top of page

Hyaluronidase Use in Aesthetic Medicine: Formulations, Safety, and Clinical Practice

L’impiego sempre più diffuso dei filler a base di acido ialuronico ha portato a un crescente interesse verso la prevenzione e la gestione delle complicanze associate a queste procedure, che possono variare da semplici irregolarità estetiche fino a eventi vascolari potenzialmente gravi.

In questo scenario, una recente review pubblicata sul Journal of Clinical Medicine propone un’analisi aggiornata e sistematica del ruolo della ialuronidasi nella medicina estetica contemporanea.


L’articolo approfondisce le principali caratteristiche delle diverse formulazioni di ialuronidasi oggi disponibili, mettendone a confronto origine, potenza enzimatica e profili di sicurezza. Viene inoltre discusso in modo critico uno dei nodi centrali della pratica clinica: l’ampia variabilità dei protocolli di dosaggio e di somministrazione, legata alla mancanza di linee guida universalmente condivise.


Un’attenzione particolare è riservata agli aspetti di sicurezza. Pur essendo generalmente considerata un farmaco efficace e ben tollerato, la ialuronidasi non è priva di potenziali rischi, come reazioni allergiche o risposte avverse locali. Gli autori sottolineano quindi l’importanza di una corretta anamnesi e di un utilizzo consapevole dell’enzima nella pratica clinica.


Ampio spazio è dedicato alla gestione delle complicanze vascolari da filler, ambito in cui la ialuronidasi rappresenta ancora oggi uno strumento terapeutico fondamentale. La rapidità di intervento, la conoscenza dell’anatomia vascolare e la disponibilità immediata dell’enzima vengono indicati come fattori chiave per migliorare la prognosi e ridurre il rischio di esiti permanenti.


Nel complesso, la review offre una panoramica chiara e aggiornata sull’uso della ialuronidasi in medicina estetica, evidenziando la necessità di formazione continua e di una maggiore consapevolezza clinica, elementi essenziali per una pratica sicura e responsabile.

 


LINK DI APPROFONDIMENTO ALL'ARTICOLO:



Commenti


bottom of page