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Giochi Olimpici Milano-Cortina 2026: quando la pelle gioca in alta quota

In occasione dei Giochi Olimpici Invernali Milano–Cortina 2026, il tema della performance non riguarda solo la preparazione fisica, ma anche la salute della pelle, spesso messa alla prova dagli ambienti di alta quota.

In montagna, la cute è esposta a fattori di stress ambientale intensi e specifici. L’aumento dell’altitudine comporta una maggiore esposizione ai raggi UV, a causa di un’atmosfera più sottile e meno filtrante, con un incremento stimato di circa il 10% ogni 1000 metri¹.

Questo effetto è ulteriormente amplificato dalla riflessione della radiazione solare sulla neve².Freddo e vento, inoltre, riducono la percezione del danno cutaneo, favorendo esposizioni prolungate e inconsapevoli². In queste condizioni, la pelle può andare incontro a eritema, secchezza, disidratazione, scottature solari e aumento della sensibilità.


Freddo, vento e bassa umidità compromettono la funzione barriera cutanea, aumentando la perdita d’acqua transepidermica² e rendendo la pelle più secca, fragile e reattiva³.

Per supportare la barriera cutanea è consigliato applicare prodotti idratanti con costanza, scegliere formulazioni adatte al proprio tipo di pelle e mantenere una routine quotidiana, sia preventiva sia di supporto.


In alta quota, la fotoprotezione è sempre indispensabile, indipendentemente dalla stagione o dalla temperatura percepita⁴. È raccomandato l’utilizzo di protezioni solari ad ampio spettro (UVB+UVA), l’applicazione su viso e aree esposte, la protezione delle labbra con stick SPF e l’uso di occhiali da sole con lenti certificate anti-UV (UV400).

In caso di esposizione prolungata, la riapplicazione del fotoprotettore ogni 3–4 ore è fondamentale⁴.


In ambienti estremi, idratazione e fotoprotezione diventano parte integrante del benessere quotidiano. Anche in montagna, la pelle va allenata a difendersi, con un approccio continuo, consapevole e personalizzato.




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