulare depositi patologici². È importante sottolineare che:
la presenza di pigmento nei linfonodi rappresenta un reperto benigno e incidentale;
non è stata associata a patologie linfonodali sistemiche;
non esistono dati epidemiologici che dimostrino un aumento del rischio oncologico nei soggetti tatuati²–⁵.
La migrazione linfatica del pigmento riflette semplicemente il normale funzionamento del sistema immunitario, deputato alla gestione e al drenaggio di particelle esogene introdotte nei tessuti.
Comprendere questa dinamica biologica è essenziale anche per interpretare correttamente la rimozione laser.
Se il pigmento è mantenuto in sede da un equilibrio cellulare attivo, è evidente che la sua eliminazione:
non può essere immediata;
non può avvenire in un’unica seduta;
richiede tempo per consentire ai meccanismi fisiologici di drenaggio e clearance di agire¹.
La rimozione laser interviene rompendo questo equilibrio attraverso la frammentazione selettiva delle particelle pigmentarie, ma l’eliminazione finale resta affidata ai normali processi biologici dell’organismo.
Ad oggi, la letteratura scientifica non supporta un aumento documentato del rischio oncologico né nei portatori di tatuaggi né nei pazienti sottoposti a rimozione laser¹–³.
Gli studi più recenti contribuiscono ad affinare la comprensione dei meccanismi biologici e chimici coinvolti, ma non mettono in discussione la sicurezza clinica della procedura quando eseguita correttamente.
Riferimenti
Baranska A, Shawket A, Jouve M, et al. Unveiling skin macrophage dynamics explains both tattoo persistence and strenuous removal. J Exp Med. 2018;215(4):1115–1133.
Kim JY, et al. Tattoo pigment mimicking metastatic malignant melanoma in sentinel lymph node. Ann Dermatol. 2015;27(1):97–99.
Kluger N, Koljonen V. Tattoos, inks, and cancer. Lancet Oncol. 2012;13(4):e161–e168.
Sepehri M, Sejersen T, Qvortrup K, Lerche CM, Serup J. Tattoo pigments are observed in the Kupffer cells of the liver indicating blood-borne distribution of tattoo ink. Dermatology. 2017;233(1):86–93.
Serup J, Kluger N, Bäumler W, eds. Tattooed Skin and Health. Basel: Karger; 2015.
Hauri U, Hohl C, Kappeler A, et al. Chemical composition of tattoo inks and potential health risks. J Hazard Mater. 2015;282:127–135.
European Chemicals Agency (ECHA). Restriction of hazardous substances in tattoo inks and permanent make-up. REACH Regulation, EU.
Bauer EM, Ricci C, Cecchetti D, et al. Toxicological problems of tattoo removal: characterization of femtosecond laser-induced fragments of Pigment Green 7 and Green Concentrate tattoo ink. Arch Toxicol. 2025;99(4):1355–1369.












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