Ultra Young e Social media: se il ritocchino inizia a 20 per inseguire la perfezione dei filtri

Meno chirurgia invasiva, più interventi soft e reversibili. Risultato: la medicina estetica conquista le giovanissime. Alert? Parliamone


... Già, equilibrio: è la parola chiave, soprattutto quando si avvertono difetti fisici che in realtà non esistono.

«Vent’anni fa la maggior parte dei trattamenti di medicina estetica era affrontata da persone over 50, oggi l’età si è abbassata. Bisogna essere molto cauti nel proporre cose che si possono mantenere, non fantasmi o fantasie. Dobbiamo sensibilizzare i giovani: i dismorfismi legati ai selfie non sono reali», avverte Alberto Massirone, presidente di Agorà-Società italiana di medicina estetica. «Non dobbiamo seguire tutto quello che un giovane vuole senza una logica apparente, ma solo perché attratto dal consumismo o da qualche modello effimero. Il compito del medico estetico è fare da filtro, non perseguire obiettivi falsi. Dev’esserci un problema vero su cui intervenire, e il medico dev’essere in grado di capire il grado reale di sofferenza di una persona».


Per esempio, la riconfigurazione delle labbra con filler riassorbili dall’organismo, uno dei trattamenti più richiesti, va affrontata «con una visione critica del viso, se le labbra sono troppo sfuggenti. Idem il rinofiller, una rinoplastica non chirurgica, che si può fare se il naso ha una gobbetta, è leggermente storto o troppo lungo. Man mano che si invecchia, si riconfigura la parte interessata in maniera coerente». I trattamenti, quindi, hanno senso se si pensa che «la medicina estetica ha lo scopo di riequilibrare l’organismo, rimettendo in linea quelle funzioni che lavorano male e creano un inestetismo». Equilibrio, dicevamo: il vero filtro per tutto.


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FONTE ELLE.COM



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